Aprile 2021

SALUTE

IL VESCOVO POMPILI "CHIEDIAMO LA SOSPENSIONE DEI BREVETTI SUI VACCINI"

società

Anche il vescovo Pompili è intervenuto all'inaugurazione del nuovo centro vaccinale alla Caserma Verdirosi "Questo luogo - ha spiegato prima della benedizione - è in origine, come noto, un antico monastero. Gli spazi adibiti alla vaccinazione saranno gli stessi del chiostro adiacente la Basilica di san Domenico, al centro del quale si trova un pozzo circondato da un portico, decorato con lunette che rappresentano la vita della beata Colomba da Rieti. Questa insolita cornice di valore storico-artistico conferisce alla vaccinazione un ulteriore significato: non solo l’antidoto al virus che sta colpendo il mondo, ma anche l’indicazione di un equilibrio da ritrovare insieme. Perché si compia anche per noi l’antico adagio: mens sana in corpore sano. Nell’espressione originaria di Giovenale si dice: “mens sana in corpore sano orandum est”. Si deve, cioè, invocare come dono divino la simultanea salute dell’anima e del corpo.

Vorrei aggiungere un appello sul vaccino. L’inaugurazione di oggi è l’espressione di un grande movimento di condivisione e di uno spirito di comunità, che si concretizza nell’equa distribuzione di vaccini a livello planetario. La salute è un diritto di tutti e la sua garanzia è una responsabilità a cui noi – che in questo mondo siamo dei privilegiati – non possiamo sottrarci. In un momento di emergenza mondiale chiediamo la sospensione dei brevetti sui vaccini, congiuntamente con la liberalizzazione della conoscenza, delle tecniche e degli strumenti per favorirne una democratica produzione. Perché se è vero che dal punto di vista biologico il virus non fa eccezioni di classe, genere, età e nazionalità tra le persone, è altresì innegabile che dal punto di vista sociale il suo cammino si scontra con disuguaglianze e discriminazioni. Ora che il vaccino ci offre una risposta per fronteggiare l’avanzata del virus non possiamo consentire che l’accesso sia priorità di qualcuno rispetto ad altri, né proprietà di alcune nazioni che la usano per estendere il proprio potere.

Con la pandemia ciascuno ha fatto esperienza di cosa sia l’interdipendenza: la nostra tutela individuale deve essere collegata ad una protezione universale della collettività. Saremo tutti più sicuri quando cureremo anche il grande virus dell’ingiustizia e della disuguaglianza".

30_04_21

ph M. D'Alessandro

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