Marzo 2022

TERMINILLO

'METROMONTAGNA', CAMILLI: IL TERMINILLO È UNA SFIDA DI RILANCIO PER IL LAZIO

convegni, impresa, terminillo, turismo

Il Terminillo è una risorsa, ma è anche una sfida di rilancio per il Lazio, anzi una doppia sfida visto il coinvolgimento del territorio reatino nel dramma del sisma del 2016” - dichiara Angelo Camilli, Presidente Unindustria, intervenuto questa mattina a Rieti all’incontro "Metromontagna. Una nuova visione per le terre alte", evento organizzato da Unindustria, in collaborazione con Confindustria per la Montagna, per promuovere una visione innovativa dei territori montani e stimolare politiche e progetti a favore della crescita economica e sociale delle aree interne.
“C’è bisogno di una visione che vada ben oltre la valorizzazione classica della montagna come attrazione turistica e naturalistica spesso a servizio della grande città. Per questo, portare a Rieti un evento nazionale dedicato proprio ad un nuovo percorso di sviluppo e ad un nuovo rapporto tra aree urbane e montagna, ha un significato molto forte, perché il territorio ha subito uno shock profondo che ha acuito alcune criticità comuni a tutte le aree montane, a cominciare dallo spopolamento. Nella fase attuale, però, avrà un ruolo decisivo anche il Pnrr che presenta diverse iniziative che avranno effetti diretti e indiretti sui territori montani: dagli interventi sulle ferrovie dell’Appennino alle Green Communities, dai fondi per le reti di teleriscaldamento al piano dei Borghi, fino ai quasi due miliardi aggiuntivi per la ricostruzione delle aree del sisma Nel Lazio, le aree montane hanno certamente bisogno di infrastrutture, altrettanto di una nuova idea integrata di promozione turistica, ma la montagna e i centri urbani che le stanno intorno hanno anche bisogno di innovazione, servizi, impresa e formazione”.

“Il territorio è l’infrastruttura base da cui partire per predisporre un’efficace politica di sviluppo. Per questo è essenziale valorizzarne le caratteristiche peculiari attraverso un confronto costante tra rappresentanti del sistema economico, imprenditoriale e istituzionale” - dichiara Vito Grassi, Vicepresidente Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e per le Politiche di Coesione Territoriale di Confindustria. - “Le aree montane, che rappresentano il 54,3% della superficie nazionale, sono luoghi dove fare impresa è più difficile ma i dati mostrano un tessuto imprenditoriale vivace e ad alta produttività, che genera un valore aggiunto di quasi 48 miliardi di euro l’anno e che ha bisogno di un rinnovato modello di sviluppo per decollare ulteriormente. Il Pnrr ha previsto ingenti risorse per dare impulso agli investimenti e combattere lo spopolamento. Va nella stessa direzione il disegno di legge quadro sulla montagna approvato la scorsa settimana, un vero e proprio piano di rilancio su un orizzonte temporale di tre anni, con strumenti e facilitazioni per l’avvio di attività economiche, che fanno leva sulla diffusione delle infrastrutture digitali e sui giovani. Oggi, con l’accelerazione impressa dal Pnrr sulla dotazione infrastrutturale, possiamo ottenere impatti rilevanti sul lavoro e sulla crescita e, nel lungo periodo, effetti positivi sulla riduzione dei divari strutturali, primario obiettivo di ogni concreta ed efficace politica di coesione”.

“La montagna sconta un difetto di rappresentanza: pochi abitanti, pochi voti, scarso peso politico. Anche per questo abbiamo pensato che se Confindustria avesse assunto un ruolo attivo, a livello nazionale e attraverso le sue articolazioni territoriali, la “questione montana” avrebbe potuto avere una nuova rilevanza, ovviamente dentro il tema più ampio della coesione territoriale” -  dichiara Maria Lorraine Berton Presidente Confindustria Belluno e Gruppo Tecnico Sport e Grandi Eventi di Confindustria. -  “Dopo la nascita della nostra rete interna al sistema, l’allora Ministro Erika Stefani ha deciso di lanciare gli Stati generali della montagna, costituendo undici tavoli di lavoro su altrettanti temi strategici. Uno di questi, quello sull’innovazione sostenibile e le imprese in montagna, è stato coordinato proprio dalla nostra Associazione. Parte di quelle proposte sono state poi analizzate e recepite dalla nuova legge, voluta dal Ministro Mariastella Gelmini, che ringrazio per la determinazione e la grande sensibilità verso le Terre Alte. Possiamo perciò dire, senza timore di essere smentiti, che proprio Confindustria, insieme ad altri soggetti molto attivi su questo tema come Uncem e Unimont, ha giocato un ruolo decisivo in questi anni: la nuova legge è anche un po’ nostra, del nostro sistema. Sappiamo che il periodo è complesso e che le istituzioni sono chiamate ad affrontare gravi emergenze. Ma i nostri territori, e le tantissime imprese che qui operano, necessitano di misure urgenti, per continuare a garantire occupazione e benessere. È necessario assicurare servizi adeguati e aumentare l’attrattività e la competitività di queste aree che rappresentano comunque una percentuale significativa del nostro Paese”.

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ph M.D'alessandro

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