Febbraio 2022

CON LA FORZA DEL SORRISO

Il Nucleo Rieti–Citaducale riparte. L'intervista al commissario Angelo Giovanni Ientile

amministrazione, città, impresa, Innovazione, politica

di Francesco Saverio Pasquetti - Accogliente e disponibile. Un'impressione che si consolida nel corso di un'amabile quanto interessantissima discussione, quella intrattenuta con Angelo Giovanni Ientile, avvocato salernitano che nel silenzio del lavoro sodo ed altamente professionale ha man mano risollevato le sorti di un Consorzio (quello del Nucleo Industriale Rieti-Cittaducale) in gravi difficoltà, diventando autentico protagonista del rilancio dei siti produttivi locali, oggi al centro di un vivissimo fermento di iniziative imprenditoriali, universitarie e di ricerca. Rieti nel destino? Esordisce così alla nostra volutamente simpatica, piccola provocazione: “In effetti vengo da un piccolo paese del salernitano che si chiama Casal Velino! (sorride, una delle sue caratteristiche principali: n.d.r.). Mi sono laureato a Salerno in giurisprudenza, specializzato in diritto amministrativo: la mia prima formazione come avvocato è avvenuta in importanti studi legali della città ma sin da subito ho scelto la parte “consulenziale” della mia professione rispetto a quella “contenziosa”. Quindi la chiamata dal gruppo Telecom, nella struttura di consulenza dedicata alla PA denominata Consiel: da lì è nata la mia attenzione per il settore pubblico. Dapprima al comune di Parma con formazione a Trieste, specializzandomi nel settore tributi. Quindi una bellissima esperienza nella Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze dove ho contribuito alla formazione di circa 14.000 persone poi inserite nei quadri dell'agenzia delle entrate, redigendo i testi per l'aggiornamento del personale”. Poi il ritorno nella sua terra, in Campania, alla “corte” del vulcanico presidente della regione Vincenzo De Luca: “Da circa cinque anni coordino un pool di legali che si occupano della parte riguardante la spesa delle risorse dell'Uninone europea e che fanno da supporto al gabinetto del presidente”. Il 9 aprile del 2019 l'approdo in terra reatino – sabina, alla guida, quale commissario straordinario, del Consorzio Rieti – Cittaducale: “Una struttura – ci tiene a precisare – commissariata per via della norma regionale la quale impose tale passaggio a tutti quei consorzi che, ad una certa data, non avessero adeguato le proprie strutture amministrative ed i CDA a precisi canoni previsti dalla stessa normativa. Fu nominato prima di me un altro commissario, poi costretto a rinunciare. A quel punto la Regione, cui in precedenza avevo inviato i miei curricula, mi ha conferito l'incarico”.
Una situazione non certo facile, quella trovata al momento del suo insediamento dal neo commissario Ientile: “Vi era notevole frustrazione negli uffici consortili e ciò per via della situazione piuttosto paradossale determinatasi a causa dalle vicende legate alla forzosa rinuncia del precedente commissario ed al suo mancato insediamento. Uffici comunque motivatissimi a ripartire per una nuova “avventura” quale è stata, appunto, quella nata dal commissariamento e che aveva in radice, come prospettiva, la nascita futura di ciò che è poi diventato il Consorzio unico del Lazio, ad oggi il più grande in Italia”. Al suo ingresso in via dell'Elettronica, la necessità per Ientile di rimuovere l'enorme zavorra dei debiti contratti con fornitori e regione Lazio: “ La situazione è apparsa subito molto problematica sotto tale profilo, soprattutto nella gestione non andata a buon fine di vecchie risorse di cui il consorzio era stato co-finanziatore, con onere notevole. Abbiamo trovato un contenzioso importante sia con questi fornitori sia, soprattutto, con la Regione Lazio che a causa di tali debiti e della cattiva rendicontazione (non dovuta agli uffici, ci tiene a precisare, ma alla situazione debitoria: n.d.r.) aveva praticamente bloccato le ultime erogazioni di fondi da via della Pisana al Consorzio”.
