Settembre 2021

EVENTI E MANIFESTAZIONI

LO SGUARDO DA DENTRO SUL TEDXRIETI: "HA ISPIRATO STIMOLATO SOSPINTO"

formazione, Innovazione, società

di Rino Panetti - Una breve introduzione, innanzitutto: cos’è TED?

E’ un’organizzazione no profit che ha l’obiettivo di diffondere idee di valore, capaci di ispirare, provocare, sfidare, far riflettere, generare azione.
Il primo evento risale al 1984. Da allora gli eventi TED si sono succeduti in ogni parte del mondo, in più di 117 lingue. Il TEDxRieti, si è svolto in concomitanza con altre decine di TEDx nel pianeta, tra cui quello di Cremona.
Questo può aiutare a comprendere la sua importanza per la nostra città: un evento che ci pone al centro di una voglia positiva di condividere, crescere, apprendere, agire che corre veloce di nazione in nazione. Il tema di TEDxRieti è stato: Respira.
Questa la cronaca esclusiva che regalo agli amici lettori di Format: uno sguardo visto da dentro, che spero incuriosisca ed emozioni quanto ha emozionato me, che ho avuto la fortuna – e la responsabilità – di salire su quel palco, l’11 settembre. 

“In fondo sono stata fortunata: se il TEDxRieti si fosse tenuto due mesi fa, avrei avuto difficoltà a farlo in italiano.”

Mancano quindici minuti al suo ingresso in scena, e dietro le quinte ci scambiamo pensieri veloci, soffocati un po’ dall’emozione dell’imminente talk, sospinti dal bisogno di incoraggiarsi reciprocamente. Io sono dopo di lei. La più giovane e il più anziano (per favore, metteteci voi le virgolette, alla parola ‘anziano’).

Francesca Boni mi spiega come mai: studia in una università internazionale, mesi in cui dimentichi l’italiano; poi fortunatamente c’è l’estate a risvegliarlo.

Francesca Boni, a 17 anni va a studiare in Canada. Lì impiega il tempo libero ad approfondire i temi più vari, fino a scoprire le incongruenze del settore della moda, sempre più avviluppata in una “moda veloce” (al pari dei fast food) che tritura etica, rispetto dell’Uomo e dell’ambiente. Consapevolezze che emergono in modo dirompente, così come dirompente è la sua azione per “fare qualcosa” per tutto ciò. E fa molto più di qualcosa: fonda “Il Vestito Verde”, una community e un sito web per promuovere l’acquisto consapevole e semplificare la ricerca di prodotti sostenibili. La forza dei giovani: Osserva, osserva, osserva ⇒ ritirati e rifletti ⇒ agisci in un istante.

Già, la forza dei giovani: come quella della nostra concittadina Silvia Micheli. La roulette dei posti della cena post evento mi assegna quello accanto a lei. Scopro un po’ il suo mondo. Una laurea in ingegneria accantonata per dar vita a una flower farm nel cuore della riserva naturale dei laghi Lungo e Ripasottile. Il cuore che si fonde con la mente. I ritmi lenti della natura. Il suo linguaggio trasmette tranquillità, serenità, pienezza. I valori sono gli stessi di Francesca Boni: rispetto del territorio, biodiversità, rispetto della natura (sapevate che le rose che regaliamo a Sa Valentino giungono dai Paesi a sud dell’equatore, così come la maggior parte dei fiori che circolano nel periodo invernale? E immaginate di quali sprechi e abusi sono portatrici quelle rose?). Così come comune è l’esperienza all’estero: un anno negli Stati Uniti.

Riconosco il filo rosso che unisce la gioventù di oggi; due cose, in particolare (tra le altre):

1) via, all’estero, il prima possibile.

2) L’innata predisposizione a preoccuparsi del pianeta, senza il bisogno di appuntarlo su un post-it per ricordarlo.

A queste, se ne aggiunge una terza: loro indossano la rete (internet) come noi indossiamo le scarpe. Ce l’hanno addosso, nei gesti, nei riflessi, nel modo di approfondire, dialogare, creare. Fatto bene, è un potenziale praticamente illimitato.

Aspetti che invece la nostra generazione non ha in modo “spontaneo”, e che forse oggi tracciano il solco più marcato con loro, perché è un solco che divide sguardi, visuali, consapevolezze diverse. Cosa possiamo allora fare, noi? Semplicemente ricordarci che nel 2070 (e oltre) saranno loro ad abitare questo pianeta, non noi. E agire di conseguenza.

Giovani, già. I giovani. L’intervento di Federico Sbandi sul bullismo e sul cyber bullismo in particolare. Il lato oscuro della rete. Un’altra dimensione che noi non conosciamo, non riconosciamo, che interpretiamo e affrontiamo spesso con mezzi del XX secolo… che poi di fatto sono quasi gli stessi di quelli del secolo ancora precedente. Continuiamo a sbagliare anche qui. Per carità, non è colpa nostra, in fondo: abbiamo avuto la sfortuna di essere la prima generazione a subire un salto enorme con i nostri figli. Esserne consapevoli, però: almeno questo dobbiamo provare a farlo. E agire di conseguenza.

Giovani, futuro, ambiente, energia. L’energia per mandare avanti le nostre attività, le nostre macchine, le nostre infrastrutture. Ecco così l’intervento di Andrea Colangeli, ingegnere nucleare e ricercatore. Con il suo intervento abbiamo esplorato le possibilità future per l’energia. La sua conclusione: per decenni abbiamo chinato la testa al suolo, per ricercare fonti lì (petrolio, gas, ecc.). Forse è arrivato il momento di guardare in alto, verso le stelle. Ci ha mostrato come la ricerca vada avanti, nel nucleare. Anche qui, dunque: occhio a non guardare il futuro con lo specchietto retrovisore.

