Gennaio 2022

REGISTRO DI CLASSE

SCUOLE SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

politica, scuola

Famiglie disperate, dirigenti e segreterie al collasso, sistema SISP Scuola imploso. Questa è la situazione attuale nelle scuole. Se il Ministro Bianchi volesse dati aggiornati della situazione reale facilmente prevedibile, basterebbe telefonare a 4 o 5 istituti reatini per scoprire come si stia tutti sull’orlo di una crisi di nervi.

“E’ un disastro per noi insegnanti, ridotti allo stremo, continuamente in DAD con criteri variabili. Non esiste nessuna rappresentazione reale della situazione ormai, considerando il ritardo gravissimo registrato tra le comunicazioni che giungono agli istituti dalla Asl, purtroppo in grave difficoltà per l’esiguo personale a disposizione”

Quattrocento circa erano le mail in attesa di essere evase nella giornata di domenica, un campo di battaglia da affrontare giornalmente per il quale occorrerebbero molti più mezzi di quelli impiegati. Non si riesce più a gestire come si dovrebbe tamponi in entrata e in uscita. E le famiglie si rifanno sui dirigenti credendoli responsabili della mancata prenotazione, ma non è così. Spetta al genitore segnalare al dirigente, il quale a sua volta passa l'informazione all’equipe Covid Scuola del DPI dell’Asl. A quel punto è l’Asl a prenotare il tampone, ed è lì che tutto si blocca suscitando l’ira delle famiglie che non comprendono i ritardi. Alcuni aspetti relativi alle quarantene non verrebbero sufficientemente chiariti: nessuno spiega se possa applicarsi anche al mondo scolastico uno snellimento delle procedure o se si possano attivare altre modalità. Dinanzi  ad una crescente domanda di tamponi proveniente dal mondo scuola (quarantena per contatto scolastico/sorveglianza attiva) sono diverse le regioni che stanno provvedendo a dare risposte concrete alle difficoltà incontrate in questa fase.

Intanto molte le segnalazioni giunte in redazione, come quelle di un’intera classe che già da domenica sarebbe dovuta uscire dalla quarantena di dieci giorni e che, presentandosi ieri al drive-in si sarebbe sentita rispondere di non risultare prenotata.

Problema non da poco trattandosi di minori.

E qui entra anche il ruolo della famiglia: i genitori non sono più tutelati. Per accompagnare un figlio a fare un tampone occorre chiedere un permesso, prendere un giorno di ferie, e se un bambino rimane a casa qualcuno dovrà pure accudirlo sebbene lo smart working non sia sempre concesso o praticabile.

“Aspetto di capire da chi verrò denunciato – aggiunge un professore – dallo Stato la cui legge mi impone di non poter lasciare un minore fuori dall’edificio scolastico, essendone io responsabile, o dalla Asl che mi impone di riammettere in classe solo chi si presenta munito di regolare tampone e con certificato di attestazione di guarigione da parte del medico curante. Cosa faccio se questi documenti mancano?”

Intanto è elevato anche il numero degli insegnanti di nuovo contagiati “Sapevamo che la fascia dei giovani, ragazzi, bambini, sarebbe stata quella a maggior rischio in questa fase. Perché ostinarsi a riaprire le scuole? Potevamo prendere tempo, proseguire in DAD per tre o quattro settimane, soprassedere al mese di gennaio, senza fare i paladini dell’apertura ‘a tutti i costi’”.

Già, la DAD: ore e ore di corsi di formazione in cui lo scorso anno fu spiegato agli insegnanti come si trattasse di una modalità diversa da quella frontale, ed ora? 10 alunni in classe e 10 in casa, come si porta avanti la  DDI Didattica digitale integrata tenendo una lezione valida per tutti?

“E’ una follia, siamo tutti neri. Siamo arrivati. Il sistema è fallito. Accade che il primo tampone venga fatto per la prima volta quando i ragazzi sono già usciti dal periodo di quarantena e i contagi corrono!"

Ragazzi che subiscono oltre il danno la beffa; per essersi vaccinati con tempestività rischiano oggi di risultare scoperti, essendo passati più di 120 giorni dalla somministrazione, e quindi di sottostare alle stesse regole dei non vaccinati.

L'ANP intanto chiede "che venga semplificato il protocollo di gestione dei casi positivi, allo stato attuale del tutto inapplicabile per il collasso dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, nonostante l’immane sforzo di collaborazione sopportato dalle scuole”.

25_01_22

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