a cura di Massimo Palozzi

Ottobre 2023

IL DOMENICALE

ECOSISTEMA URBANO E MENSE SCOLASTICHE, A RIETI NON VA MOLTO BENE

amministrazione

di Massimo Palozzi - Con il solito, abusato anglicismo, la prima cosa da fare in questi casi è mettere un bel warning. Un avvertimento per evitare di prendere come oro colato le risultanze delle rilevazioni e delle classifiche che ormai vengono stilate a cadenza ravvicinatissima. Non che questi approfondimenti manchino di solide basi. I parametri utilizzati dagli analisti sono vari e rispondono a criteri scientifici inattaccabili. Il punto è che la realtà è sempre molto più complessa di qualsiasi studio, per cui occorre uno sforzo interpretativo ulteriore per cercare di capire il contesto e relativizzare i dati.

Detto questo, non si deve nemmeno cadere nell’errore opposto, quello cioè di minimizzare e sottovalutare. Perché quando i segnali portano tutti da una stessa parte, qualcosa che non funziona ci deve pur essere.

Questa settimana sono uscite quasi in contemporanea due ricerche. La prima è l’ormai tradizionale rapporto Ecosistema Urbano 2023 di Legambiente, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Giunto alla sua trentesima edizione, lo studio prende in esame le prestazioni ambientali di 105 Comuni capoluogo e per l’occasione fa il punto sui dati raccolti in questi tre decenni.

La seconda classifica riporta invece le conclusioni dell’ottava indagine sulla qualità delle mense per l’anno scolastico 2022/2023, curata da Foodinsider. La novità è che per la prima volta il nostro capoluogo entra nel rapporto. L’aspetto più negativo è che lo fa con risultati scoraggianti.

Su 58 città Rieti si piazza infatti in 49^ posizione al pari di Chieti, L’Aquila e Grosseto con 71 punti, davanti solo ad Alessandria (69), Novara (64) e Reggio Calabria (52), oltre che a Frosinone, Civitanova e Siracusa, sotto quota 50. In una graduatoria dominata da Fano, Cremona e Parma, che hanno totalizzato rispettivamente 221, 210 e 209 punti, il distacco è davvero notevole per non destare preoccupazione. La pensano sicuramente così i consiglieri comunali di opposizione Gabriele Bizzoca (T’Immagini), Gilberto Aguzzi, Arianna Grillo, Elena Leonardi e Simone Petrangeli di Rieti Città Futura, che in una nota diramata mercoledì hanno denunciato gli esiti della ricerca. “L’autorevole osservatorio specializzato Foodinsider boccia senza appello la qualità delle mense scolastiche del Comune di Rieti”, hanno scritto i cinque consiglieri. “Il rating viene assegnato in base a vari parametri di valutazione, che tengono in considerazione tutte le pratiche mirate a offrire agli alunni un’alimentazione sana e soprattutto sostenibile dal punto di vista ambientale. Non è la prima volta che le mense scolastiche della nostra città finiscono sotto i riflettori: spesso negli ultimi mesi i media locali hanno riportato le segnalazioni di genitori poco soddisfatti, per usare un eufemismo, del servizio offerto. Sono brutte figure che ci risparmieremmo volentieri, vivendo in un territorio in cui la qualità del cibo e delle materie prime è rinomata”.

Al comunicato degli esponenti del centrosinistra ha replicato l’assessore alle Politiche sociali Giovanna Palomba negando la “bocciatura”, posto che i ricercatori hanno comunque ritenuto sufficiente il menù proposto agli studenti reatini. Palomba invita poi a considerare tutte le variabili che compongono l’indice sulla refezione scolastica, “essendo la valutazione generale composta anche da elementi (come l’emissione di gas serra causate (testuale) dal prodotto e dal servizio) che non hanno nessun impatto sulla qualità e sulla sicurezza di quello che finisce nei piatti dei nostri bambini”. L’assessore ha infine reso noto che lo scorso 18 ottobre la commissione per l’aggiudicazione della nuova gara per il servizio di refezione scolastica ha concluso i suoi lavori, badando alla stretta osservanza dei Criteri Ambientali Minimi e delle migliori prassi in termini di produzioni biologiche e IGP. Senza trascurare una “grande attenzione alla riduzione dei rifiuti e degli imballaggi, all’uso di materiale riciclato, al numero ed all’impatto ambientale dei mezzi utilizzati per il trasporto, andando proprio ad agire su quanto rilevato dall’indagine Foodinsider”.    

