a cura di Francesco Pasquetti

Giugno 2021

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

ERRARE HUMANUM EST SED PERSEVERARE...?

politica

di Francesco Saverio Pasquetti - Manca oramai meno di un anno alle nuove elezioni ed, in prossimità di esse,  il Cicchetti ter non fa eccezioni. Come tutte le amministrazioni – nessuna esclusa - in vista dell'appuntamento elettorale cerca  di realizzare il più possibile (e, soprattutto, il più “visibile”) in città. Ed uno dei temi preferiti delle cosidette “amministrazioni in uscita” è ovviamente quello delle strade cittadine: nulla più del rifacimento del manto di asfalto attira l'attenzione e le lodi, magari in “zona Cesarini”, di molti elettori indecisi. E' di questi giorni la notizia che la nuova (nuova? La manutenzione delle strade dovrebbe essere prassi senza soluzione di continuità...; n.d.r.) mission del comune è “Riqualificare alcune delle strade più importanti del centro storico” (fonte Rietilife). E nel mirino dell'amministrazione quali strade ci sono? udite udite, proprio via Terenzio Varrone! Ebbene, pochi forse ricordano che esattamente due anni orsono, in prossimità dell'ultima processione dei Ceri (anno 2019) comparve un cartello proprio in via Terenzio Varrone che recitava così: “Di questa strada non ne possiamo più oh Sant'Antonio pensaci un po' anche tu!”. La simpatica provocazione dei residenti fu raccolta anche da chi scrive che ad essa dedicò un pezzo dal titolo: “Sant'Anto' penzace tu! Il disastro di Via Terenzio Varrone. Antonio il santo ed Antonio il politicohttps://www.formatrieti.it/antonio-il-santo-ed-antonio-il-politico Da allora, tuttavia, l'oblio assoluto. Oggi però, miracolosamente (d'altronde quel nome, Antonio, evoca miracoli a dir poco impossibili!) il glorioso ex – corso commerciale cittadino torna (guarda un po'!) agli onori della cronaca. Risorgendo dal dimenticatoio comunale, la strada dal '94 ridotta ad un autentico Calvario per via degli infelicissimi materiali scelti per il suo rifacimento (all'epoca primo e secondo mandato dell'attuale sindaco....) entra nei pensieri di palazzo di città: “...Via Varrone ha bisogno di una riprogettazione adeguata perché c’è l’occhio guardingo della sovrintendenza e non si può asfaltare come si è fatto per le altre vie. Siamo in fase di studio per trovare il miglior materiale, il più elastico in modo tale che non si verifichino più le rotture di questi anni”.   Meglio tardi che mai! Direbbe il proverbio. Legittime e sensate le riflessioni del primo cittadino. Ineccepibili. Ma....c'è un ma. La domanda sorge immediata e spontanea: perché le medesime, giuste riflessioni non furono fatte allora, quando la via fu realizzata ex novo in uno con il parcheggio coperto di piazza Oberdan – Mazzini? Perchè solo ora, dopo oltre 25 anni da quell'opera che ha cambiato volto alla città, si afferma che si studia per “trovare il miglior materiale, il più elastico in modo che non si verifichino più le rotture di questi anni”? Non si poteva “studiar meglio” anche allora (quando i soldi, tra l'altro ancora c'erano....n.d.r.)? E perchè – sorge spontaneo il secondo quesito – la sollecitazione di due anni orsono dei residenti viene raccolta solo ora, a dieci mesi dalle elezioni comunali? A pensar male si fa peccato, però....un dubbio sorge. Se questa nostra città ha un difetto è senz'altro quello di perdere la memoria dei fatti, anche quelli più recenti. E se un'amministrazione è virtuosa lo dimostrano i fatti. Sono essi a contare più di ogni altra cosa.

30_06_21

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