Settembre 2021

EVENTI E MANIFESTAZIONI

RIETI LAZIO PRIDE: TUTTI I COLORI DELL'ARCOBALENO

società, solidarietà

E’ andata. Il Rieti Lazio Pride si è svolto nella nostra città senza nessuna forma di volgarità, senza sfiorare gli eccessi a cui siamo abituati in raduni molto più affollati. Un successo per gli organizzatori visto che la piazza si è riempita di gente orgogliosa di esserci, sorridente, soprattutto in rappresentanza di tante altre realtà ed associazioni del Lazio, i cui referenti hanno portato la propria testimonianza, introdotti da Pietro Turano attore, presentatore e portavoce di Gay Center.  E non era scontato tra il pubblico vedere così tanti reatini. “Un conto è partecipare ad un Pride a Roma, altro farlo in un piccolo centro - come ha sottolineato una ragazza proveniente da Latina, altro luogo che nel 2016 ospitò la manifestazione – esistiamo, siamo tanti e vogliamo essere visibili. O Pride è ovunque, provincia dopo provincia, paese dopo paese o Pride non può essere da nessuna parte”. "L'Onda Pride termina  a Rieti, non potevamo scegliere un posto migliore del Centro Italia" afferma il segretario generale del Pride. Interventi anche di Lucia Caponera, portavoce Lazio Pride, della senatrice Alessandra Maiorino, ed arrivo a sorpresa dell'atleta transgender Valentina Petrillo.

Molte le famiglie con bambini al seguito “Lui ha 4 anni, siamo fieri di portarlo con noi per capire che siamo tutti uguali” risposta simile a tante altre dove si sottolinea la necessità di superare certi stereotipi legati ai colori o ai giochi da maneggiare, insegnando che nella diversità possono nascondersi forti elementi di crescita.

Circa 500 le persone presenti a detta della Polizia, 3000 per gli organizzatori, in maggior parte giovani ma… non solo. “Io sono figlio di una generazione che ha dovuto fare i conti con l’HIV e i miei vent’anni sono stati segnati da una pandemia, meno dolorosa di quella che stiamo affrontando oggi ma che portava con sé il marchio di infamia del dover essere condannati al fatto di essere omossessuali-appestati. Questo è il tema che hanno provato oggi a ritirare fuori ancora: ho visto dei commenti spaventosi su questo Pride, legati alla protezione dall’HIV, significa che sul nostro territorio così come nell’intero Paese c’è ancora tantissimo da fare”. “Fa bene all’anima tornare a vedere i ragazzi riempire le piazze per rivendicare propri diritti – commenta un’ex sessantottina – Noi lo facevamo per motivi politici, loro hanno il coraggio di pretendere di essere ‘visti’. Chi parla di questa generazione definendola superficiale, forse non la conosce poi così bene.”

Presenza virtuale del sindaco Cicchetti, evocato continuamente in ogni intervento per la sua decisione di non concedere il patrocinio “E’ comprensibile non lo abbia dato: svolge coerentemente il suo ruolo politico e di partito. D’all’altro lato la città reagisce, ed è giusto sia così” commenta con indulgenza il sindaco di Roccasinibalda Stefano Micheli presente insieme ai primi cittadini Andrea Fiori di Montopoli, Silvia Boccini di Cantalice e Paolo Rinalduzzi di Cantalupo; presente anche il consigliere regionale Fabio Refrigeri.. Micheli perché ha appoggiato la manifestazione? “Significa riconoscere la validità di una lotta per i diritti: in questo moment in cui l’Italia soffre un po’ per l’ambiente politico che si è generato. Simbolicamente è un atto molto forte prodotto da una piccola comunità”.

A raccontare la propria storia tra soddisfazioni e difficoltà sul palco anche Domenico di Cesare, presidente dell’Arcigay Rieti, da sempre convinto sostenitore della necessità di un Pride a Rieti, lui nato in una piccola frazione, da sempre in cerca di un luogo dove potersi sentire ‘a casa’, sposato ad Oslo con il suo compagno senza poter vedere questa unione ufficializzata in Italia pur essendo una famiglia a tutti gli effetti.

E ‘Diritti al centro’ era il tema di quest’anno “Se volevo aiutare mia figlia ho capito che dovevo agire sulla società per i diritti fondamentali della persona – racconta al microfono una mamma -  primo fra tutti poter essere se stessi. Un mondo migliore dove non contasse il genere ma l’individuo così come è. Agire sulla società: bella parola, ma è possibile solo se lo si fa tutti insieme. Ora ad AGedO (Associazione Genitori di Omosessuali) siamo molti di più, ma ben venga un centro anche qui a Rieti, aperto anche agli etero”.

Tra la folla festante loro: Eric e Francesco, sposati da pochi giorni, o ‘Anna’ alter ego di Luca che per la prima volta mostra alla sua città cosa gli atti ripetuti di bullismo hanno generato, storie che vi racconteremo prossimamente.

 11_09_21

ph M D'Alessandro - E. Fiori - S. Santoprete

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