Giugno 2022

IL CDA DELLA FONDAZIONE VARRONE GIUNGE A FINE CORSO

4 anni di intensa attività e lo sguardo puntato su una vera Università di Rieti

amministrazione

di M.Festuccia - É un presidente visibilmente orgoglioso di quanto condotto a termine nel corso del suo mandato, quello che si presenta oggi a salutare stampa e cittadini in una affollata sala dell’istituto reatino.
Via via si snocciolano tutte le iniziative messe in campo da questa amministrazione che, se all’inizio mandato aveva subito un minimo di ostracismo, nel tempo è riuscita invece a mettere, e mettersi, d’accordo con tutte le forze politiche della città.
“É stato il nostro modo di fare la ‘rivoluzione gentile’ - afferma il presidente D’Onofrio - quello di fare cose insieme, l’unica maniera per far crescere la comunità. Dal Covid alla guerra abbiamo dovuto sopportare un mare di situazioni delicatissime e di non facile lettura immediata ma poi le scelte sono risultate spontanee e determinate così come la nostra vocazione detta. Siamo stati al fianco della sanità, della scuola dei Comini, delle famiglie degli ultimi…! Potevamo aspettare che la bufera passasse ed invece ci siamo tuffati in una quotidianità straordinaria. Le risorse non mancavano certo, grazie ad una dotazione patrimoniale che in questi 4 anni è cresciuta passando da 107 milioni di euro del 2018 ai 112 del 2021. Ma la nostra convinzione principe è stata sempre quella che per fare iniziative o realizzare progetti non servissero solo sicurezza e soldi ma, prima di tutto, fantasia e curiosità.”
Ai presenti è stato consegnato un libro-vademecum con tutte le iniziative portate a termine in questi anni ed in effetti, scorrendo le pagine, di cose fatte ce ne sono state tante ed alcune di notevolissimo rilievo.
Ora si passa il testimone alla prossima Giunta che verrà (a breve ci saranno le elezioni del nuovo CdA): quale potrebbe essere il punto focale su cui la nuova amministrazione potrebbe puntare?
“La Fondazione da sempre è stata critica con la Sabina Universitas in quanto non può essere ricondotta ad una vera e propria università facendo confusione negli anni. Ogni volta che si cercava di mettere le mani per aggiustare il consorzio tutti pensavano che sarebbe scomparsa l’università ma son due cose totalmente diverse: l’Università è La Sapienza, La Tuscia che facevano due corsi pagati mentre l’altro è un consorzio che fa servizi all’università. Noi non abbiamo avuto una università fino ad oggi e sicuramente questo sarà uno dei prossimi obiettivi della giunta che verrà perché priorità della Fondazione a prescindere da chi la gestisce ed amministra. Abbiamo speso una marea incredibile di soldi per non avere una università; corsi sì, anche importanti ma non si può parlare di Università di Rieti, si parla di avviamento alle professioni Ritengo che la nostra città debba avere un ateneo proprio così come accade il tutte le altre provincie del Lazio. In questo momento c’è la concreta possibilità che questo avvenga perché ci sono i fondi necessari. La Regione ha stanziato fondi per questa opportunità e Rieti potrà avvalersi di un mare di soldi con cui queste università hanno fatto un progetto per uno stanziamento al fine di istituire corsi nuovi, di facoltà nuove, ovviamente attinenti al Territorio. C’è Economia circolare, la facoltà di Agraria - conclude D’Onofrio - rami indubbiamente interessanti per la nostra zona. In qualità di presidente del Consorzio sto spingendo verso questa direzione, diversamente non vedo alternative”

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