Polemiche politiche a parte, lo status quo fotografato dallo studio è reale e conforta (anche se non rassicura del tutto, alla luce delle recenti dichiarazioni dello stesso assessore sugli alti standard delle mense reatine che evidentemente tali non sono) sapere che sono state prese adeguate contromisure nel senso di un maggior rigore sull’intera catena produttiva per offrire ai bambini pasti all’altezza delle loro esigenze nutrizionali, con un occhio anche alla valorizzazione del patrimonio gastronomico locale. Perché è inutile celebrare la filiera corta, l’economia circolare, i prodotti a chilometro zero e l’alimentazione sana e bilanciata se poi all’atto pratico questi principi rimangono lettera morta o quasi.

Tornando invece al Rapporto Ecosistema Urbano 2023 presentato lunedì, l’unica gioia per i nostri colori è il primo posto tra i capoluoghi del Lazio per quantità di spazi verdi. Anzi, la città è tra le quattro in Italia, insieme a Sondrio, Trento e Isernia, con una disponibilità di verde urbano pro capite superiore ai 300 metri quadrati. Per il resto è quasi una débâcle, visto che Rieti precipita dalla 51^ posizione dell’anno scorso alla 62^ del 2023.

Male, anzi malissimo, la dispersione della rete idrica. Con il 63% di perdite, lo spreco di una risorsa fondamentale come l’acqua grida vendetta.

Benino la qualità dell’aria. Rieti si trova infatti nel gruppo delle città la cui aria è classificata “sufficiente”, meglio dell’“insufficiente” appioppato ad altri territori, ma lontano dalla “buona” di Matera, Potenza e Sassari e dalla “ottima” di Agrigento e Lecce. A questo proposito risalta il dato relativo alle polveri sottili pm 2,5: 13, contro 14 di Roma, appena un punto al di sotto dell’inquinatissima Capitale. Le pm 2,5 sono le particelle di minor diametro, più piccole delle pm10 che invece si attestano a 20, a fronte del 25 registrato a Roma. Colpa probabilmente del traffico automobilistico, tenendo in conto che qui la produzione industriale non tocca vertici rilevanti. Del resto a Rieti circolano 75 auto ogni 100 abitanti, mentre a Roma ce ne sono solo (si fa per dire) 64.

Appena discreto il dato sulla raccolta differenziata. Rieti raggiunge infatti quota 55,2%, praticamente lo stesso livello dell’anno precedente, collocandosi nel secondo dei quattro gruppi in cui sono stati suddivisi i capoluoghi, con molta strada ancora da percorrere per aspirare ad entrare in quello dei 56 centri più virtuosi, capaci di una raccolta differenziata superiore al 65% del materiale conferito.

Quanto al consumo di suolo, Rieti registra un accettabile 2,5 su una scala da 0 a 10. Su questo dato andrebbe aperta una profonda riflessione, vista la sostanziale stasi del tasso di crescita della popolazione, tale quindi da non solleticare scelte urbanistiche mirate a una non necessaria cementificazione. Ciò anche in considerazione dell’andamento del consumo di suolo che tra il 2017 e il 2021 ha segnato 15,1 metri quadrati di terra perduti per ogni abitante. Se poi consideriamo che in un quartiere come Campoloniano, ancora alla ricerca dell’origine della misteriosa puzza che periodicamente lo avvolge da un mese, una delle cause potrebbe essere l’insufficienza del sistema fognario (durante l’ultima alluvione galleggiavano escrementi), risulta ancora più evidente la necessità di concentrarsi sulle reali priorità invece che su iniziative meramente speculative.

 

29-10-2023

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