a cura di Massimo Palozzi

Febbraio 2022

IL DOMENICALE

TURISMO, PIÙ OMBRE CHE LUCI

turismo

di Massimo Palozzi  - Domenica scorsa è stata annunciata la firma di un accordo tra l’Apt Basilicata e la Diocesi di Rieti per l’avvio di azioni integrate nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni di due eventi epocali: il primo presepio della storia messo in scena a Greccio da San Francesco la notte di Natale del 1223 e la stesura della Regola dei Frati minori, scritta dal santo assisiate a Fonte Colombo e approvata il 29 novembre di quello stesso anno da papa Onorio III. La notizia l’ha data il direttore generale dell’Apt Basilicata Antonio Nicoletti, nel corso di una diretta online moderata dal vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, organizzata per premiare i vincitori della quinta edizione del concorso “Valle del Primo Presepe”. Il contest annoverava infatti tra i giurati il maestro lucano Francesco Artese, autore dal 2018 del ciclo di presepi tuttora ospitati sotto le volte del Palazzo papale reatino.

L’Apt è l’Agenzia di promozione territoriale della Basilicata, una regione che, grazie in particolare al rilancio di Matera, ha fatto passi da gigante nell’attrattività e nello sviluppo del settore turistico. La scelta di abbinare la Lucania alle celebrazioni per l’ottavo centenario delle due ricorrenze francescane rientra in questa politica ad ampio raggio perseguita con lo scopo di cogliere ogni occasione per dare visibilità alla regione, anche approfittando di spunti non propriamente scontati e diretti. Il legame con Rieti non è in effetti così immediato e sebbene i vantaggi siano reciproci, i benefici maggiori in termini di valorizzazione del territorio li avrà proprio la Basilicata.

L’“aggancio” tra l’anniversario della prima rappresentazione della Natività allestita da San Francesco a Greccio e la tradizione presepistica lucana appartiene insomma più ad un’abile operazione di marketing territoriale che non a una contiguità culturale affermata tra i due comprensori. Non a caso, lo stesso Nicoletti ha enfatizzato lo straordinario effetto traino garantito dai presepi del maestro Artese grazie ai quali “si promuovono i nostri paesi e le nostre aree interne attraverso la rappresentazione di scorci e momenti di vita della nostra tradizione”. In altre parole, l’Apt lucana “approfitta” dell’enorme palcoscenico offerto dalla rete di eventi in cantiere per gli otto secoli del presepio e della Regola francescana per rilanciare le bellezze della Basilicata e supportare il turismo nei propri luoghi.

Questa mossa lascia emergere due aspetti. Il primo è l’ottimo lavoro impostato dalla Diocesi di Rieti e dagli altri membri del comitato organizzatore in vista della scadenza del prossimo anno. Il secondo è l’abilità dei lucani a cogliere l’enorme potenzialità delle iniziative collegate alla rievocazione, investendo sul loro successo e sul conseguente ritorno d’immagine.

La lungimiranza dell’Apt della Basilicata evidenzia però per contrasto le dolenti note sullo stato delle politiche di promozione turistica nel Reatino.

Qualche giorno fa la lista di centrosinistra Rieti in Comune (che fa capo al deputato Alessandro Fusacchia) ha cavalcato in funzione preelettorale gli ultimi dati dell’Istat relativi al 2020, secondo i quali Rieti si piazza al quartultimo posto in Italia per quanto riguarda il “tasso di turisticità”. La formula suona ostica sul piano lessicale, ma significa in buona sostanza che la nostra provincia giace in fondo alla classifica nazionale per capacità di attrazione e livello dei servizi. Il tasso di turisticità misura infatti il rapporto tra le presenze dei turisti nelle strutture ricettive (alberghi e simili) e il numero di abitanti del territorio. Si tratta quindi di un indicatore importante perché non si basa su valori assoluti ma tiene conto delle differenze demografiche. E Rieti, con un tasso di turisticità di 0,43 (cioè 0,43 presenze per abitante) nel 2020 è riuscita a fare meglio solo di Enna, Avellino e Benevento e peggio delle altre 103 province italiane. Il Covid naturalmente non c’entra. La crisi sanitaria ha del resto investito l’intero paese e anche prima del coronavirus le cose non andavano meglio, con tassi di turisticità dello 0,7 nel 2019 (terzultimo posto nazionale), 0,72 nel 2018 e 0,68 nel 2017 (quartultima posizione in entrambi i casi).

I numeri parlano da soli. E non valgono a compensarli quelli snocciolati dal vicesindaco e assessore al Turismo del Comune capoluogo (nonché candidato sindaco per il centrodestra) Daniele Sinibaldi nel corso di una recente conferenza stampa tenuta insieme al presidente di Asm Vincenzo Regnini per illustrare i risultati dei primi sei mesi di attività del nuovo ufficio del turismo “VisitRieti”. Nel periodo maggio – dicembre 2021 l’ufficio ha registrato 3.802 visitatori, con il picco di quasi 900 iscrizioni nel mese di agosto. Il sito più richiesto è stato il teatro Flavio Vespasiano, seguito dalla Rieti sotterranea e dal Terminillo. I dati sono stati definiti incoraggianti soprattutto nelle prospettive di crescita. Ciononostante mancano ancora all’appello quelle buone prassi necessarie al rovesciamento dello status quo, magari a costo zero (o quasi) come dimostra la furba intuizione dell’Apt lucana.

Proprio l’esperienza del Terminillo è esemplificativa di un simile stato di cose. Nell’attesa messianica dei miracoli promessi dal progetto Tsm2, la stazione montana non solo non mostra segni di miglioramento, ma ha inanellato di recente una serie di défaillance che hanno aggravato la qualità dei servizi offerti ai residenti e ancor più ai visitatori. Il lungo periodo di assenza del bancomat, la chiusura della farmacia, il disordine nella viabilità e nei parcheggi e perfino i problemi relativi al funzionamento degli impianti sciistici offrono un quadro piuttosto desolante di politiche (o, meglio, dell’assenza di politiche) messe in atto negli ultimi anni. Un quadro solo appena mitigato dal ritorno in settimana di uno sportello bancomat sul Terminillo, grazie all’iniziativa dell’imprenditore Ippolito Matteucci con il supporto di Conflavoro.

Le responsabilità sono ovviamente diffuse, però stenta ancora a decollare un disegno politico unitario e cantierabile per mettere a terra le ingenti risorse in arrivo per progetti credibili ed efficaci. L’apertura solo a fine stagione delle piste al Terminillo o l’inserimento in qualche iniziativa editoriale (l’ultima è il format televisivo in onda da marzo “Dentro l’Opera”, realizzato in esclusiva da Sky Arte per la Regione Lazio in sei episodi, il quinto dei quali sarà dedicato proprio a Rieti) non bastano certo a vincere una sfida dirimente, sulla quale si misureranno le capacità di intervento delle liste impegnate nell’ormai avviata campagna elettorale per le amministrative di primavera.

 

20–02-2022

 

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