a cura di M. Antonietta DIONISI

Febbraio 2024

LA BOTTEGA DELL'ARTE

SOGNARE SEMPRE

di Maria Antonietta Dionisi - La città dorme ancora, qualcuno si avvia al lavoro dopo un caffè a scaldare l'alba ancora fredda di un inverno comunque non troppo gelido; in giro qualche sparuto resto di una nottata tirata a mattina  barcollando di alcool ancora un po'. Puntuali come sempre eccole, con i loro trolley leggeri per ora, Paolo già pronto, porte aperte e pullman già caldo, ci carica i bagagli, come sempre per ultimo la mia borsa minimal. I nasi rossi e negli occhi ancora assonnati l'aspettativa di due giorni di festa e di curiosità si parte sempre cercando di immaginare come sarà questa nuova escursione, io non so cosa pensi ognuna di noi, di sicuro le guardo e mi sembrano scolarette in gita scolastica. Via, luci basse perché per qualcuna ancora c'è bisogno di pisolino; la solita mattacchiona, perché in ogni gita c'è sempre un elemento irrequieto, cerca di svegliare tutte e sarà la prima a chiedere una pausa per la sigaretta. Questo ambiente chiuso, caldo e ristretto mi dà un senso di calma e sicurezza, posso isolarmi un po' nel mondo delle mie favole, socchiudo gli occhi e una distesa di prati verdi si apre al mio sguardo, intreccio fili d'erba, ne faccio ghirlande, rami fioriti e sassi dipinti con i colori di bacche di rovo a interpretare le stagioni, bastoncini di legno e arbusti come cornici: la natura ci offre tutto per esprimere la fantasia, da ogni cosa possiamo trovare un suggerimento creativo. Rivedo la bambina che da sola andava per boschi e radure inventando dialoghi con due bocche di leone, costruiva bambole con pezzi di legno e petali di fiori, sarà da lì che è cresciuta la mia vena creativa? Un piccolo tocco sulla spalla: è l'irrequieta che ha già esaurito l'autonomia, ma è presto per una sosta. Mi ero appisolata anche io, ma avrei continuato volentieri il mio sogno. E avanti, la strada scorre veloce, in questi oltre cinquecento chilometri che ci separano da Vicenza, faccio il punto delle aziende che dovrò visitare per capire dove sta andando il mercato, come devo comportarmi io, così restia ad uniformarmi alle tendenze, ma non posso permettermi l'isolamento, devo almeno cercare un compromesso, una contaminazione, il mondo creativo purtroppo è diventato una macchina da guerra che se non ti adegui ti schiaccia. Colazione, pausa fumo, gallerie una dietro l'altra ecco lo svincolo “Vicenza fiera”, salto in hotel per il check-in e quasi di corsa dentro le fauci del drago, un attimo e le perdo di vista tutte, forse le incontrerò sedute a qualche tavolo a fare corsi, ci confronteremo ad ora di cena e domani vedrò i trolley un po' più pesanti; io forse mi porterò un bagaglio pesante di quel peso che non si può toccare.

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