a cura di Matilde Fallerini

Maggio 2021

RIETE DDE NOANDRI

UNA FESTA DA NON DIMENTICARE

storia
Il 21 maggio la festa della Beata Colomba di Rieti, ricorrenza molto sentita in città per molti secoli, fino alla metà del novecento. Oggi l’unica chiesa che ricordi la santità di questa umile e gloriosa concittadina, al secolo Angela Guadagnoli (1467-1501), è quella di Sant ‘ Agnese, un tempo sua casa natale, custodita dalle suore di clausura. Per la grande devozione che la popolazione reatina aveva per la Beata, nel XVII secolo venne istituita una confraternita a Lei dedicata nella chiesa di San Donato, dove era solita recarsi per ricevere l’Eucaristia, ed è qui che un giorno la ricevette da un angelo. In seguito la Confraternita della Beata Colomba lasciò la sede di San Donato per unirsi alla Confraternita della Buona Morte, che risiedeva nella chiesa di San Pietro Martire, e questa chiesa divenne il suo luogo di culto dove era custodita una bella statua che la rappresentava. I nostri nonni associavano sempre la chiesa di San Pietro Martire con la chiesa della Beata Colomba e da qui partirono, per gli anni a seguire, i festeggiamenti per la sua ricorrenza. Tutto il Rione di Porta Cintia era in festa ed in particolare il Vicinato, per la vicinanza alla chiesa, ma tutta la città partecipava. La processione si snodava tra due ali di popolo orgoglioso e implorante, per le strade del quartiere: via delle Molina, via San Pietro Martire, via del Vicinato, via del Buro’ , via del Porto, via della Verdura e qualche volta valicava i confini per giungere a San Francesco. La partecipazione era numerosa, da San Pietro Martire uscivano in doppia fila le fanciulle con ghirlande di fiori nei capelli che cantavano:” O graziosa Verginella / che, prescelta al vero bene / le pupille tue serene / dischiudesti in sul mattin. “ e la statua, con ai piedi una colomba veniva portata in spalla dai membri della confraternita della Beata Colomba e Morte, tra preghiere, candele, spari di mortaretti, bande e petali di fiori gettati al suo passaggio dalle finestre e dai balconi. Quando la processione passava in via del Vicinato si fermava sempre davanti ad un edificio, dove nella parete c’era un dipinto con l’immagine di Sant’Antonio di Padova ( oggi non esiste più). La Beata veniva sollevata dai “ portatori “ che le facevano fare una benedizione, spostando la statua su e giù e poi a destra e a sinistra. Anche i bambini durante i preparativi della festa partecipavano facendo degli altarini con l’immagine della Beata nei vicoli del Rione. Ma purtroppo la festa della Beata Colomba pian piano è svanita, all’inizio i festeggiamenti da San Pietro Martire furono trasferiti in Cattedrale, ma solo con le celebrazioni di messe durante la ricorrenza, poi il 20 maggio divenne un giorno qualunque, solo nella chiesa di Santa Agnese è rimasta per i devoti... ma la statua che veniva portata in processione rimase nella chiesa di San Pietro Martire per un periodo e così come ricordo, un “ festarolo” superstite e devoto Sabatino Grillotti, di sua spontanea volontà, si prese l’impegno di di esporla nei giorni che precedevano la sua festività.
Notizie tratte da testimonianze di  Savino Pasquetti e Anita Pitoni
Foto di Matilde Fallerini
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