Giugno 2022

EVENTI E MANIFESTAZIONI

COZZOLI E BARAZZUTTI APRONO IL RIETI SPORT FESTIVAL

rieti sport festival

E' iniziato il Festival dello sport nel chiostro del Museo Civico di Rieti, sezione archeologica, una delle istituzioni museali più antiche del Lazio: 4 giorni di eventi sportivi diffusi nel territorio fino al 12 giugno.
Dopo l’inno d’Italia suonato dalla storica Banda di Poggio Bustone, paese natio di Lucio Battisti, il Presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli al fianco del Vescovo di Rieti, Domenico Pompili e il patron del Festival Sergio Battisti, ha tagliato il nastro blu dando il via alla VII edizione del Rieti Sport Festival. Dopo la benedizione di Mons. Pompili, alla presenza della massime autorità civili, militari e religiose, si è aperto il salotto sportivo condotto dal giornalista e direttore sportivo del Festival, Stefano Meloccaro.
Le istituzioni hanno ribadito il sostegno e la condivisione di intenti e degli obiettivi del progetto sportivo RSF, che crea opportunità economica per il territorio, promuove una crescita anche della cultura sportiva e crea una sintesi tra associazioni sportive, istituzioni, cittadini.
Presenti Roberto Donati, Consigliere delegato allo Sport del Comune di Rieti, Mariano Calisse Presidente della Provincia di Rieti, Claudio Di Berardino, Assessore Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola, Politiche per la ricostruzione.
Platea delle grandi occasioni con molti esponenti del mondo imprenditoriale, sportivo, istituzionale e con la presenza degli studenti del Liceo Scientifico Jucci ad indirizzo sportivo, partner culturale del festival.
“ Felice di essere qui a Rieti perché sono questi i festival che vogliamo che uniscono le persone e creano opportunità ai territori – ha affermato il Presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli  - Ho assunto questo incarico con spirito di servizio per fare cose utili alla collettività e portare lo sport proprio nelle province, farlo crescere tra le gente”.
Cozzoli incalzato da Meloccaro ha spiegato gli obiettivi di Sport e Salute, gli investimenti nella scuola e nel promuovere l’ accesso allo sport, a tutti, condividendo anche aneddoti personali da appassionato di sport e praticante; a 14 anni il suo primo abbonamento allo Stadio.
"E’ stato introdotto nell’art.32 della Costituzione il diritto allo sport ed è molto importante, noi di Sport e Salute con tutte le sede locali vogliamo fare cose utili a chi è stato negato il diritto allo sport che deve diventare uno strumento per migliorare la vita delle persone”.
Con la promessa di tornare a Rieti-Città dello sport, Vito Cozzoli ha ricevuto la Targa del RSF e firmato nell’ormai leggendario pannello delle firme del Rieti Sport Festival.
Accolto da un coro da “curva sud” lanciato dagli studenti del Liceo Sportivo, è poi arrivato nel chiostro di Santa Lucia, Corrado Barazzutti, ritenuto uno dei più forti tennisti italiani di sempre, è stato nº 7 del mondo.
Nel salotto sportivo di Meloccaro, amarcord sul periodo d’oro del tennis italiano di cui Corrado è stato un leggendario protagonista. Attraverso clip emozionanti, il pubblico ha potuto rivedere le più belle gare di Barazzutti e della squadra che vinse la discussa Coppa Davis del 1976 in Cile.
Lui che in Coppa Davis ha di diritto lo scettro regale per merito sportivi sia in veste di giocatore che di allenatore: “La formula odierna della Coppa Davis non funziona, è da rifare, è senza identità. Giocare per la Coppa Davis per me significava giocare per il mio Paese, i miei compagni, era una responsabilità  si interrompeva il tg per dare i nostri risultati e le partite più importanti erano seguire d 7 milioni di telespettatori. Rappresentare un popolo mi ha dato la forza
di non mollare mai”.
L’intervista è proseguita sulla necessità di far crescere la cultura sportiva nel Paese che è molto ritardo e soprattutto nelle scuole pubbliche per cui Barazzutti si è impegnato molto. “ Senza privati lo sport rimarrebbe al palo”. A chiudere i ricordi di un’epoca che fu, l’intervista telefonica con il produttore/regista Domenico Procacci della docuserie “Una squadra”, sull’epopea del tennis azzurro degli anni ‘70 – ‘80. Tra Procacci, Barazzutti e Meloccaro, un divertente siparietto su chi batterà sul campo Neri Marcorè e chi prenderà lezioni.
Sui nuovi giocatori italiani Barazzutti afferma: “Ce li invidia tutto il mondo e se sapranno essere squadra, sono più forti anche della nostra”. Barazzutti appena ricevuto il PREMIO RSF dall’Assessore regionale Claudio Di Berardino, ha piacevolmente firmato un autografo su una pallina di un giovane tennista reatino di 12 anni. E al termine dell’incontro anche autorità militari, appassionate di tennis, hanno chiesto una foto con il grande campione. 


10_06_22

ph M. D'Alessandro 

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