a cura di Francesco Pasquetti

Agosto 2021

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE (E, SOPRATTUTTO…COSTA MENO!) LASTRICATI E PIAZZE

Prima parte

città

di Francesco Saverio Pasquetti - Alzi la mano chi non è mai scivolato sul travertino di piazza Oberdan! Il tema di strade e piazze lastricate negli ultimi venti/trent’anni non poteva certo mancare nel nostro breve e volutamente ironico (è il mestiere dell’avvocato del diavolo, d’altronde!) excursus attraverso le opere pubbliche più recenti e significative della nostra città e dintorni. 

E fra esse la palma del vincitore va - per acclamazione - alla rivoluzione urbana che si determinò tra la metà degli anni ‘90 e negli anni immediatamente successivi allorché fu realizzato il parcheggio coperto con conseguente ripavimentazione delle due piazze (Oberdan e Mazzini) e di via Terenzio Varrone

Gare e concorsi vari non evitarono, ahinoi, di giungere in alcuni casi a scelte infelicissime che ancora oggi la città paga in termini di mancanza di decoro urbano, di pericolosità e di disagi infiniti arrecati ai residenti dal fondo stradale rovinato e disconnesso.

La prima scelta rovinosa fu proprio quella di apporre nella zona centrale della rinnovata piazza Oberdan - ove venne eliminata la carreggiata centrale prima transitata dai veicoli - una distesa di bianco travertino. Fra i primi a far le spese di tale scelta, nei freddi, umidi e gelidi inverni cittadini, fu un noto mio collega con studio nei paraggi il quale, al primo abbassamento di temperatura, scivolò rovinosamente sul bel selciato. 

Materiale esteticamente bello, senz’altro, ma totalmente inadatto al clima continentale cittadino: inutile fu la lezione del palazzo delle poste di via Garibaldi, realizzato nel mede-simo materiale e subito ridotto in pezzi (a tutt’oggi visibili) dall’umidità e dal gelo progressivamente infiltratosi nella porosità arcinota del pregevole ma fragile materiale. 

Medesima, inevitabile sorte ha subito l’accennata piazza: necessariamente cosparsa di sale nelle pungenti mattinate invernali (sale salvifico dal gelo ma assai aggressivo sul materiale posato in opera) la piazza è ora una sorta di puzzle infinito  che fa bella mostra di sé ai passanti.

Non miglior sorte - anzi! - è toccata a via Terenzio Varrone! Anche in questo caso una scelta tecnico - architettonica del tutto incomprensibile ha consegnato la via - un tempo antico corso commerciale cittadino - ad un progressivo, velocissimo degrado che da 25 anni circa la caratterizza, con mattonelle divelte, fosse, buche, rattoppi e rabberciamenti vari.

Oggi quel primo cittadino, che all’epoca presiedette al progetto, promette, in vista della nuova tornata elettorale di maggio 2022, il suo restauro invocando - stavolta - la scelta di materiali più elastici ed adatti alla bisogna. Cicala allora, formica oggi? 

“Meglio tardi che mai, Vostro Onore!”

condividi su: