Agosto 2022

SISMA

LÌ DOVE C'ERA IL DON MINOZZI NASCE LA CASA DEL FUTURO

ricostruzione

"Il Cantiere del Don Minozzi, che si chiamerà 'Casa del Futuro' intende essere una proposta di rigenerazione, non semplicemente di ricostruzione, poichè all'interno di questi spazi ci auguriamo possano stare giovani, anziani, adulti" ha detto a Format il vescovo Domenico Pompili, intervenuto alla visita dei cantieri di Amatrice alla vigilia del sesto anniversario del sisma del CentroItalia presentando il  progetto realizzato dallo Studio Boeri Architetti che la Diocesi di Rieti e l’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia stanno realizzando.  Dalla posa della prima pietra, avvenuta il 15 ottobre 2021, il cantiere del più grande intervento di ricostruzione privata è tra quelli che procedono più speditamente. Dallo scorso autunno a oggi, tutte le opere di demolizione sono state completate. Era subito partito anche il lavoro di consolidamento e ristrutturazione dell’ex fattoria, oggi quasi completato.

"Non solo i lavori procedono con regolarità e nel pieno rispetto dei tempi previsti, ma il cantiere comincia a funzionare come un laboratorio a cielo aperto in cui, per esempio, le macerie vengono per quanto possibile riutilizzate per la costruzione delle superfici carrabili e calpestabili della Casa Futuro. Credo che la costruzione di Casa Futuro ad Amatrice, grazie al suo formidabile valore sociale e rigenerativo di un’economia e di un percorso formativo, potrà essere assunta come modello di ripartenza anche per l’intero Paese -  dichiara l’architetto Stefano Boeri - Il progetto di ricostruzione del complesso si sviluppa attorno a quattro corti – spiega - ciascuna destinata ad una funzione specifica. In ordine di realizzazione avremo quindi la Corte dell’Accoglienza, la Corte del Silenzio, la Corte Civica e la Corte delle Arti e dei Mestieri. Sulla prima si sta lavorando anche in elevazione e si comincia a intuire la sagoma dell’edificio che abbraccerà la chiesa di Santa Maria. La parte più avanzata è quella più vicina e parallela alla strada, dove sarà ospitato il teatro. Procedono spediti anche i lavori per le fondazioni delle altre strutture e a breve verrà presentato il progetto per il recupero della chiesa, unico edificio per il quale è stata scelta la conservazione e il restauro".

Orientata secondo i principi della Laudato si’, l’architettura di Casa Futuro prevede un uso virtuoso delle macerie e delle terre di scavo e tiene conto della sostenibilità energetica e ambientale dei fabbricati, ad esempio attraverso un ampio uso di pannelli fotovoltaici e di una particolare attenzione al recupero e riciclo delle acque meteoriche.

L’esecuzione dei lavori è finanziata dall’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) del Lazio con 48 milioni di euro. Alla realizzazione del progetto contribuiscono sia specifiche donazioni alla Diocesi di Rieti, sia realtà diverse come Banca Mediolanum e le Comunità Laudato si’, che attendono un centro di studi ambientali all’interno del complesso

"Questa vocazione alla ricerca, e dunque ai giovani, sarà uno dei fili conduttori di Casa Futuro. Sono già avviati contatti con il Gran Sasso Science Institute per ospitare nella Corte dell’Accoglienza stage formativi per studenti di ogni parte d’Italia, che potranno approfondire il rapporto tra scienza, tecnologia e natura immersi nel suggestivo paesaggio dei Monti della Laga - aggiunge il vescovo Domenico - Anche per la Corte delle Arti e dei Mestieri si lavora alla costruzione di un percorso universitario: l’idea è di coinvolgere l’Università degli Studi di Teramo per il suo Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia e, insieme a Slow Food, ragionare sul tema della filiera agroalimentare e rafforzare la vocazione produttiva dei paesi del sisma.

L’attenzione ai giovani richiede anche dialogo tra le generazioni: oltre ad ospitare i Discepoli di Don Minozzi e le Ancelle del Signore, la Corte del Silenzio vedrà la presenza di una casa di riposo, anche in segno di continuità con l’ultima fase dell’esperienza dell’area prima del terremoto.

La Corte Civica, infine, sarà una vera e propria area dei beni comuni: oltre ad ospitare gli uffici amministrativi sarà dedicata alla memoria di Amatrice, alla sua arte e alla sua storia.

"Il cantiere di Casa Futuro va ora accompagnato e sostenuto e vanno realizzate le intese con i diversi soggetti culturali, economici e sociali che consentiranno di riempire di contenuti questi spazi" conclude il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, e tra le righe leggiamo una punta di rammarico per questo trasferimento inaspettato a Verona che, al momento, sembra non consentirgli di seguire da vicino un'opera fortemente voluta ed amata sin dall'inizio.

23_08_22

ph M. Festuccia 

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