Novembre 2021

SISMA

MARIO SANNA A DRAGHI "SCIOPERO DELLA FAME SE NON SI APPROVA FONDO FAMILIARI DELLE VITTIME"

politica, ricostruzione

Questo il testo della lettera aperta inviata da Mario Sanna, papà di Filippo Sanna (in foto) e Presidente dell'Associazione Il Sorriso di Filippo - APS al presidente Draghi.

"Buongiorno Presidente,
Sono Mario Sanna papà di Filippo morto a 22 anni a causa del sisma del 24 Agosto 2016 ad Amatrice.
Il 24 Agosto di quest'anno ci siamo incontrati in occasione del quinto anno di commemorazione delle vittime del sisma. Eravamo al Palazzetto dello sport di Amatrice in presenza anche del Commissario alla ricostruzione Dott. Legnini. In quella giornata, Lei ci ha voluto incontrare per rassicurarci sul fatto che il suo Governo era vicino ai terremotati e che c'erano i soldi per poter portare a termine i programmi di ricostruzione. Come delegazione in rappresentanza dei familiari delle vittime abbiamo fatto le nostre rimostranze riguardo al fatto che le vittime ed i loro familiari mai in cinque anni hanno avuto l'attenzione ed il riguardo che ci saremmo aspettati visto che siamo noi quelli che hanno subito il danno più grande e più pesante da sopportare e cioè la perdita di un proprio caro. Le abbiamo fatto presente che da tre anni esiste una proposta di legge per l'istituzione di un fondo per i familiari delle vittime del sisma di Amatrice e di quello di dodici anni prima di L'Aquila. Le abbiamo fatto presente che in tutti questi anni abbiamo sentito lo Stato come una entità a noi ostile e l'abbiamo invitata a darci rassicurazioni. E Lei Signor Presidente, ci ha ribadito che i soldi ci sono e che insieme al suo Governo si sarebbe impegnato per una soluzione riguardo il fondo. Io stesso Le ho chiesto di “approfittare” della imminente legge di bilancio per inserire anche questa proposta e ho trovato nelle sue risposte una ampia apertura in questo senso.
Bene Signor Presidente, la legge di bilancio è stata approvata dal Consiglio dei Ministri ma nella sua stesura non c'è traccia delle coperture per la legge sul fondo per i familiari delle vittime. Mi si dice dai politici che ora che va in discussione al Senato la legge può essere emendata e che quindi si potrebbe inserire questo argomento e farlo votare. Ma io non mi fido più Signor Presidente. Io pensavo e speravo che il suo pragmatismo ed il suo proverbiale senso del fare potessero in qualche modo scardinare l'immobilismo che non ha permesso alla proposta di fare dei passi avanti rispetto alla VIII Commissione alla Camera. Avevo pensato che la sofferenza che da cinque anni subiamo, non per nostra colpa, e la dimenticanza delle nostre persone in tutti i provvedimenti presi in favore dei terremotati fossero un prezzo sufficiente da pagare e che finalmente fosse arrivato il momento di chiederci scusa attraverso l'accelerazione della soluzione per il fondo inserendola nella legge di bilancio.
Invece non è successo nulla di tutto questo e noi ci troviamo, ancora una volta, a farci forza da soli, ripetendoci più e più volte che prima o poi la soluzione ci sarà.
Signor Presidente, credo sia il tempo di dire basta e di pretendere dallo Stato da Voi rappresentato la giusta attenzione. Io chiedo a Lei una pubblica risposta che ci rassicuri una volta per tutte, senza se e senza ma, per una soluzione in favore della copertura del fondo per i familiari delle vittime all'interno di questa legge di bilancio. Non abbiamo le forze per aspettare oltre ma nello stesso tempo non ci piegheremo all'oblio perpetrato nei nostri confronti in tutti questi anni.
Io mi attendo da Lei, Signor Presidente, una presa di posizione netta ed inequivocabile che chieda pubblicamente al Senato di trovare una risposta alla nostra richiesta. E' vergognoso che con tutti i miliardi erogati in questi cinque anni pro terremoto non si sia trovata la misera copertura richiesta per questo fondo.
Mi aspetto da Lei una celere risposta. Diversamente, Le annuncio fin da ora che inizierò uno sciopero della fame che terminerà solo e soltanto una volta approvata la legge.
Un Paese civile non può dimenticare le tante famiglie che hanno subito le perdite nel terremoto a vantaggio solo e soltanto della proprietà privata e dell'economia. Esiste un diritto alla vita che va ben oltre, e se questo diritto è stato privato dalle responsabilità dello Stato, questo ha il DOVERE di intervenire"

02_11_21

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