Maggio 2022

PROVINCIA

LA TORRE CAMPANARIA DI FARA IN SABINA SI COLORA DI ROSSO PER LA SCLEROSI MULTIPLA

provincia, solidarietà

Ieri sera, in occasione della Giornata mondiale contro la Sclerosi Multipla (SM), la Torre Campanaria di Fara in Sabina è stata illuminata di rosso, colore simbolo della malattia. 
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”: questo il messaggio che i volontari Aism di Fara in Sabina hanno voluto mandare durante l’iniziativa per la Giornata mondiale contro la Sclerosi Multipla (SM), illuminando la Torre Campanaria di Fara in Sabina di rosso. 
“Vogliamo portare a galla questa malattia apparentemente invisibile ma devastante per chi ne soffre, e soprattutto vogliamo aiutare tutte le persone che ne sono affette - dichiara Consuelo Zonetti, responsabile del gruppo volontari Aism Fara in Sabina -. Il nostro impegno sul territorio è e sarà costante, raccogliendo fondi per la ricerca e organizzando manifestazioni con lo scopo di sensibilizzare e far conoscere sempre di più la Sclerosi Multipla. Grazie di cuore al Sindaco Roberta Cuneo, all’assessore Cristina Di Felice e al Consigliere Eleonora Oppes, sempre presenti e pronte a supportarci mettendosi a disposizione anche con progetti nuovi che non mancheremo di mettere in atto. Grazie a tutte le associazioni che sono intervenute, in particolare alla Protezione Civile che ci segue sempre e ci aiuta con i propri volontari ad ogni iniziativa. Un ringraziamento speciale va a tutti i volontari del Gruppo Aism di Fara Sabina - conclude Zonetti - senza i quali non avremmo mai raggiunto questi risultati”. 
“Fara in Sabina accende la luce su una malattia complessa e imprevedibile, spesso apparentemente ‘invisibile’, ma che sta cambiando volto grazie alla ricerca scientifica - dichiara il Sindaco di Fara in Sabina, Roberta Cuneo -. Ringrazio tutti i volontari dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Fara in Sabina per il loro costante impegno a sostegno della ricerca scientifica e a supporto dei malati, perché questi non si sentano soli nella malattia, ma parte di una rete umana e solidale”. 

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