a cura di Massimo Palozzi

Ottobre 2021

IL DOMENICALE

PASSAGGI A LIVELLO E SOTTOPASSI: OPPORTUNITÀ O PROBLEMA?

città, politica, sottopasso, viabilità

di Massimo Palozzi - Per fare un po’ d’ordine nella vexata quaestio del sottopasso di viale Maraini conviene partire dal comunicato del consigliere con delega ai Trasporti Moreno Imperatori, diffuso giovedì in polemica risposta ai commenti critici delle opposizioni. Il timore paventato da vari osservatori era infatti che l’accelerazione degli ultimi giorni potesse nascondere una sorta di colpo di mano dell’amministrazione uscente per mettere la prossima davanti al fatto compiuto. Una preoccupazione che invece Imperatori ha respinto con parole a suo modo rassicuranti: “La convenzione con Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) non impegnerà in alcun modo le prossime amministrazioni comunali”, trattandosi di meri progetti preliminari per la cui redazione il Municipio fornirà collaborazione e indicazioni. E per rintuzzare la contestazione più pressante piovuta da diverse parti, relativa al rischio di un’operazione avulsa dal contesto generale della viabilità cittadina, Imperatori ha ulteriormente chiarito: “Siamo già d’accordo con i vertici settoriali di Rfi che i progetti dovranno tenere conto del prossimo piano del traffico e dell’urbanizzazione del quadrante Micioccoli/Porrara”.

Al termine di un lungo negoziato, il 27 settembre Comune di Rieti e Rete Ferroviaria Italiana hanno raggiunto l’accordo per avviare gli studi di fattibilità volti all’eliminazione di dieci passaggi a livello (inizialmente erano otto), tra i quali quello di viale Maraini che da oltre due anni tiene banco nelle discussioni pubbliche riemergendo periodicamente come un fiume carsico.

La convenzione prevede che la società guidata da Maurizio Gentile sosterrà tutti gli oneri (inclusi quelli economici) per la redazione delle carte propedeutiche ai cantieri veri e propri necessari alla rimozione delle sbarre e alla realizzazione della viabilità alternativa. Nessun esborso per il Comune, dunque. Da qui la stoccata di Imperatori: “Mai sentito in Italia che esponenti politici si opponessero a studi di fattibilità tecnico/economica su importanti lavori pubblici, senza costi per la cittadinanza”, manifestazione a suo dire di “una mentalità provincialotta che a priori dice no”. Sul rifiuto dei “no” preconcetti il consigliere ha ragione. Un po’ meno sulla provenienza dei soldi (6 milioni e 700mila euro): se infatti è vero che le spese non saranno a carico del Comune, si tratta pur sempre di denaro pubblico, quindi di riffa o di raffa chi paga sono i contribuenti.

Fatta questa doverosa premessa, la questione non è se togliere di mezzo o mantenere i passaggi a livello. Liberarsene, e anche in fretta, è un desiderio largamente condiviso. Il nodo riguarda piuttosto le modalità della loro soppressione e, in particolare, gli interventi da approntare per aggirarli con le complanari.

Secondo i termini della convenzione siglata lunedì scorso, un unico studio si occuperà di rimuovere in blocco dieci passaggi a livello, di cui tre all’interno della città: per l’appunto quello di viale Maraini tramite un lungo sottopasso, quello di via Angelo Maria Ricci e quello di via Molino della Salce.

Fin da quando, agli inizi del 2019, ha cominciato a circolare l’eventualità di un sottopasso tra la scuola Marconi e l’asilo, l’opinione pubblica e a ruota la politica si sono divise su un progetto che, se concretizzato, avrebbe un impatto notevolissimo sulla città: da un lato i contrari, preoccupati per lo sventramento dello storico viale, per la sorte degli alberi e per le ricadute sulle attività commerciali della zona per la durata dei lavori stimata in circa un anno. Dall’altro i favorevoli, Comune in testa, ben lieti di poter avviare un’importante opera pubblica finanziata dall’esterno con cui risolvere l’impaccio creato al traffico veicolare dal frequente abbassarsi delle sbarre per consentire il transito dei treni.

