a cura di Francesco Pasquetti

Ottobre 2021

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE (E, SOPRATTUTTO COSTA MENO!)

Conclusione

città, politica

di Francesco Saverio Pasquetti - Molte sarebbero ancora le situazioni degradate da segnalare in questa rubrica che, negli ultimi mesi, si è occupata della punta di un iceberg in realtà assai più grande di quanto appaia. Ponti, marciapiedi, aiuole, strade, selciati, parchi, aree verdi e tanto altro. Fra essi, in conclusione, vogliamo soffermarci su un paio di casi eclatanti legati ad opere recenti lasciate progressivamente in stato di abbandono. Le fontane: quella di piazza Oberdan e quelle di viale Maraini, nel tratto adiacente la scuola Marconi. Entrambe quasi da subito fuori uso e lasciate in uno stato di totale degrado. Paradigmatico il caso di viale Maraini: rilanciato qualche anno orsono con un opera poderosa di ripristino sino all’incrocio con via Liberato / Via Porrara, vide nelle sue aiuole il sorgere di singolari arredi vegetativi di chiara ispirazione orientale. Di essi, a tutt’oggi, poco o nulla è restato, così come della bella fontana “a muro” addossata al Marconi, da tempo priva del getto d’acqua che la caratterizzava. Nemmeno il Terminillo, infine, viene risparmiato, potendo annoverare un caso del tutto analogo a quello cittadino di via Marco Terenzio Varrone: recente la ripavimentazione, a Pian de Valli, del “corso” via dei Villini e del piazzale San Francesco.

Infelicissima la scelta (o la posa in opera, chissà) dei materiali, ad oggi totalmente devastati dall’inclemente clima terminillese. Era solo poco più di un anno fa che il consigliere comunale Giosuè Calabrese presentava una richiesta di manutenzione al proposito. Ad oggi nulla o quasi è stato dato vedere al proposito. Il selciato resta così com’è e il nuovo inverno si avvicina.

In conclusione, si è parlato molto, in questi mesi, del decoro urbano della nostra città. L’osservazione della realtà, da un lato, da parte degli organi di stampa; la feroce critica, dall’alto, dell’opposizione. Entrambe concordi nel rilevare l’evidenza, ovvero la scarsa cura che l’amministrazione ha della reso pubblica, nel senso letterale del termine. Il 28 luglio il PD attacca: “Degrado e desolazione, Rieti è sporca. Proviamo vergogna”. Singolare, da questo punto di vista, la difesa dell’assessore all’ambiente Valentini che il 3 agosto, dai microfoni di un’emittente locale, tuona: “Dal racconto che il PD fa di Rieti danno d’immagine alla Città”. Come a dire: la colpa non è la nostra che, da amministratori eletti dai cittadini, non curiamo la città, ma dell’opposizione che, mettendo in evidenza ciò che è sotto gli occhi di tutti, rovina l’immagine di Rieti. Un quadro desolante, sotto tutti i punti di vista. Le elezioni si avvicinano. Maggio è oramai prossimo. Che vinca l’una o l’altra coalizione, per il cittadino attonito non resta altro che sperare in un futuro diverso in cui la città e la sua cura siano finalmente al centro dell’attenzione dei nuovi amministratori.

da Format ott/nov 2021

da Format Ott-Nov 2021

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