a cura di Massimo Palozzi

Aprile 2024

IL DOMENICALE

VIABILITÀ, CROCE E DELIZIA DEI REATINI

amministrazione, città, viabilità

di Massimo Palozzi - Da domani via Tancia sarà chiusa al traffico per la demolizione del ponte sul Turano e la ricostruzione di uno nuovo al suo posto. L’intervento rientra nei lavori da oltre 28 milioni di euro che Anas sta portando avanti per ammodernare la Salaria con la realizzazione di tratti a due corsie e una serie di connessioni tra la stessa consolare e la città di Rieti.

Nello specifico, si parla dell’accesso ovest alla Giorlandina dove sono previste nuove rotatorie e adeguamenti di sezione stradale per aumentare la sicurezza degli incroci esistenti. Solo per questo svincolo sono stati investiti oltre 8 milioni di euro e 8 saranno pure i mesi necessari per concludere l’impresa.

Non si tratta della prima opera ad impattare sulla viabilità locale. Mercoledì è stata rimossa l’area di cantiere nella parte interessata dalla realizzazione della pista ciclabile tra Porta d’Arce e ponte Cavallotti. A luglio, subito dopo la processione di Sant’Antonio in programma il 30 giugno, partiranno invece i lavori per rimettere in sesto via Cintia, via Terenzio Varrone, via Sant’Agnese e piazza Oberdan nell’ambito del programma Pinqua (fondi del Pnrr destinati alla qualità dell’abitare).

In particolare, verrà rifatta la pavimentazione ed eliminati sia i parcheggi sia i marciapiedi per una spesa di 2 milioni e 850mila euro. Questo per facilitare il passeggio e dare più luce alle vetrine che si affacciano sui tratti di strada interessati: l’intera via Varrone e via Cintia dalla porta a via dei Pini. Parcheggi eliminati anche su via Garibaldi, dal teatro a piazza Vittorio Emanuele II.

I disagi che già da mesi stanno sopportando i reatini, soprattutto i pendolari alle prese con i cantieri sulla Salaria, sono dunque destinati ad aumentare. Saranno però disagi facilmente tollerabili pensando al riassetto complessivo della viabilità locale. Sempre che, naturalmente, le opere in via di realizzazione risultino ben fatte e idonee allo scopo.

Purtroppo la storia anche recente riporta alla memoria esperienze decisamente negative. Dai tempi biblici per la costruzione della Rieti-Terni alla grottesca vicenda delle gallerie a San Giovanni Reatino, chiuse a ripetizione perché rese impraticabili da una geomorfologia non sufficientemente compresa, fino alla inadeguata (per usare un eufemismo) rotatoria all’altezza di Borgo Santa Maria, i segnali di allarme per le infrastrutture in programma non mancano di certo.

Le stesse azioni messe in atto in questi mesi per potenziare la Salaria lasciano spazio a più di qualche perplessità. Come quelle legate alle corsie di arrampicamento realizzate in discesa.

E rimanendo in città, le cose non vanno affatto meglio. Il parcheggio sotterraneo di piazza Oberdan-piazza Mazzini ha di fatto bloccato ogni possibilità di manovra sulle arterie intorno, a causa degli accessi che ad esempio non potrebbero permettere la pedonalizzazione di via Terenzio Varrone (sempre ammesso che a qualcuno venga in mente di farla) o una diversa distribuzione del senso di marcia su viale Canali.

La ripavimentazione della stessa via Varrone e di piazza Oberdan si rende invece necessaria anzitempo rispetto a quanto già fatto su queste aree in anni non lontanissimi. Via Varrone sembra bombardata e anche piazza Oberdan, con la contigua piazza Mazzini, presenta un manto molto più usurato del dovuto. La causa è probabilmente da ricercarsi nei materiali utilizzati che, al di là del giudizio estetico, non si sono rivelati all’altezza del compito. Trovandosi nel cuore di Rieti, gli interventi e la scelta dei materiali sono vincolati dalle indicazioni della Soprintendenza perché sia la giustizia amministrativa sia la Corte di Cassazione ritengono le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi urbani rientranti nei centri storici, beni culturali indipendentemente dall’adozione di una dichiarazione di interesse storico-artistico. Però qualche errore di valutazione deve essere stato fatto, se i risultati sono questi.

Nel caso di piazza Oberdan e piazza Mazzini non manca poi nemmeno il contributo di un uso improprio delle superfici, sulle quali scorrazzano incontrollati giovani skaters che ne approfittano per le loro evoluzioni piuttosto traumatiche tanto per i lastroni in terra quanto per gli scalini trasformati in trampolini di lancio.

Tra i progetti in campo c’è infine l’ascensore del Pincetto. L’esperienza di quello tra via San Pietro Martire e piazza Cesare Battisti dovrebbe suonare da monito per non ripetere gli sbagli del passato. Tra i quali trovano un posto d’onore pure i sottopassi di via Velinia e della Questura, puntualmente allagati alla prima pioggia un po’ più consistente del solito. E se per il primo c’è l’attenuante dell’epoca in cui fu realizzato, questa circostanza non può essere invocata a difesa di una progettazione che, nel secondo caso, appare lontana dalle necessità alle quali avrebbe invece dovuto rispondere.

 

14-04-2024

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