Agosto 2022

SALUTE

PRONTO SOCCORSO E DISAGI: LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DOTTOR MANCINI E LA REPLICA DELLA FAMIGLIA

salute, sanità

Riceviamo e pubblichiamo dal Dottor Flavio Mancini Direttore UOC Medicina e Chirurgia di Accettazione e Urgenza - Pronto Soccorso a seguito del video diventato virale con cui la nostra collega giornalista Paola Corradini denunciava la situazione del Pronto Soccorso nella serata di ieri

“Da circa un mese, presso il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Rieti, si è verificato un aumento di accessi di casi complessi che comportato un aumento del carico di lavoro, nonostante l'organizzazione messa in atto per limitarne gli effetti. 

In particolare, duole mettere in evidenza un fatto verificatori nella giornata di ieri relativamente ad un paziente anziano giunto in Pronto Soccorso alle ore 19.30 circa per un riferito episodio sincopale. 

Lo stesso paziente, al momento dell'ingresso, è stato sottoposto a tutti gli esami necessari: dopo 2 ore e mezza è stato visitato e in occasione della visita è emersa la necessità di effettuare una indagine diagnostica che il paziente ha rifiutato. Allo stesso paziente, alle 22,30 circa, è stato proposto il ricovero che ha nuovamente rifiutato.  

I rifiuti assistenziali opposti dal paziente hanno evidenziato una scarsa fiducia nei confronti dell'operato dei sanitari medici ed infermieri del Pronto Soccorso che con dedizione e professionalità si sono occupati del caso specifico: gli stessi professionisti che ogni giorno si occupano con le medesime modalità di decine di casi analoghi e spesso ben più gravi. 

Purtroppo, a volte, soprattutto in giornate particolarmente difficili, con un numero elevato di accessi anche di grave entità, il canale comunicativo tra il paziente ricoverato e l’operatore sanitario si affievolisce riducendo la sua efficacia: ciò non permette di instaurare pienamente quel rapporto di fiducia che è alla base del processo di cura e di mettere in evidenza l'abnegazione e la giusta capacità professionale e organizzativa che tutti gli operatori del Pronto Soccorso mettono quotidianamente in campo. 

Chiediamo scusa al paziente di cui abbiamo citato brevemente la storia clinica e con l’occasione alle persone con le quali non è stato sempre possibile creare questo canale comunicativo particolare e ci impegniamo a ridurre ulteriormente questa distanza che in casi specifici può essere alla base di incomprensioni. 

Passata l’emergenza pandemica inizieranno i lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso, bloccati proprio a causa del Covid-19, così da garantire migliore confort e vivibilità interna ed esterna alla struttura d’emergenza”.  

Ringraziamo il dottor Mancini e sottolineiamo come per la prima volta si porgano ufficialmente delle scuse ai pazienti e ai loro familiari, forse comprendendo la situazione di disagio e di fragilità in cui ci si trova nel momento in cui ci si rivolge ad una struttura sanitaria. La figlia del paziente, interpellata dalla nostra redazione, presente in pronto soccorso ieri sera, chiarisce che il proprio genitore non ha rifiutato le cure (è stato sottoposto anche a prelievo, elettrocardiogramma ed emogas) ma ha deciso di non rimanere solo dopo aver saputo che per essere sottoposto a TAC avrebbe dovuto attendere due giorni su una barella in pronto soccorso.

05_08_22

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