Fondamentale l'opera di costante mediazione anche politica svolta in ambito regionale, con il costante e prezioso apporto dell'On.le Melilli, presidente della commissione bilancio della Camera: “Proprio a fronte del commissariamento la Regione ha avanzato un atto di fiducia nei nostri confronti, tornando ad erogare fondi con l'impegno del consorzio ad effettuare pagamenti mirati  ad utilizzare in modo virtuoso tali risorse finalizzandole alla chiusura di accordi transattivi con le tante imprese che avevano avviato contenziosi con il consorzio. Il debito ammontava a circa 5 milioni di euro: poi, grazie a tale politica di gestione e ad un successivo finanziamento di 2 milioni della Regione stessa – senza interesse e spalmato in un ventennio, oggi gravante sul neonato consorzio unico – siamo finalmente tornati in linea con i conti”. Il primo dicembre 2021 la fusione che porta al consorzio del Lazio: “Dopo una prima fase di “diffidenza” sul progetto, legata anche ai dubbi circa il peso specifico che Rieti-Cittaducale avrebbe avuto al suo interno, tutti i consorziati all'unanimità hanno votato per la fusione. La coesione di soci ed attori istituzionali, assieme all'enorme lavoro fatto dai nostri uffici – che non smetterò mai di ringraziare - ha consentito anche di far pesare diversamente la nostra quota nella neonata compagine: se difatti all'inizio, visto il confronto con colossi come il nucleo di Frosinone o Latina, il nostro peso era valutato dell'1,5%, grazie ad un lavoro certosino anche politico oggi la quota rappresentata del nostro territorio va oltre il 9%. simile a Cassino e molto vicina alle altre. Tutti hanno remato nella stessa direzione”. Fondamentale l'opera di valorizzazione dell'area di Passo Corese: “Un'area che ha avuto uno sviluppo significativo grazie anche alla messa in sicurezza che abbiamo subito effettuato della società concessionaria, il “Parco Industriale della Sabina”, in grande difficoltà per le vicende legate al gruppo Maccaferri. Grazie a quest'opera di consolidamento si è ripartiti, attraendo fondi internazionali che hanno investito nell'area ridando nuova linfa e consentendo nuove aperture. Tutto questo ha aumentato il nostro peso specifico nel consorzio unico”. Un lavoro, quello del commissario Ientile che, unito alla sua comprovata esperienza nell'ambito dei finanziamenti soprattutto europei, ha portato il presidente De Angelis e il cda del “Consorzio Lazio” ad affidare all'avvocato salernitano importantissime deleghe nella politica consortile: “Mi è stata affidata la delega ai fondi strutturali ed all'applicazione del PNRR: un incarico importante di cui devo ringraziare in primis il presidente, con cui si è instaurato sin da subito un rapporto cordiale e di proficua collaborazione. Fondamentale anche la gestione del fondo complementare del piano del sisma, gestito dal commissario Legnini che ci vede centrali nella sua gestione e che ha già ottenuto un primo, importantissimo risultato: la nascita del centro di ricerca sull'economia circolare che sorgerà qui al Nucleo. Tante le risorse che avremo a disposizione grazie anche al Piano 2027 della Regione, che ha praticamente raddoppiato la disponibilità in questo senso”. La svolta, da questo punto di vista, in commissione bilancio regionale: “Nell'ultima legge di bilancio è passato il principio – ci tiene a precisare Ientile – secondo cui il consorzio industriale diventa soggetto attuatore e organismo intermedio delle risorse comunitarie regionali. In tal modo può attuare interventi direttamente e gestire ed erogare a terzi queste risorse”. Di qui la necessità di un adeguamento della struttura consortile:” Il consorzio si dovrà dotare di una struttura – e stiamo lavorando in questi giorni per questo – adeguata a determinati principi sanciti dagli strumenti di programmazione regionale al fine di svolgere questa attività, dotandosi di sistemi di controllo idonei e di gestione delle risorse. Occorrerà operare un adeguamento delle competenze interne degli uffici del consorzio affinché possano essere svolte le istruttorie e concessi i contributi”. Accanto a questo, i fondi del PNRR: “E' assolutamente centrale in questo il centro di ricerca di cui parlavo prima. Quando il commissario Legnini ha paventato la possibilità di istituire questi quattro centri di ricerca ci siamo messi subito al lavoro con le Università della Tuscia e La Sapienza ed utilizzato la struttura “in house” del consorzio, ovvero il parco scientifico e tecnologico come terzo soggetto per la costituzione del centro sull'economia circolare, finanziato per 14,5 milioni di euro”. Nuova vita, da tutto ciò, a settori da sempre strategici per il nucleo: “Ciò nell'ottica – prosegue difatti - di ciò che impone il PNRR per la cosiddetta transizione ecologica e digitale, rivitalizzando la vecchia tradizione dell'elettronica con le tante imprese che, nel nucleo, lavorano nel settore e che hanno necessità di un punto di riferimento