Entrambe le posizioni presentano aspetti convincenti e altrettante debolezze. Positivo comunque che se ne parli, benché forse non in misura adeguata. In effetti, una delle censure avanzate in questi giorni punta proprio sullo scarso coinvolgimento della cittadinanza da parte dell’amministrazione, alla quale viene rimproverato un atteggiamento fin troppo autoreferenziale.

Un’altra criticità segnalata dal Partito democratico, si riallaccia all’armonizzazione del compendio a cura di Rfi con il prossimo piano del traffico. Come detto, a questi dubbi ha dato una prima risposta lo stesso responsabile dei Trasporti del Comune, spiegando come l’elaborato dovrà giocoforza considerare il futuro assetto della viabilità cittadina. Le cose però non sono così semplici. Se a parole tutto fila liscio, un’ipotesi di revisione del Put (Piano urbano del traffico) commissionata dalla precedente giunta giace da oltre quattro anni in un cassetto del Municipio senza che nessuno le abbia mai dato un qualche seguito, fosse solo per bocciarla. L’incarico alla società milanese Tau venne conferito il 4 febbraio 2016 e per quanto si possa pagare dazio al cambio di colore politico dopo la riconquista del Comune per mano del centrodestra, un simile atteggiamento non trova giustificazioni plausibili, con un lavoro affidato ad un primario studio professionale a spese delle casse pubbliche lasciato a prendere polvere per l’intera durata della consiliatura che ormai volge al termine.

Venerdì il Comitato Piana Reatina, che raccoglie il fronte del no maggiormente attivo, ha tenuto un’assemblea pubblica all’aperto nei Giardini del Vignola per lanciare un appello trasversale tanto ai favorevoli quanti ai contrari, affinché il problema venga affrontato in maniera franca ma soprattutto partecipata. Il sottopasso di viale Maraini diventerà d’altronde uno dei temi caratterizzanti della campagna elettorale per le elezioni amministrative della prossima primavera, e proprio nell’ottica di offrire un foro di confronto il Comitato presieduto da Alvise Casciani ha inaugurato una sorta di appuntamento permanente con riunioni pubbliche già convocate ogni sabato mattina.

Il discusso sottopasso di viale Maraini non è peraltro l’unica opera pubblica di rilievo indispensabile per portare a compimento l’eliminazione dei passaggi a livello. Un altro sottopasso ciclopedonale dovrebbe essere realizzato tra via Molino della Salce e viale dei Flavi, con il traffico automobilistico dirottato verso lo stesso viale Maraini e, nella direzione opposta, verso il sottopasso di via Fundania. Un esteso distretto verrebbe insomma ridisegnato dagli interventi conseguenti alla rimozione dei passaggi a livello.

Il sottopasso nei pressi della Questura è un’altra delle paradossali vicende italiane davanti alle quali non si sa se ridere o piangere. Utilissimo per drenare la circolazione in quella zona di Rieti, è però spesso teatro di allagamenti e soprattutto presenta un’altezza non idonea al transito dei mezzi pesanti. Pur non essendo sede di un passaggio a livello, nella convenzione tra Comune e Rfi è previsto il suo rifacimento con l’obiettivo di renderlo funzionale alle esigenze di una platea allargata di utenti e al contempo ridurre i volumi di traffico su viale Maraini dove allora si potrebbe ricorrere a uno scavo meno imponente.

L’adeguamento del sottopasso di via Fundania è una buona notizia. Rimane da capire come si inserirà all’interno delle tavole che saranno elaborate dai tecnici di Rfi e nel più ampio contesto di revisione del piano del traffico. Negli ultimi tempi è stato ad esempio proposto lo spostamento della stazione ferroviaria nei pressi di Fonte Cottorella allo scopo di eliminare chilometri di binari all’interno dell’abitato con i relativi passaggi a livello. L’idea non ha finora entusiasmato né tecnici né politici, per la maggioranza scettici sulla praticabilità del progetto. Resta comunque un’ipotesi di lavoro tra le tante possibili, mentre la variabile tempo comincia a dettare scadenze sempre più ravvicinate.

 

03-10-2021

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