Maggio 2022

‘BOIA CHI MOLLA!’: SINIBALDI NON RISPONDE. LA CITTÀ HA IL DIRITTO DI CONOSCERE LA POSIZIONE DI CHI AMBISCE A GOVERNARLA

"È un silenzio assordante quello che rimbomba cupamente nei locali di via Cinta, nei pressi del cinema, ove ha il suo comitato elettorale il candidato sindaco delle destre cittadine. - dichiara la Lista 'Si Può' con Simone Petrangeli sindaco -  Sulle esternazioni del sindaco uscente e sul suo “grido di battaglia, boia chi molla!”, Daniele Sinibaldi ancora non ha chiarito la sua posizione. Un clamoroso autogol (volontario o meno, non importa) quello della coalizione uscente, con il tentativo evidente – in corso in questi giorni, successivi all'evento - di sminuire la gravità dei fatti, ribaltarli contro la coalizione capeggiata dal nostro candidato farneticando di presunte strumentalizzazioni e, soprattutto, usando il più classico degli argomenti molto in voga oggi fra i sostenitori delle destre soprattutto sui social: basta polemiche inutili su vicende lontane nel tempo, occorre confrontarsi su fatti e programmi!
Ottima valutazione, certo, che come coalizione condividiamo sin dal primo momento, avendo sin qui avanzato già numerose proposte per far ripartire la città: fra le tante, la priorità di tornare a rendere Rieti città attraente per i giovani, istituire un assessorato alla salute e ripristinare quello allo sport, soppresso in questa consiliatura. Ma sui principi fondamentali su cui si fonda la nostra Repubblica non è possibile transigere e, su di essi, occorre assoluta chiarezza. Tutto ciò sul presupposto irrinunciabile che chiunque dovesse occupare la poltrona di primo cittadino sarà poi chiamato davanti al prefetto a giurare sulla Costituzione italiana. Una costituzione, ci duole ricordare sia al sindaco uscente che al suo “delfino”, che fonda le sue radici sulla resistenza e sui valori dell'antifascismo, principi che nulla possono avere a che fare con quanto accaduto.
Motti beceri quali quelli pronunciati da Cicchetti affondano le proprie origini su quel terribile passato, ed in particolare, sulla repubblica di Salò (fu il motto del XXIV battaglione della Guardia Nazionale Repubblicana). Dall'esperienza della “repubblica/fantoccio” manovrata dai tedeschi proviene direttamente l'esperienza politica post fascista e quel Msi di cui Cicchetti ha fatto parte dapprima come esponente del Fronte della Gioventù e poi, per almeno 20 anni (72/94), come consigliere comunale assieme a  Rositani, per transitare poi in Alleanza Nazionale. Dunque se il giovin Sinibaldi ha intenzione di andare a svolgere quel ruolo di alto rango istituzionale – reso ancor più significativo dal suffragio diretto dei cittadini - non può certo pensare di amministrare una città senza prima essersi dissociato da reminiscenze di chiaro stampo fascista manifestate senza peli sulla lingua durante la presentazione della lista del suo partito. Così come è democraticamente doveroso che egli si dissoci oltremodo da quel lungo e caloroso applauso che tutti i presenti – in segno di evidente condivisione politica in quanto per la maggior parte candidati alla tornata del 12 giugno – hanno riservato al “boia chi molla!” cicchettiano. Ad oggi tuttavia, passati già quattro giorni dall'evento, mentre allo scalpore suscitato unanimemente su tutte le testate di stampa nazionali fanno seguito interrogazioni parlamentari al ministro dell'interno, il silenzio del candidato delle destre si fa sempre più assordante. Troppo comodo non prendere posizione. “Chi tace acconsente”: dal silenzio occorre dedurre che Sinibaldi è d'accordo con Cicchetti, con buona pace dei (pochi) moderati sempre più a disagio nella coalizione delle destre. Ciò con particolare riferimento ad “Italia Viva” che, dopo la vicenda, aveva diramato una durissima nota per voce di Luciano Nobili e Marietta Tidei, coordinatori regionali di Italia Viva: "Le parole del sindaco di Rieti Cicchetti al grido di 'Boia che molla', sono inaccettabili" hanno scritto, per poi aggiungere: "Italia Viva non ha nulla da spartire con chi gioca con gli slogan più beceri della nostalgia fascista. È necessario che il candidato sindaco Sinibaldi prenda inequivocabilmente le distanze dall'accaduto". Ad oggi, nulla di tutto questo: l'appello regionale dei Renziani è caduto miseramente nel vuoto e Sinibaldi resta chiuso in un (complice?) silenzio.  Ma noi non smetteremo di chiedere al candidato delle destre quale sia la sua posizione dinanzi ad un'uscita tanto grave: è un diritto della città e dei suoi elettori sapere.

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