sotto il profilo della ricerca. Nascerà un campus di infrastrutturazione della ricerca qui presso il nucleo. Proprio in questi giorni stiamo lavorando per la risistemazione della logistica all'interno della struttura. Sarà il cuore pulsante della ricerca e ciò grazie anche alla Sabina Universitas ed al presidente D'Onofrio, che ringrazio”. Quali le specificità? “L'università La Sapienza si occuperà di salute ed innovazione dal punto di vista della ricerca ingegneristica mentre la Tuscia istituirà un centro per l'agricoltura digitale. Ci sarà poi un intervento sulla digitalizzazione, in capo al parco scientifico e tecnologico, specifico sui big data. Importante il collegamento diretto con le imprese con cui è già avviato un contatto e che ci hanno manifestato loro esigenze di ricerca: sulla base di questo stiamo facendo un piano, un progetto da chiudere entro il mese di marzo, per gli investimenti sui loro fabbisogni in tal senso. Un investimento mirato e non calato dall'alto”. Riparte poi il vecchio progetto sull'olio intitolato al grande genetista Nazareno Strampelli: “Stiamo chiudendo i lavori per il centro di ricerca “Strampelli” con sei laboratori sull'olio, appunto e sulle filiere cerealicole insieme all'università della Tuscia. Abbiamo rivitalizzato qui, all'interno della nostra struttura, spazi enormi e da tempo dismessi che verranno posti a disposizione della ricerca: siamo in fase avanzata ed in più ci saranno aule ove si terrà formazione universitaria. Un'azione sinergica che comprende la sede centrale di palazzo Aluffi e, in collaborazione con la fondazione Varrone, la rivitalizzazione del complesso di largo San Giorgio. Un' azione congiunta che forse mai era stata fatta e che vede Rieti come città universitaria e della ricerca. Proprio questi sono gli ultimi giorni per le università affinché presentino tali proposte rivolte all'avviso sisma emanato dall'Agenzia di coesione sull'incremento dell'offerta formativa, sui centri di ricerca e sull'innovazione tecnologica. Se tutto va come auspichiamo ci saranno anche almeno una decina di start up che opereranno a Rieti, selezionate dall'operatore 'Marzotto venture' che ha dato vita al Sabina Circular District – acceleratore di imprese”. Tanto lavoro e scadenze ravvicinate, con molteplici capacità manageriali da mettere in campo ed adeguamento di competenze da fare in parallelo: “Non possiamo consentirci di rallentare – aggiunge – perchè il PNRR pone delle scadenze categoriche da rispettare (i famosi “target” e “milestone”: n.d.r.). Stiamo lavorando poi all'ipotesi avvincente di diventare sede decentrata (spoke) di uno dei cinque campioni nazionali che il MIUR sta portando a termine: uno di essi si chiama “Agritech” ed insieme all'Università della Tuscia si sta lavorando all'ipotesi di candidare Rieti perché ospiti, insieme a Viterbo ed all'alto Lazio, questo spoke importantissimo. Sono previsti investimenti per circa 400 milioni di euro per implementare la ricerca nell'ambito dell'agricoltura digitale. Rivitalizzare le vecchie filiere è il nostro obiettivo principale”. Ulteriore sostegno, infine, a tali progetti è giunto ancora una volta dalla regione: “C'erano tre milioni di euro di finanziamenti andati in perenzione che abbiamo recuperato grazie alle ultime leggi di bilancio: un milione a sostegno delle infrastrutturazione dei laboratori di ricerca ed altri due milioni per l'avvio di un progetto di monitoraggio sulle produzioni olivicole e cerealicole su tutto il territorio. Il progetto è già partito per quanto riguarda la fase volta a cosrtituire una notevole infrastruttura tecnologica con sensoristica e droni che monitoreranno la produzione sul territorio. Ovviamente questo comporterà anche un adeguamento delle competenze degli agricoltori che andranno formati alla nuova frontiera dell'agricoltura 5.0”. Ulteriori investimenti, infine, nelle infrastrutture: “partiranno a breve nuovi investimenti nelle infrastrutture consortili, con un piano triennale di interventi sull'area di Rieti, Borgorose, Passo Corese con inziative finanziate dalla Regione”. Infine, una battuta sul calcio: da poco è stato chiamato dal neo presidente della Salernitana, il suo conterraneo Iervolino, a far parte dello staff dirigenziale della squadra. “Con l'arrivo di mister Nicola l'atmosfera è cambiata: sabato con la capolista si poteva fare bottino pieno! Peccato ma, avanti così”. Col sorriso, come sempre.

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