E chi, se non Marco Maccarini - VJ di fama internazionale, MTV, conduttore di due Festivalbar, di un Dopofestival di Sanremo, docente di Amici di Maria De Filippi e tanto altro – poteva donare scosse di vera energia a tutti i presenti, in un talk in cui ha condiviso la ricchezza del camminare, un cammino che diventa scoperta anche di sé stessi, oltre che dei luoghi toccati. Marco Maccarini, che a Rieti è giunto dopo aver percorso oltre 300 km del cammino di Francesco.

E giovani che ricercano connessioni con sé stessi attraverso l’arte, le contaminazioni di discipline diverse, la meditazione. In questa dimensione ci hanno portato – ma sarebbe meglio dire ‘ ci hanno fatto immergere’ – le performance di Marianne Mirage (accompagnata da Gioele Acconciagioco alias Marquis) e Lucia Del Pasqua (con l'intervento, a sorpresa, del musicista Andrea Gimbo). Con loro abbiamo visto la creatività in azione, così come la profondità della ricerca su sé stessi. Musica, danza, parole, respiri di sensi e suggestioni.

Giovani sì, che però non devono trascurare (e non lo fanno!) l’importanza di connettersi con quanto di più eterno abbiamo: la nostra millenaria cultura, in particolare la letteratura: una chiave unica per entrare nel senso – nei sensi - del “Respiro” e della sua magia. Questo balzo ci hanno fatto vivere Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello – fondatori del progetto letterario ‘La Setta dei Poeti Estinti’ - (accompagnati dalla musica di Nicolò Francesco Faraglia), in un viaggio da Dante in qua, in soli 15 minuti. Ed è stata poesia. Ed è stata magia.

La magia di Houdini è stato invece il mio intervento: una magia che può insegnarci tanto per capire come migliorarci, come moltiplicare le possibilità e come affrontare le sfide in contesti sempre più complessi. Un talk che ho voluto concludere con un piccolo – ma mi auguro intenso e inatteso – collegamento con il nostro territorio.

 

Questo un piccolissimo sguardo a quanto accaduto l’11 settembre al teatro Flavio Vespasiano, ma davvero pretendere di trasferire su carta l’esplosione di emozioni e stimoli sarebbe impresa ardua.

Di fondo, ciò che rende unici i TEDx è proprio questo: ogni speaker non condivide semplicemente la sua attività ma il modo unico in cui egli la interpreta. Ciò che in sostanza si condivide è la personale risposta che ogni speaker dà alle due domande di fondo: Chi sono Io? Qual è il mio Compito? Per questo TEDxRieti ha ispirato, stimolato, sospinto.

E tutto ciò è merito di una squadra di giovani reatini che hanno saputo organizzare questo evento mettendoci dosi incredibili di passione, competenza, dedizione, gioiosità, leggerezza e profondità. Nella brochure dell’evento compaiono tutti… e sono ben 26! Cosa hanno di speciali queste ragazze e questi ragazzi? Semplicemente (si fa per dire…) tutte le qualità che ho descritto fin qui! Vorrei citarli uno per uno, ma capite che diventerebbe difficile. Anzi no: meritano la vetrina! Sono loro:
Stefania Betti (co-organizer & curatrice), Andrea Scappa (curation & produzione), Valeria Castellani, Sara Mei e Marta Paloni (marketing e comunicazione), Damiano Buzzi, Perla Tozzi e Elisa Leoni (logistica & experience), Michele Esposito (compliance), Chiara Pallocci (pr & ufficio stampa), Alessandro Antonelli e Antonella Martellucci (grafica & comunicazione), Martina Mei (customer care), Silvia Tarquini (blog & comunicazione), Filippo Sciunzi e Elena Iacoboni (sponsor & partnership), Viola Lopez e Martina De Santis (finanza & amministrazione), Valentina Pontetti (area legale), Dario Coronetta e Stefano Giuliani (produzione), Riccardo Fabi e Ivan Nocera (fotografi), Marco Sagnolin, Alessandro Massi e Frederick Dionisi (web design).

 

Conclusioni, le mie:

Ho scritto questo articolo di getto, la mattina subito dopo l’evento. Quando alle 7 di mattina il RESPIRO torna quasi normale, anche gli stati d'animo e le sensazioni smettono di rincorrersi e finalmente puoi vederli, ascoltarli, parlargli.

Posso dire che essere speaker per un TEDx è un'esperienza unica, nel senso che è un unicum, perché non è fare formazione non è fare uno show puro, non è facilitare... È tutto questo e molto di più, e puoi comprenderlo solo dopo averlo fatto. Solo dopo.

Così, scopri il piacere di emozionarti in modo nuovo quando pensavi che a 55 anni avevi già provato tutte le emozioni che la tua professione poteva regalarti.

Scopri il piacere di metterti in discussione ancora in un modo nuovo, l'ennesimo, e a conoscerti un po' meglio..."Chi sono Io? Qual è il mio Compito?"

Vi lascio con un’immagine. Un’ora prima che l’evento iniziasse, nello spazio buio più remoto del palco del teatro Vespasiano – oltre il retro del fondale – uno degli speaker (non dirò chi) si era disteso sulle tavole di quel palco, sembrava dormisse, stava invece ricercando una connessione speciale con il Tutto che lo circondava. Qualcosa che gli ha richiesto solo dieci minuti

Questa immagine me ne ricorda un’altra: ad un campionato di magia di tanti anni fa, un artista (non dirò chi) restò sul palco la sera prima dello spettacolo, per ricercare una connessione speciale con il Tutto che lo circondava.

 

 

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