Giugno 2021

FONDAZIONE VARRONE "UNA SEDE UNIVERSITARIA PER UNA VERA RIPARTENZA"

università

Si è svolta oggi, 7 Giugno 2021, alle ore 16.00 presso la sede della Fondazione Varrone la conferenza stampa tenuta dal Presidente Antonio D'Onofrio che ha ha voluto fare chiarezza sul futuro dell’università a Rieti, dopo le dimissioni di Roberto Lorenzetti dalla presidenza del consorzio universitario e dalla vice presidenza della Fondazione Varrone e il conseguente dibattito pubblico..

"La prima cosa che non è mai chiara abbastanza è che consorzio e università sono due cose completamente diverse. Bisogna alzare il tiro - dichiara il Presidente D'Onofrio - questo Consorzio non ha avuto il coraggio di volare alto. Noi della Fondazione questo coraggio lo abbiamo e siamo disposti a mettere le persone e i conti. Ci vuole un tavolo che coinvolge "quelli che contano" per riuscire a contribuire a portare a Rieti una sede universitaria, che dia a questo territorio la possibilità di essere pronto alla ripartenza".

"Il consorzio è il passato, l’università è il futuro. Ciò non significa liquidare il consorzio: al contrario, il consorzio va risistemato nei conti e utilizzato per quello che è, un erogatore di servizi. Per fare questo ha consumato 20,7 milioni di euro in 10 anni, senza di fatto chiudere mai un bilancio veramente in utile se non per cifre irrisorie e erodendo il patrimonio fino a ridurlo da oltre un milione di euro a 154 mila euro. Ciò perché per erogare i servizi che eroga spende troppo: questo è quanto la Fondazione Varrone lamenta almeno dal 2017 e che trova conferma nella due diligence della Gybe Consulting sui conti del consorzio. E alle dinamiche finanziarie si lega l’altra criticità del consorzio, ovvero il mancato pagamento delle quote da parte dei soci. Al 30 settembre 2020, la Provincia doveva ancora 879 mila euro e il Comune 718 mila euro, praticamente la stessa cifra di cui il consorzio risultava debitore nei confronti della Sapienza (642 mila euro) e della Tuscia (774 mila euro).

In merito ai corsi universitari che la città offre come quelli della Sapienza e della Tuscia il Presidente continua così "La qualità dei corsi è eccellente ma, purtroppo, intercetta pochi iscritti. E’ evidente che il corso di Ingegneria Civile in lingua inglese e il corso di Scienze della Montagna – che richiamano una platea di 150 iscritti – benché di qualità indiscussa non possano essere considerati una sufficiente offerta universitaria alla città. A questo aggiungiamo pure i corsi per le professioni sanitarie della Sapienza che la Asl gestisce egregiamente, e che raggiungono una platea di circa 390 iscritti. Anche in questo caso parliamo di un’offerta di qualità ma comunque non adeguata a poter parlare di una università a Rieti, specie ora che stiamo uscendo da una crisi epocale e con il territorio che deve saper riposizionarsi. Ma ciò di cui la città ha davvero bisogno è una università vera, come ce l’hanno le altre province del Lazio. Con i fondi della Regione Lazio e con i fondi previsti dallo Stato ci sono le condizioni perché La Sapienza e la Tuscia possano implementare i loro corsi in città, potenziando l’offerta formativa con facoltà  attinenti al territorio. Se tra le forze maggiori che abbiamo ci sono turismo (marketing del turismo e beni culturali) e agricoltura, sono queste le Università che possono aiutare nella ripartenza. Dobbiamo trovare la nicchia con corsi che sono funzionali al nostro sviluppo".

"Quanto alle dimissioni di Lorenzetti – ha concluso D’Onofrio – se ho commesso un errore è stato quello di indicarlo per quel ruolo: un conto è essere uno studioso pure di indubbio valore, altro è saper gestire dinamiche societarie, peraltro di questa complessità. Il consorzio non finisce con lui: c’è un vicepresidente che ne assumerà la guida e andiamo avanti”." 

07_06_21 

 

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