Ottobre 2018

L'editoriale di Stefania Santoprete

Nel blu dipinto di blu

Quando il chiarore della prima luce filtra attraverso le tapparelle ma ci consente di girarci dall’altra parte prolungando il nostro sonno, qualcun altro è già in movimento presente ad una fermata in attesa di un bus, di un treno, di un passaggio auto.

Scelte di vita, qualcuno dirà. Occasioni lavorative da prendere al volo o a cui non rinunciare per non rimanere tagliati fuori, commenteranno altri. Giustissimo. Quando però la tua vita è scandita da orari che nulla hanno a che fare quelli da contratto ma occorrono per ‘rimanere a disposizione’ degli imprevisti di un viaggio allora poco si ha a che fare con il libero arbitrio e con le scelte private.

 

Per la scarsa considerazione di cui godono sembra non siano lavoratori, studenti, persone in regola con tasse ed abbonamenti… Ogni tanto un comunicato stampa in loro difesa, una proposta, un piccolo contentino, poi tutto ritorna sulle loro spalle raccontato sui social in quei post in cui rabbia ed impotenza si esprimono attraverso un tweet, un post, una foto.  “Questo è l'autobus partito da Rieti alle 8.00 ed arrivato a all'autostazione di Fara alle 9.04. Il treno parte alle 9.05 e decine di pendolari lo hanno perso. 64 minuti per coprire 46 km sono uno scandalo e una vergogna. Cotral nonostante le sollecitazioni, le lettere, gli appelli è insensibile a qualsiasi richiamo. Fino a giugno scorso il servizio funzionava bene. Oggi siamo vittime (noi pendolari) delle sue strategie aziendali. La voce della politica reatina, spiace dirlo, è del tutto debole ed inefficace. A pagare i cittadini e i lavoratori pendolari. Tutto ciò è inaccettabile!”

Dopo "solo" 1h e 30 minuti di viaggio, siamo appena giunti a... Ponte Buita.!!! Stasera si toccherá un tempo di percorrenza che non si ricordava da 4 anni a questa parte, il Roma Monterotondo Rieti da 1h e 50..2 h., fortuna che la flotta é nuova e rinnovata e che si sta viaggiando con 19° al piano di sopra!!

Mi è bastato recarmi un paio di volte a Fara Sabina con il treno. Sono rimasta lì ad aspettare in entrambi i casi per oltre mezz'ora un qualsiasi Cotral proveniente da Roma, che avendo trovato difficoltà per traffico, buche, pioggia e cose varie non è riuscito ad arrivare in tempi accettabili. Partivano bus per ogni sperduto paesino della bassa sabina. Solo noi st...i di Rieti siamo rimasti lì come tanti poveri salami!” Infatti la sensazione è che anche coloro che prima prendevano il treno, stiano optando per il Cotral, non avendo alcuna garanzia sulle coincidenze (da qui le segnalazioni di autobus pieni in partenza da Roma nella fascia pomeridiana).

Nel frattempo in Comune è stato istituito un tavolo dei trasporti, nato da un’iniziativa di Moreno Imperatori che ha chiesto di riunire tutti i soggetti locali e nazionali coinvolti nella partita della viabilità reatina. L’on Trancassini membro della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, vuole portare sulla scrivania del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli l’argomento, mentre il vescovo Pompili ribadisce come siano “le infrastrutture e tutto ciò che ad esse è collegato a dover essere realizzate in tempi brevi, poiché indispensabili per lo sviluppo generale”. Sembrerebbe ora che Cotral stia effettuando delle verifiche sui tempi di percorrenza e sull'affluenza dei pendolari con monitoraggio presso l'autostazione di Fara Sabina, apportando nel mentre, dopo lo sconforto generale e la denuncia di levatacce anche da parte di alcuni studenti, modifiche su tre linee “la corsa delle ore 6.30 in partenza da Roma e diretta a Rieti percorrerà l’autostrada A1 anziché la via Salaria; la corsa delle ore 7.30 Monterotondo - Rieti verrà posticipata alle ore 8 per consentire il transito dall’autostazione di Passo Corese alle ore 8.15; la corsa delle ore 22 Roma - Rieti verrà posticipata alle 22.15.”

2018 e sentire ancora dire che questo territorio è compromesso da infrastrutture viarie e mezzi di trasporto!

 

 

Ha ragione il nostro vice sindaco, nonché assessore al turismo Daniele Sinibaldi, quando ricorda le grandi potenzialità di un territorio che si trova a poco più di 100 km dall’aeroporto più importante d’Italia, ma non può non considerare tempi di percorrenza e disagi per arrivare fin qui: quanto pesano rispetto alla scelta di una meta?  Quanto pesano ancora oggi le scelte politiche di ieri?

Mi aspetto sempre qualche mente illuminata che abbandoni per un attimo scrivania, statistiche, grafici, report e munito di carta e penna sottoponga i servizi offerti in ogni campo a ‘revisione diretta ed obiettiva’, in questo caso salendo sui bus e viaggiando sulle varie tratte, parlando, osservando, commentando come fosse un utente comune.

Non dimentichiamo l’invecchiamento della nostra popolazione e le possibili strategie conseguenti (come ricordato a pag. 26), così come la necessità da parte dei ragazzi ‘salpati’ verso altre Università di rientrare in terra natia almeno nei fine settimana (di questa ‘linfa giovanile’ c’è bisogno) difficile se dopo un viaggio, magari di ore, occorre anche un superplus non proprio prevedibile dopo un gioco ad incastri di coincidenze.

In molti in questo periodo spingono per l’opzione treno “Treno 1h e 48 di media, 1h e 30 la mattina: sempre ad ogni ora e con ogni tempo, percorrendo il doppio dei km e con 8 minuti per il cambio a Terni. Allo stato attuale non ha paragoni, peccato sia mal collegato con Tiburtina” E per chi non vive al centro non è una scelta praticabile “In pochi arrivano effettivamente al capolinea. Vivere a Campoloniano o Villa Reatina vuol dire che non basta arrivare alla stazione ferroviaria in 1h48', occorre poi aspettare bus urbano, fare il giro di Rieti per arrivare a Cavour e riprendere Asm perdendo come minimo mezz'ora. Senza il capolinea dei mezzi urbani alla stazione ferroviaria, i treni non saranno mai competitivi per una notevole fetta dei reatini. Non trascurando il costo.”  

Mentre in qualche laboratorio sparso nel mondo stanno ipotizzando scenari di un prossimo futuro per intercettare anticipatamente i bisogni dei suoi abitanti, la nostra speranza è che lo si stia facendo anche da noi per arrivare magari a  muoverci con un DRONE/elicottero teleguidato capace di portarci da A a B evitando traffico e ingorghi. Senza pilota, solo noi. Nel cielo. E addio Salaria!

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