a cura di Massimo Palozzi

Marzo 2024

IL DOMENICALE

L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA 2026, QUALI RICADUTE PER RIETI?

amministrazione, cultura, eventi

di Massimo Palozzi - La nomina dell’Aquila a Capitale della Cultura 2026 decisa giovedì è un’ottima notizia anche per Rieti. Perché il Comune reatino ha appoggiato il dossier abruzzese e perché si aprono margini importanti di coinvolgimento diretto del nostro territorio nelle iniziative che saranno allestite. La partecipazione dell’assessore alla Cultura Letizia Rosati alla conferenza stampa di presentazione tenutasi subito dopo l’assegnazione, insieme al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ne è stata una prima rappresentazione concreta.

La città di Celestino V è stata scelta da una giuria presieduta da Davide Maria Desario, sopravanzando le altre nove finaliste rimaste in lizza dopo una prima scrematura tra le originarie 16 candidate. La lotta è stata serrata ma alla fine L’Aquila l’ha spuntata  all’unanimità. “Tutte meriterebbero di essere le Capitali della Cultura”, ha detto il ministro Gennaro Sangiuliano durante la cerimonia di proclamazione. “L’Italia ha una grande ricchezza e ciascuna di queste ha una storia importante”, ha poi aggiunto riferendosi alle sfidanti: Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Gaeta (Latina), Latina, Lucera (Foggia), Maratea (Potenza), Rimini, Treviso e l’Unione dei Comuni Valdichiana Senese.

Al capoluogo abruzzese, che raccoglierà il testimone da Agrigento (quest’anno tocca invece a Pesaro) sarà assegnato un contributo finanziario di un milione di euro per realizzare gli obiettivi contenuti nell’elaborato sottoposto alla giuria.

Per il sindaco Daniele Sinibaldi, “L’Aquila Capitale della Cultura 2026 sarà un’opportunità eccezionale anche per Rieti che finalmente avrà l’occasione per valorizzare e celebrare un patrimonio culturale, paesaggistico e storico di rara bellezza ma spesso sconosciuto al grande pubblico”.

Di uguale tenore il commento dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Politiche di ricostruzione, Viabilità e Infrastrutture, Manuela Rinaldi. “Quella di oggi è una bella vittoria per l’Appennino centrale. Il Lazio e l’Abruzzo sono regioni gemelle. Sarà importante istituire subito un tavolo sinergico per preparare al meglio questa bellissima opportunità che i nostri territori hanno davanti”.

Il progetto vincitore si intitola “L’Aquila Città Multiverso”. Salute pubblica e benessere, coesione sociale, creatività e innovazione, sostenibilità socio-ambientate sono i quattro cardini su cui si fonda, declinandosi poi lungo cinque direttrici: multiculturalità, multiriproducibilità, multidisciplinarietà, multinaturalità e multitemporalità.

Incentrato sul capoluogo abruzzese, l’elaborato abbraccia tematiche di interesse per tutte le aree interne del comprensorio, i cui territori condividono molto, dalle origini storiche alle tradizioni, fino alle drammatiche vicissitudini legate ai recenti terremoti.

L’appuntamento è di rilievo e l’occasione certamente da cogliere. Al di là dell’entusiasmo sbocciato dopo l’annuncio e smorzati i toni trionfalistici, occorre solo calare nella realtà il passaggio appena compiuto. Deve essere infatti chiaro che Capitale italiana della Cultura nel 2026 sarà L’Aquila, non L’Aquila e Rieti. Pur non erodendo niente alla possibilità di protagonismo riservata al Reatino, il dettaglio è sostanziale per dimensionare correttamente i contenuti della vicenda.

Per affinità politica, oltre che per contiguità geografica e comunanza di trascorsi, a Rieti sarà con ogni probabilità riservato un ruolo importante, all’interno però di una kermesse di cui sarà titolare e assoluta protagonista la città distrutta dal sisma nel 2009.

Ad essere cinici fino all’eccesso, l’aggregazione un po’ ancillare di Rieti all’Aquila potrebbe persino essere letta come una perdita di chance, dato che un’ipotetica candidatura del capoluogo sabino ad una delle prossime edizioni sarebbe vanificata già in partenza, avendo condiviso quella abruzzese. Siccome però si tratta di una eventualità piuttosto remota e del tutto eventuale, teniamoci stretta questa mansione di supporto, auspicando che le ricadute positive possano arrivare fino alle popolazioni di quella parte di Lazio confinante con l’Abruzzo.

La preparazione del dossier è stata meticolosa, cosi come il supporto fornito all’Aquila da Rieti. Ora che gli sforzi sono stati premiati comincia la parte più difficile, perché farsi trovare pronti all’appuntamento in meno di due anni rappresenta una grande sfida. La collaborazione istituzionale dovrà essere mantenuta ai massimi livelli e da parte reatina occorrerà concentrarsi su proposte mirate e soprattutto realizzabili. Le premesse ci sono, la speranza è che giungano pure i risultati.

 

17-03-2024

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