a cura di Massimo Palozzi

Febbraio 2022

IL DOMENICALE

CONSORZIO INDUSTRIALE, DA UN PASSATO IN CHIAROSCURO A UNA PROSPETTIVA DI RILANCIO

amministrazione, impresa, politica

di Massimo Palozzi - Nella lunga intervista concessa a Francesco Saverio Pasquetti e pubblicata mercoledì su Format, l’ex commissario straordinario del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Rieti, Angelo Giovanni Ientile, ha svelato alcuni retroscena di straordinaria importanza. Certi passaggi sono addirittura inquietanti. Il principale risale all’epoca del suo insediamento avvenuto il 9 aprile 2019 dopo la nomina da parte del governatore Nicola Zingaretti. Nota l’intervistatore come al suo ingresso in via dell’Elettronica Ientile si trovasse nella necessità di rimuovere l’enorme zavorra dei debiti contratti con fornitori e Regione Lazio. “La situazione è apparsa subito molto problematica, soprattutto nella gestione non andata a buon fine di vecchie risorse di cui il Consorzio era stato co-finanziatore con onere notevole – racconta l’avvocato salernitano –  Abbiamo trovato un contenzioso importante sia con questi fornitori sia, soprattutto, con la Regione Lazio che a causa di tali debiti e della cattiva rendicontazione dovuta alla situazione debitoria aveva praticamente bloccato le ultime erogazioni di fondi”.

Da qui l’urgenza di mettere in campo un’opera di mediazione in ambito regionale, facilitata dal supporto fornito da Fabio Melilli nella sua duplice veste di deputato reatino e presidente della Commissione Bilancio della Camera. “Proprio a fronte del commissariamento – continua Ientile – la Regione ha avanzato un atto di fiducia nei nostri confronti, tornando ad erogare fondi con l’impegno del Consorzio ad effettuare pagamenti mirati ad utilizzare in modo virtuoso tali risorse finalizzandole alla chiusura di accordi transattivi con le tante imprese che avevano avviato contenziosi. Il debito ammontava a circa 5 milioni di euro: poi, grazie a tale politica di gestione e ad un successivo finanziamento di 2 milioni della Regione stessa – senza interessi e spalmato in un ventennio, oggi gravante sul neonato Consorzio unico del Lazio – siamo finalmente tornati in linea con i conti”.

Insomma, in due anni e mezzo Ientile sana una situazione debitoria pesantissima, consentendo tra l’altro al Consorzio reatino di entrare con ben altra consistenza nella nuova entità frutto della fusione di cinque consorzi industriali del Lazio (Cassino, Frosinone, Roma-Latina, Sud Pontino e Rieti) seguita alla riorganizzazione entrata a regime a dicembre. “La coesione di soci ed attori istituzionali, assieme all’enorme lavoro fatto dai nostri uffici ha consentito anche di far pesare diversamente la nostra quota nella neonata compagine: se difatti all’inizio, visto il confronto con colossi come il nucleo di Frosinone o Latina, il nostro peso era valutato dell’1,5%, grazie ad un lavoro certosino anche politico oggi la quota rappresentata dal nostro territorio va oltre il 9%, simile a Cassino e molto vicina alle altre”.

La ricostruzione di Ientile (non smentita) offre un quadro piuttosto sconfortante della conduzione del Consorzio per lo meno negli ultimi due decenni. Non solo, infatti, il nucleo industriale non si è riavvicinato ai fasti degli anni Settanta-Ottanta per radicamento di aziende manifatturiere (a parte qualche lodevole quanto isolata eccezione), ma addirittura sono stati conseguiti sul fronte contabile risultati operativi assolutamente negativi. Magari giustificati da mille ragioni, eppure rimessi in sesto da un’azione commissariale che in appena trenta mesi li ha saputi letteralmente ribaltare recuperando un gap davvero preoccupante.

Il punto sta ora nel capire fino a dove arrivino i meriti delle capacità manageriali dell’avvocato Ientile e a quanto invece ammontino le mancanze delle gestioni precedenti. Una curiosità più per la statistica che per altro, visto che oramai è acqua passata, utile comunque per riflettere sulle classi dirigenti in vista delle scelte da fare a proposito di quelle che si propongono per governare il territorio a vari livelli.

Rimanendo in ambito industriale, a Rieti non sappiamo nemmeno con esattezza quali e quanti siano i siti dismessi. In realtà l’elemento è sconosciuto per l’intera regione, tanto che il consiglio di amministrazione del Consorzio industriale del Lazio ha appena incaricato il Cer (Centro Europa ricerche) di effettuare una ricognizione sulle aree produttive, dal momento che la massiccia presenza di siti abbandonati costituisce un serio problema sia in termini ambientali sia di decoro e di compromissione dei luoghi sul piano paesaggistico. Lo stesso Ientile, nella sua nuova veste di membro del cda del Consorzio unico regionale, ha spiegato che si sta procedendo al censimento di questi siti con l’intento di avere una mappatura aggiornata grazie all’incrocio dei dati in possesso del ministero dello Sviluppo economico con quelli contenuti nel registro delle imprese della Camera di Commercio.

Per quanto riguarda l’agglomerato di Rieti – Cittaducale parliamo di una superficie di lotti totale di 201.682 metri quadrati, di cui 143.195 industriali e 58.487 per servizi. La superficie degli edifici è invece di 32.008 metri quadrati, di cui 18.551 industriali e 13.457 per servizi”, ha spiegato la scorsa settimana l’ex commissario. Quanto a Borgorose la superficie totale di lotti ammonta a 175.200 metri quadrati industriali, mentre quella degli edifici arriva a 11.742. Al termine dell’esercizio si renderanno insomma disponibili informazioni cruciali anche per l’elaborazione degli interventi ricompresi tanto nel Pnrr quanto nella programmazione regionale, dove sono previste linee specifiche proprio per i siti dismessi. I capannoni abbandonati verranno infatti classificati sulla base della loro disponibilità, distinguendo tra quelli immediatamente riutilizzabili e quelli che invece dovranno essere sottoposti ad attività di recupero e messa in sicurezza secondo i vigenti standard edilizi, giuridici e ambientali.

Lo strumento è senz’altro valido e verrebbe da dire meglio tardi che mai. Per altri versi occorre invece ancora una volta constatare come certe operazioni vengano avviate solo sotto la spinta degli obblighi imposti dal Piano di ripresa e resilienza e non per autonoma determinazione di amministratori accorti e lungimiranti.

In quest’ottica si inquadra il protocollo d’intesa reso noto in settimana tra Consorzio industriale del Lazio, Anci Lazio, Comune di Rieti, Provincia di Rieti, Fondazione Varrone e Parco scientifico e tecnologico dell’Alto Lazio per la messa a punto di una metodologia volta all’individuazione dei bisogni e alla selezione delle politiche di crescita in occasione della nuova programmazione comunitaria e delle opportunità offerte dalle risorse del Pnrr. L’accordo sarà finalizzato a promuovere un miglioramento continuo delle competenze sul versante delle azioni per lo sviluppo locale, per l’accesso ai fondi europei, nazionali e regionali e partirà con un progetto pilota proprio da Rieti, il cui referente sarà lo stesso Ientile.

 

27–02-2022

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