Novembre 2021

EVENTI E MANIFESTAZIONI

POMPILI "GESÙ NON  È BABBO NATALE"

Il percorso della Valle del Primo Presepe

chiesa, spiritualità, turismo, valledelprimopresepe

“La Valle del Primo Presepe ha due obiettivi   - ha spiegato il vescovo Domenico durante la presentazione della V edizione - uno di carattere spirituale, l’altro di carattere culturale, centrando i quali ne scaturisce naturalmente un terzo: sociale ed economico. Iniziamo dall’aspetto spirituale: la nostra ambizione è semplice, dire che Gesù non è Babbo Natale. Dappertutto fioriscono i villaggi di Babbo Natale, noi vorremmo, attraverso il presepe di Greccio, portare avanti un’operazione in controtendenza che mostri l’originalità dell’intuizione di Francesco. Concentrare lo sguardo di tanti, dentro quello che è il mistero centrale del cristianesimo e l’incarnazione che il Santo, sul nostro territorio, ha reso immortale. L’attenzione con cui teniamo a distinguere il presepe di Francesco da tante altre forme pseudo natalizie è essenziale.
L’aspetto culturale: come fare a promuovere un territorio? Come fare per ‘vendere’ prodotti che diano una spinta anche economica a questa terra? Occorre partire sempre da quello che viene definito ‘genius loci’, elemento di genialità singolare e irripetibile di una terra e noi l’abbiamo identificato da sempre con la figura di Francesco e con la sua storia, il francescanesimo, un modo di stare al mondo e guardare la realtà, privilegiando l’attenzione per l’ambiente e toccando il tema ormai globale dell’ecologia. Dobbiamo far emergere in maniera distinta l’originalità della proposta francescana che nel corso dei secoli è stata spalmata a tutti i livelli, economico, culturale, storico, artistico, sociale. Obiettivi raggiungibili solo con l’aiuto di tutti, partendo dal presidente della Fondazione Varrone Antonio D’Onofrio che ha condiviso da sempre l’elaborazione stessa di questo progetto, alla Regione Lazio che ha manifestato una grande disponibilità offrendoci supporto costante, ai sindaci di Rieti e Greccio, quest’ultimo, Emiliano Fabi, anche presidente del Comitato nazionale che il MiC ha creato per l’ottavo centenario della prima rappresentazione del presepe. Noi dobbiamo accogliere questo appuntamento con gratitudine: il 2023 sarà quello della Regola e del primo Presepe, il 2024 l’anno delle Stimmate, 2025 il Giubileo, il 2026 la morte. Vorrei sottolineare che da Greccio il prossimo 29 novembre verranno annunciati quindi a tutto l’orbe cattolico e non, tutti questi centenari (2023-2026) che vedranno insieme in un’ideale triangolazione, la Valle Santa, la Verna e Assisi. Uniremo tre grandi aree Lazio, l’Umbria, la Toscana: un segnale promettente poiché farà uscire la Valle Santa dalla sua subalternità, introducendola in un più ampio territorio”. 

Il presepe della Città, come ogni anno, tornerà in Cattedrale, La sala mostra del Comune di Rieti sarà dedicata al “Presepe Sospeso” di Giampiero Desideri, donato dall’autore a "La Valle del Primo Presepe", con il desiderio che l’opera possa continuare a far sognare ed emozionare un pubblico più ampio possibile in uno spazio adeguato alla notevole mole dell’istallazione. “Si tratta di un presepe di 2 metri x 1, realizzato inizialmente per partecipare alla prima edizione del Concorso legato alla manifestazione, solo in un secondo momento mi sono reso conto che le dimensioni richieste erano minori. E’ una passione nata da bambino che richiede tempo e dedizione, a differenza dell’albero assai semplice da realizzare: qualsiasi personaggio ha un suo significato” spiega il signor Desideri.

 Nel salone papale sarà esposto il presepe “Roma sparita” realizzato dall’Associazione Amici del Presepio di Monte Porzio Catone e donato alla Valle lo scorso anno e purtroppo non esposto a causa della pandemia.

Sempre nel salone papale, grazie alla concessione della famiglia, sarà esposto il presepe realizzato dal famoso artista reatino scomparso Italo Crisostomi. Ancora nel salone l’esposizione “Presepi dal mondo” di Don Nazzareno Gaspari.

Dopo un anno sarà esposto finalmente anche il presepe donato da Caleruega, città gemellata con il Comune di Rieti. Al termine dell’esposizione il presepe sarà collocato all’interno del Museo Internazionale del Presepe di Greccio. Un corner inedito sarà dedicato a due opere restaurate e tornate all’originario splendore: la Madonna Lactans e la Pietà che prima del sisma del 2016 erano custodite rispettivamente nella chiesa di Sant’Agata di Grisciano e di Santa Maria della Misericordia di Accumoli. Tra i vari luoghi da poter visitare lungo il percorso riservato alla manifestazione c’è anche la caserma Verdirosi che ha dimostrato da subito una particolare sensibilità nei confronti del progetto. Quest’anno oltre all’opera messa a disposizione dall’Associazione Italiana Amici del Presepio, ospiterà opere di arte presepiale di reatini: sarà esposto infatti un presepe realizzato dall’Associazione Ci Vuole un Senso e uno di Roberto Scagnoli.

Si prosegue poi con la chiesa di san Domenico e le opere dei contest: le splendide icone di don Marco Tarquini nella Basilica di sant’Agostino, l’esposizione “Bambinelli” curata dai ragazzi del Centro Sant’Eusanio, i commercianti della rete Porta Romana e del quartiere Borgo che hanno aderito all’invito del vescovo Domenico di esporre presepi all’interno dei loro esercizi.

ph M. D'Alessandro

condividi su: