Gennaio 2024

RIETI MISTERIOSA

UNA DONNA DI COLLEVECCHIO MADRE DI UN DE' MEDICI

storia, storie

Questa volta la Rieti Misteriosa ci porta dentro la Storia con la ricostruzione di una vicenda indagata da Francesco Benedetti e suffragata da numerose fonti e documenti.

Nessuna leggenda quindi ma il ruolo di una semplice contadina di Collevecchio destinata a diventare parte dell’albero genealogico della famiglia de’ Medici, sia pure con molti aspetti ancora da chiarire. 

Simonetta o Simunetta da Collevecchio

Non conosciamo il suo cognome, non esistendo agli inizi del XVI sec documenti d’anagrafe o registri di nascita e morte. Possiamo solo ipotizzare che questa ‘bella e robusta contadina’ sia giunta a Roma, alla corte di Alfonsina de’ Medici, in una delle corti più ricche e sontuose d’Europa, raccomandata da qualcuno influente. Forse Blosio Palladio, personaggio di spicco negli ambienti politici e culturali della Roma rinascimentale, oriundo di Collevecchio e intimo frequentatore di Giovanni e Giulio de’ Medici. Nel 1494, come ricorda Nicola di Venanzio, i Medici, scacciati da Firenze, ripararono a Roma stabilendo la loro dimora a Palazzo Madame (attuale sede del Senato, in quegli anni assai diversa da come la vediamo oggi); qui fiorì la passione del diciottenne Lorenzo, figlio di Piero il Fatuo e di Alfonsina Orsini, per la bella domestica sabina. Molti storici ritengono la presunta relazione con Lorenzo come un semplice copertura di facciata, per quello che invece sarebbe stato il rapporto con il Cardinale Giulio de’ Medici, poi Papa Clemente VII: la paternità di Alessandro resta il problema più dibattuto dell’intera letteratura medicea.  Addossandola  al papa gli antimedicei avrebbero gettato fango oltre che sul pontefice, sul giovane duca che, nel caso, sarebbe stato doppiamente bastardo essendo a sua volta Clemente figlio naturale di Giuliano, il fratello del Magnifico morto nella congiura dei Pazzi. Anche se la verità non si saprà mai, Giulio mostrò grande favore ad Alessandro per tutta la vita. Si trattò comunque da parte di Simonetta (“Così bella da essere chiamata la Cleopatra italiana”) di sentimento o dell’incapacità di sottrarsi alle voglie e al potere del proprio ‘signore’?

Fatto è che la ragazza mise al mondo Alessandro de’ Medici (controversa anche la data di nascita: 1510 o 1512?) che, come d’uso in quell’epoca, in quanto figlio naturale e soprattutto maschio, fu trattato alla stregua di quelli legittimi. 

Simonetta fu allontanata o rimase a Palazzo?

Probabilmente vi rimarrà fino a che Alessandro avrà avuto bisogno delle sue cure, poi ritornerà alla vita contadina dopo un matrimonio ‘risarcitorio’, con un altro servitore della famiglia, un vetturale, dal quale avrà altri due figli. La donna poté godere comunque della protezione familiare, sebbene avesse umili origini, per essere stata comunque la madre di un Medici.

A soli 20 anni Alessandro de’ Medici fu posto a capo del governo della città di Firenze duramente provata, restituita all’antica autorità dopo carestia, peste e stenti dei dieci mesi d’assedio. A questo ragazzo dal colorito bruno e dai capelli crespi i nemici affibbiarono il nomignolo di Moro. Simonetta era quindi un’ex schiava di origini nordafricane? In una lettera testamentaria di Alfonsina Orsini si trovò una somma destinata ad una certa Soenara, nome non tradizionalmente italiano.

Raramente una signora lasciava una parte di eredità ad una serva, per questo si ritiene si trattasse proprio di Simonetta. Lo status di figlio illegittimo fu spesso usato per denigrare le azioni di Alessandro, gli stessi storici hanno lanciato i propri strali sul suo personaggio, il suo nome sembra aver subito la damnatio memoriae nel corso dei secoli. Oltre i suoi detrattori, ci fu chi invece parlò della sua spontanea inclinazione verso i sudditi più umili in cui si sono voluti ravvisare i caratteri genetici della madre; nella sua voglia spontanea di stare a contatto con il popolo, l’origine popolana materna.

Da sempre vissuto sotto la guida dello zio Clemente VII, cercherà dopo la sua morte, un altrettanto solido sostegno politico in Carlo V, sposandone la figlia naturale Margherita d’Austria. 

Fu il suo più intimo amico e parente a tradirlo, attirandolo a casa con la promessa di una tresca amorosa. Lorenzino de’ Medici, con la complicità di un sicario, lo accoltellò mortalmente, nella notte dell’Epifania del 1537, a soli 25 anni.

L’abitazione dell’assassino si trovava in un vicolo divenuto poi Chiasso del Traditore.

Il ‘Bastardo fortunato’, come qualcuno lo chiamava, venne macchiato anche dalla calunnia più infame, quella di aver provocato la morte per avvelenamento della madre scongiurando il rischio che le sue umili origini fossero mostrate all’Imperatore per dimostrare l’illegittimità a sedere sul trono di Firenze. In realtà furono gli antimedicei ad usare a proprio vantaggio la sua origine schernendolo e scrivendo su un muro del palazzo romano in cui soggiornava “Viva Alessandro da Collevecchio”. 

La Lettera

Nel 1529 Simonetta inviò una lettera a quel suo figlio allora diciassettenne per supplicarlo “per sovvenire lei e di due figlioletti nell’estrema miseria in cui versavano”: supplica che sarebbe rimasta senza risposta, dal momento che, secondo il Nardi, egli non avrebbe mai voluto neanche conoscere la madre a causa della ‘sua viltà’, privandola di ogni aiuto pur essendo poverissima.

Tesi confutata da chi ravvisa in alcune parole ‘possessioncelle’ delle concessioni già a lei garantite in passato.

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