Gennaio 2022

DRAGHI SPIEGA IL RIENTRO A SCUOLA E L'OBBLIGO VACCINALE

amministrazione

Il premier Draghi ha  presentato gli ultimi provvedimenti  anti-Covid adottati la settimana scorsa dal governo. L’incontro con la stampa del presidente del Consiglio ha visto partecipare anche i ministri Roberto Speranza e Bianchi e il coordinatore del Cts Franco Locatelli. E' la prima volta che torna a parlare dal 22 dicembre, ed in questo arco di tempo tanti cambiamenti radicali sono stati introdotti.  “C’è stata da parte mia una sottovalutazione delle attese che tutti avevano per quella conferenza stampa, per cui mi scuso e vi chiedo di considerare questo un atto riparatorio”.

Con fiducia e soprattutto con unità il governo sta affrontando la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose come approccio un po' diverso rispetto al passato. Vogliamo essere cauti molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici sociali e soprattutto gli effetti sui ragazzi e le ragazze che hanno risentito più di tanti altri delle chiusure dal punto di vista psicologico e dal punto di vista della formazione. Devo anche ricordare che la scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata e protetta non va abbandonata. Oggi è ricominciato l'anno scolastico e voglio ringraziare il ministro Bianchi, gli amministratori locali, i presidi e gli insegnanti per tutti i loro sforzi, che hanno fatto oggi, che faranno anche nelle prossime settimane e prossimi mesi. Il motivo per cui possiamo adottare un approccio diverso rispetto al passato è fondamentalmente uno solo: la vaccinazione. Quasi l’ 80% della popolazione italiana ha completato il ciclo di vaccinazione primario quasi il 40% ha fatto la 3ª dose e non dobbiamo mai perdere di vista una costatazione: gran parte dei problemi che abbiamo oggi, dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Persone non vaccinate hanno una probabilità molto maggiore di sviluppare la malattia e forme gravi della malattia quindi un altro degli obiettivi di questa conferenza è l'ennesimo invito a tutti italiani che non si sono ancora vaccinati a farlo e a farlo anche con la 3ª dose. Ringrazio veramente di cuore chi lo ha già fatto. Grazie alla vaccinazione la situazione che abbiamo di fronte è assai diversa rispetto al passato Nel 2021 abbiamo visto il numero di morti ancora tragicamente alto ma inferiore rispetto al 2020 nonostante le tante riaperture. L'economia ha segnato una crescita oltre il  6% a fronte di un calo dell'anno precedente di quasi il 9%. Le nostre scuole hanno riaperto oggi, dopo Natale proprio come quelle degli altri grandi paesi europei, come la Francia, Germania,  Regno Unito: nessuno di questi ha mai chiuso la scuola indiscriminatamente per un lungo periodo. E' un segno di cambiamento rispetto al passato. Dall'inizio della pandemia a oggi l'Italia ha perso il triplo dei giorni di scuola di altri Paesi. Probabilmente ci sarà un aumento delle classi in Dad ma quello che va respinto è il ricorso generalizzato alla didattica a distanza. Ci sono anche motivazioni di ordine pratico: ai ragazzi si chiede di stare a casa, poi fanno sport tutto il pomeriggio e vanno in pizzeria. Non ha senso chiudere la scuola prima di tutto il resto. Noi siamo stati tra i primi ad adottare l'obbligo vaccinale per tutta una serie di categorie professionali, dai sanitari alle forze di sicurezza, poi agli insegnanti, ora anche gli insegnanti universitari. La circolazione del virus mette di nuovo sotto pressione i nostri ospedali soprattutto, ripeto, per l'effetto che ha sulla popolazione non vaccinata. La scorsa settimana siamo anche intervenuti per disciplinare la modalità di lavoro agile (o smart working) nella pubblica amministrazione e nel privato e abbiamo incoraggiato la vaccinazione con l'obbligo vaccinale e con l'estensione del super green pass per alcune categorie di attività che non l'avevano e l'espansione di quello base per molte altre attività. Abbiamo esteso l'obbligo del super green pass ai luoghi di lavoro e per chi ha più di 50 anni abbiamo previsto l' obbligo vaccinale. Lo abbiamo fatto, ed  è importante saperlo, sulla base dei dati che ci dicono che è proprio questa fascia d’età a correre maggiori rischi. Ora le terapie intensive sono occupate per 2/3 dai non vaccinati e anche l'ospedalizzazione vedono le stesse percentuali. In questo inizio anno vogliamo guardare al futuro con speranza, ricordando il passato e gli anni in cui abbiamo affrontato tante sfide difficili superandole grazie alla determinazione, all'impegno dei nostri cittadini, delle parti sociali, delle istituzioni, del governo, del Parlamento, degli gli enti territoriali: possiamo quindi pensare che ci riusciremo anche questa volta”.

10_01_22

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