Ottobre 2021

EVENTI E MANIFESTAZIONI

CRONACA DI UN SABATO DIVERSO: IN PIAZZA I NO GREEN PASS

giustizia, manifestazioni, società

Sembra un sabato qualunque ma non lo è, anche a Rieti, città un po' restia alle proteste, si è svolta una manifestazione contro il green pass a sostegno della piazza di Trieste e di tutte le piazze italiane che si stanno animando in questi giorni con un tacito tam tam che sta percorrendo l’Italia.

Ore 16 in piazza Vittorio Emanuele c’è un notevole dispiegamento di forze dell’ordine, ben visibili Carabinieri e Polizia agli estremi della piazza, a delimitare perché la  manifestazione era autorizzata in maniera statica solo intorno alla Fontana dei Delfini che nel corso della giornata è stata addobbata” con cartelli e candele accese.

Ci sono ancora pochi manifestanti alcuni con le giacche catarifrangenti che richiamano subito la vicinanza ai portuali, poi alla spicciolata, quasi timidamente iniziano ad arrivare alcune persone, chi con ombrellini che diventano manifesti, chi con lenzuola scritte con bombolette spray, chi con cartelli -panino legati al collo con nastrini colorati. Non mettono paura, sui cartelli non ci sono scritte violente, insulti, non si fa rifermento esplicitamente ai vaccini, né a tesi complottiste, ma c’è un filo rosso che li lega tutti: il dissenso verso il green pass, il diritto al lavoro senza ricatto o condizione, il diritto alla libertà di scelta. Evidentemente gli organizzatori della manifestazione hanno dato indicazioni chiare:  ma chi c’è dietro questa manifestazione che ha inevitabilmente inserito anche RIETI tra le città che hanno protestato contro il green pass, uno strumento che i manifestanti hanno definito “un illogico sanitario e un dispositivo politico discriminatorio utilizzato solo in Italia e in nessun’ altra democrazia occidentale”?

Scopriamo dietro le quinte tre donne, madri, nonne, figlie che da mesi condividono il dissenso e da una manciata di giorni hanno creato un gruppo whatsapp chiamato Trieste chiama…Rieti?, in cui hanno incluso ed invitato via via circa 130 persone.

Hanno organizzato la manifestazione in un paio di giorni facendo girare una locandina tra i vari gruppi social di NO Green pass che si sono formati anche a Rieti.

Le tre donne si sono prese la responsabilità  di questa manifestazione, hanno ottenuto le autorizzazioni necessarie indicando, come era stato loro richiesto, un numero orientativo di persone e garantendo una manifestazione pacifica. Così è stato: erano presenti famiglie, bambini che hanno gridato libertà e sventolato la bandiera dell’Italia, anziani, giovani. Non c’erano bandiere politiche,  né di altro genere. Fortunatamente nessun episodio increscioso o violento anzi, abbiamo visto scene di fratellanza, persone in cerchio mano nella mano, persone sedute ad occhi chiusi ad intonare l’Om  considerato il più sacro tra i mantra sia nell’induismo che nel buddismo, si ritiene  sia il suono primordiale dell’Universo. Le organizzatrici ci hanno dichiarato di averlo scelto per una preghiera neutra nel rispetto di tutti i percorsi religiosi e spirituali presenti.

Nel tardo pomeriggio si sono aggiunte ulteriori persone e molti, che abbiamo appreso essere del gruppo whatsapp erano appoggiati alle mura dei palazzi della piazza, diciamo seconde file di manifestanti un po' più timidi…

I manifestanti (60 per alcuni, circa 100 per gli organizzatori)  si sono intrattenuti anche cantando l’Inno d’Italia e facendo letture di Rodari, Primo Levi, Charlie Chaplin, Ignazio Silone,  sono stati declamati gli articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, articoli della Costituzione italiana nonché il regolamento europeo 2021/953 sulla non  discriminazione verso chi sceglie di non vaccinarsi. Mancava una vera regia della giornata, anzi un po' di estemporaneità e disorganizzazione, le casse non hanno funzionato subito, l’energia elettrica era stata prestata dal negozio Grassi che comunque alle ore 20 ha chiuso e gli organizzatori avevano un vecchio megafono per esprimere le loro idee. Senza scaletta ma con un po' di improvvisazione e spontaneità pian piano i primi interventi: chi ha voluto ha parlato come un biologo che vive in Sabina, i cui studi sono stati proprio sul dna e rna, un’insegnante in pensione ha evocato la ‘brava gente’ con chiaro riferimento francescano, un giovane imprenditore che ha girato il mondo, un architetto di ritorno dalla Spagna che raccontava di un Paese uscito dalla pandemia con libera circolazione delle persone senza condizione e presenti anche molti pensionati non per difendere un lavoro che non hanno più ma in segno di solidarietà “per un lavoro senza ricatto”.

Certamente un po' disorganizzati dicevamo, meno numerosi del previsto ma sicuramente pacifici, non è volata  nessuna invettiva, anzi si è tentato di porgere un fiore alle forze dell'ordine che non hanno potuto accoglierlo.

Abbiamo scoperto anche molti vaccinati che insieme ai non vaccinati condividevano la stessa protesa contro il green pass. Sono una minoranza del paese, perché come sappiamo oltre l’80% degli italiani si è vaccinata, ma questa piazza ha voluto esortare al rispetto delle minoranze e al non imbavagliamento, per questo abbiamo accolto la loro richiesta e raccontato questa giornata.

Alle 19 i manifestanti hanno acceso candele, comprate all’ultimo minuto in un negozio di cinesi in via Roma e si sono messi in cerchio accendendo una luce definendola luce di verità, speranza e libertà.

Ore 20 si spegne la musica perché chiude il negozio di abbigliamento Grassi, gli amici se ne vanno…rimangono in pochissimi a condividere pezzi di pizza che alcune manifestanti hanno comprato in piazza Cavour.

Una piazza che non ha preoccupato le autorità visto che non c’è stato nessun episodio violento, né folle oceaniche, a cui peraltro non siamo abituati a Rieti, non sappiamo se il popolo NO green pass reatino sia più numeroso di quello che abbiamo visto scendere in piazza, intanto i manifestanti del 23 ottobre si sono dati appuntamento per il prossimo sabato.

24_10_21

ph M. D'Alessandro

 

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