Maggio 2022

VERZULLI, ANMIL LAZIO: “LA SICUREZZA DEI LAVORATORI DEVE ESSERE GARANTITA DA PROTOCOLLI DI PREVENZIONE EFFICACI”

lavoro, prevenzione, sicurezza

La nostra regione è rimasta sconvolta dall’ennesima tragedia sul lavoro drammatica conseguenza di una prevenzione che non ha funzionato e che, a confine tra Latina e Nettuno, è costata la vita ad un operaio di 30 anni. L’uomo era al lavoro, sulla via che costeggia Torre Astura, alle prese con la manutenzione di un impianto fotovoltaico quando, per cause in corso di accertamento, una fortissima scossa elettrica lo ha investito uccidendolo sul colpo.
“L’infortunio sul lavoro avvenuto oggi impone a tutti - istituzioni, enti preposti, datori di lavoro, ma anche lavoratrici e lavoratori - di rivedere le priorità nel mondo del lavoro: il dolore della famiglia coinvolta, la frustrazione dei colleghi, le vicende ispettive e giudiziarie che ricadranno sull’azienda e di conseguenza sui lavoratori, non possono essere messe all’ultimo posto”,  dichiara il Presidente ANMIL del Lazio, Alberto Verzulli.
“Oggi più che mai bisogna incrementare la prevenzione degli infortuni in tutti i settori e rafforzare le risorse addette ai controlli sul territorio - aggiunge Verzulli - come resta necessario e urgente intensificare le iniziative formative ed educative a favore dei lavoratori e dei giovani studenti, affinché l’affermarsi di una nuova cultura della sicurezza sul lavoro, nasca sin dai banchi di scuola e possa favorire la riduzione degli infortuni fra i lavoratori di domani”.
“Secondo gli ultimi Open Data INAIL sull’andamento infortunistico nella regione del Lazio, nel periodo gennaio-marzo 2022 le denunce di infortunio sono state in totale 15.301, ben il 73,8% in più di casi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (8.804). Anche i dati sui morti sul lavoro sono preoccupanti: se nel primo trimestre dell’anno scorso vi erano stati 19 infortuni mortali, quest’anno nello stesso lasso il dato è rimasto invariato (19)”.
“Purtroppo, casi come quello consumato oggi non fanno scalpore nelle cronache nazionali se non riportano morti,  mentre è proprio lo stillicidio quotidiano di infortuni sul lavoro che alimenta questa piaga dovuta alla mancata prevenzione nei luoghi lavoro – spiega il Presidente - e per mettere fine a questa ingiusta scia di dolore per lavoratori e familiari occorre un impegno deciso e congiunto, soprattutto in settori ad alto rischio, con una formazione realmente efficace ed il riconoscimento della prevenzione come un valore sociale ed un investimento economico”. 
“Siamo convinti – conclude Verzulli – che servono interventi concreti, sia nel breve termine, intensificando ispezioni e sanzioni, sia in prospettiva, coinvolgendo maggiormente i giovani. Entrambi sono fronti sui quali l’ANMIL è fortemente attiva, perché il vero sviluppo non può avvenire sulla pelle delle persone che, con il loro lavoro, vi contribuiscono ogni giorno”.

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