Luglio 2021

SCUOLA: SNALS, OCCORRE PIU’ DECISIONE PER UNA RIAPERTURA A SETTEMBRE

politica, scuola

“Memori del recente passato percepiamo una diffusa preoccupazione negli ambienti scolastici per l’apertura del nuovo anno al punto che riteniamo urgente chiedere la  convocazione di un  tavolo di confronto con i soggetti politici ed istituzionali interessati - questo è quanto dichiara Luciano Isceri segretario provinciale SNALS. Il quale aggiunge - per noi rimane viva la preoccupazione per la riapertura in sicurezza a poco più di un mese e mezzo dalla data del 1 settembre e per questo rivolgiamo appello (l’ennesimo) ai parlamentari e agli amministratori di regione e provincia esortandoli a manifestarsi e dare segno della loro presenza raccogliendo le sollecitazioni del sindacato che reclama maggiore attenzione per la nostra provincia che ha registrato negli ultimi due anni, l’avvicendamento di ben 3 dirigenti dell’ufficio scolastico di cui l’attuale con presenza a Rieti limitata dovuta alla reggenza  impedendo, di fatto, speriamo non per volontà di vertice, lo sviluppo di quella “politica scolastica attiva” che nel passato ha dato risultati soddisfacenti.

Ormai la politica scolastica viene fatta solo con i numeri da una Direzione regionale sempre più distante”.

Inoltre, prosegue Isceri “lo scollamento esiste e lo abbiamo denunciato da diversi mesi  oggi  rivolgiamo nuovamente il nostro appello ai politici e gli amministratori regionali e provinciali affinchè non si ripropongano, per le scuole della provincia, soluzioni tampone ma risposte concrete, c'è bisogno che si cominci ad investire sul capitale umano e sul diritto allo studio, c'è bisogno che ci si renda conto che investire sulla cultura, sull'istruzione, sulla formazione, significa credere nel futuro e puntare su di esso.

Da dove ripartire per il sindacato è chiaro: “sicuramente la prima condizione dovrebbe essere quella di iniziare il prossimo anno scolastico con un organico rispondente alle reali necessità per garantire il diritto allo studio, assistiamo invece ancora ad una realtà ben diversa da noi denunciata nelle rarissime occasioni di incontro con l’USP. Nell’ organico di diritto ci sono  classi nella scuola primaria, soprattutto nel comune capoluogo, con 28/29 alunni per classe o come quella della scuola media di Torricella Sabina che attende sdoppiamenti in chiara controtendenza con le minime norme di distanziamento.

Abbiamo dovuto registrare anche il “non ascolto” sulla nostra richiesta –insistente- di mantenere in vita ,anche attraverso articolazioni di diversi indirizzi di studi, corsi storici che rischiano di estinguersi come quello CAT dell’IIS Rosatelli meglio noto come Istituto tecnico per geometri (unico nel territorio provinciale) o come l’istituto tecnico commerciale di Borgorose, esempi questi che al di là delle oggettive loro difficoltà , rappresentano in modo inequivocabile la mancanza di una attiva politica scolastica e che più degli altri hanno forse risentito delle difficoltà legate al lungo periodo di pandemia.

Assistiamo inermi a “scelte amministrative” che se  da un lato guardano attentamente i numeri per “tagliare” dall’altro sostengono la necessità di autorizzare classi da 28/29 alunni. 

Le soluzioni tampone di cui si è fatto cenno potrebbero, ancora una volta, essere legate ai posti in organico covid-19 o a quelli del terrremoto, soluzioni queste che si ripetono da tempo e che riproponendosi dimostrano la loro assoluta inefficacia.

Di questo e di altro abbiamo discusso anche recentemente con i rappresentanti scuola di comune e provincia  in un incontro che avrebbe potuto dare, per tempistica, quei risultati sperati dei quali non vi è alcuna traccia.

Attendiamo risposte!"

                                    

 

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