Dicembre 2021

PERSONE & PERSONAGGI

PUPI AVATI CONQUISTA IL PUBBLICO REATINO CON UN DANTE INEDITO

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Serata fantastica a Le Tre Porte ospite uno dei maestri del cinema italiano Pupi Avati nella veste ormai confermata di autore di libri, tanti al suo attivo, tra cui questo ultimo ‘L’alta fantasia’ edito da Solferino e frutto di oltre vent'anni di studi danteschi.

La profondità d’animo del Maestro la sua cultura, la sensibilità, sono emerse nel corso dell’incontro affascinando i presenti. Pupi Avati si è raccontato come uomo passando dal suo rapporto privilegiato con la morte (“prego i defunti cari, perché dei vivi non c’è da fidarsi”) a quello non ottimale con l’istituzione scolastica che lo porterà solo in un momento successivo a scoprire il piacere di studiare da autodidatta. Fu la musica ad attrarlo irresistibilmente, il jazz in particolare, fino all’arrivo di Lucio Dalla nel suo gruppo: la bravura di quest’ultimo lo convinse a lasciar stare. Folgorato dall’arte di Federico Fellini, mollò il mondo dei surgelati alla cui vendita si era dedicato nel frattempo, per intraprendere la carriera cinematografica con i risultati e riconoscimenti noti a tutti. Sarà l’incontro con un vecchio professore di  filosofia a calamitare così tanto la sua attenzione da essergli fatale, riportandolo solo a quel punto su quei libri che aveva riposto, acquisendo finalmente il richiamo della conoscenza, motore ormai dominante nella sua vita. “Giravo un film in America, ma non vedevo l’ora di scappare in albergo per proseguire nella lettura dell’Eneide”  “Avremmo tutti bisogno di insegnanti che ci facciano innamorare delle loro materie”. Di questa opera è particolarmente orgoglioso, soprattutto dopo la richiesta dell'Università di Tor Vegata di utilizzarlo per i propri corsi. Un libro che vedremo nella trasposizione cinematografica già dal prossimo mese di febbraio con un Sergio Castellitto nel ruolo di protagonista. Picaresco e avventuroso: il viaggio di Boccaccio alla scoperta di Dante, il Dante uomo, esiliato e misconosciuto al momento della morte.  Nel convento delle clarisse di Santo Stefano degli Ulivi, l’albero di mele selvatiche che le suore chiamano ‘l’albero del Paradiso’ smette misteriosamente di dare frutti. Trent’anni dopo Giovanni Boccaccio, studioso appassionato dell’opera dantesca, riceve un incarico singolare: andare in quel convento, dove risiede la figlia di Dante, divenuta monaca con il nome di suor Beatrice, e consegnarle un risarcimento in denaro per l’esilio ingiustamente subito da suo padre. Sarà un viaggio di riparazione e di scoperta, ma anche di fatica e pericoli, non ultima l’accoglienza non sempre entusiastica ricevuta dai conventi dove l’opera del Sommo è ancora vietata, in odore di eresia. E per Boccaccio sarà l’occasione di riandare ai momenti più importanti della vita dell’Alighieri, le sensibilità di bambino e l’incontro con Beatrice, la politica e i tradimenti, l’amarezza della cacciata da Firenze, il tormento e l’estasi della scrittura. Trovando conferma, lui, scrittore, di quanto il dolore promuova l’essere umano a una più alta conoscenza. Lo scrittore, regista, produttore, sceneggiatore bolognese ci consegna con il suo nuovo romanzo l’opera di tre vite: l’incontro inaspettato attraverso i secoli tra un regista e scrittore e due maestri della cultura italiana. Un racconto di avventure, uno sguardo partecipe e nuovo su Dante, la ricostruzione di un Medioevo vero, sporco, luminoso e umano: una prova d’artista intessuta di passione e di poesia.

“Circoscrivere Dante nella forma del romanzo mi è parsa impresa impossibile fino a quando non è entrato nella mia vita Giovanni Boccaccio. Se non mi fossi imbattuto in quel suo ‘Trattarello in laude di Dante’, non avrei mai trovato l’ardire per accingermi a questa impresa”

Ad affiancarlo nella presentazione è stata la scrittrice e blogger Giulia Ciarapica. Presente anche l’assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Gianfranco Formichetti, a cui è stato riservato un lusinghiero giudizio "Finalmente un assessore alla cultura 'acculturato'!". Le letture tratte dal libro di Pupi Avati sono state a cura del Teatro Alchemico.

 16_12_21

ph M. D'Alessandro

 

 

 

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