a cura di Massimo Palozzi

Dicembre 2021

IL DOMENICALE

COME E PERCHÉ ASM POTREBBE TORNARE PUBBLICA

amministrazione, politica

di Massimo Palozzi - Dopo la fuga in avanti della Uil, in lotta dura e pura contro Comune e dirigenza Asm con tanto di presidio sotto il municipio, venerdì le parti si sono finalmente incontrate per discutere il futuro dell’azienda. Al termine della riunione la triplice ha licenziato un comunicato congiunto insieme all’Ugl per anticipare le linee guida illustrate dal sindaco Cicchetti e dal presidente Regnini, dimostrando una ritrovata unità su un tema importante destinato ad infiammare la prossima campagna elettorale per le amministrative di primavera.

Dalle parole di Cgil, Cisl, Uil e Ugl filtra per la verità un approccio prudente, ai limiti della diffidenza, per una vertenza dai molti fronti aperti. “Riteniamo che l’impegno politico assunto dal sindaco e dalla sua giunta vada nella direzione che abbiamo indicato da tempo come organizzazioni sindacali ma manteniamo vivo un atteggiamento di cautela in quanto sta per scadere il tempo massimo per la composizione del quadro completo”. Coltella, Bianchetti, Palmerini e Santarelli hanno poi rimarcato l’importanza di aver lasciato “aperto il tavolo di confronto che si riunirà il giorno successivo a quello del consiglio comunale che esaminerà una delibera conclusiva della vicenda e comunque in ogni momento in cui si renda necessario avere o dare dettagli sull’iter di ripubblicizzazione”. Perché in effetti, affinché le intenzioni politiche si traducano in atti concreti, è necessario un cruciale passaggio in consiglio. La volontà della giunta di chiudere senza rinvii è forte e non dovrebbe incontrare ostacoli tra la maggioranza di centrodestra, nonostante gli strepiti dell’opposizione su punti dirimenti. Chiare ad esempio le contestazioni del capogruppo Pd, Alessandro Mezzetti, il quale non da oggi chiede a gran voce di sapere se i servizi erogati dalla multiutility reatina verranno messi a gara o gestiti in house, cioè all’interno e con risorse proprie.

A seguito del disimpegno dall’ambito sanitario culminato con la contestatissima vendita di tre farmacie, la nuova Asm dovrebbe prioritariamente occuparsi di igiene urbana e trasporto pubblico locale. Come corollario rimarrebbero l’affidamento a lungo termine dei servizi pubblici a rete e di quelli cimiteriali, gli scuolabus, la gestione del verde pubblico, i parcheggi e altri comparti minori. I soldi ricavati dalla cessione delle farmacie dovrebbero dunque essere impiegati proprio per liquidare il socio privato Azimut, titolare del 40% delle quote, in modo da rendere l’azienda interamente pubblica. Nella visione degli amministratori della stessa Asm e del Comune di Rieti (socio di maggioranza) si tratterebbe della via maestra per restituire efficienza ai servizi resi ai cittadini e rilanciare il lavoro svolto dalla società nei campi in cui dovrebbero concentrarsi le sue attività.

Secondo i calcoli del centrodestra l’eventuale successo entro il ravvicinatissimo spirare della consiliatura consentirebbe di mandare all’incasso un notevole dividendo politico: Antonio Cicchetti, come sindaco uscente, potrebbe appuntarsi sul petto una medaglia di prestigio. Al contempo, il via libera consiliare alla ripubblicizzazione darebbe l’abbrivo alla volata del suo vice e candidato a raccoglierne il seggio, Daniele Sinibaldi, al momento unico concorrente in pista come prossimo sindaco di Rieti.

Il rischio che in faccende delicate e complesse come questa la fretta sia cattiva consigliera rimane tuttavia alto. I problemi da affrontare sono del resto diversi e riguardano anche l’organizzazione interna dove, rilevano ancora i sindacati nella loro nota, esiste e resiste “un precariato assurdo che affligge l’Azienda da troppo tempo”.

Insomma di carne al fuoco ce n’è parecchia. L’idea di ripubblicizzare per intero Asm si scontra peraltro con le indicazioni contenute nelle linee programmatiche di inizio mandato sottoscritte dallo stesso Cichetti nell’agosto del 2017. Al capitolo società partecipate si legge infatti: “In merito all’Asm, conferma della società mista a prevalente capitale pubblico, con riserva di una quota di azioni per i dipendenti dell’azienda. Gara a doppio oggetto (PPPI – Partenariato pubblico privato istituzionalizzato) con contratto ventennale e inserimento della clausola di salvaguardia per i dipendenti. Si ritiene che l’azienda debba associare alle proprie attività tradizionali la produzione di energia elettrica e di calore da fonti rinnovabili (idroelettrico, rifiuti, legna, scarti e residui dell’agricoltura e della zootecnia) a impatto ambientale zero”.

Secondo la definizione standard, il Partenariato pubblico privato è una forma di cooperazione tra i poteri pubblici e privati con l’obiettivo di finanziare, costruire e gestire infrastrutture o fornire servizi di interesse pubblico. Non rappresenta una categoria né un istituto giuridico, quanto piuttosto un modello di organizzazione e di azione amministrativa basata su indirizzi politici. Rispetto agli impegni di quattro anni fa il quadro sembra insomma mutato in maniera sostanziale. La società mista a prevalente capitale pubblico sul modello attuale, che si diceva di voler mantenere, è stata accantonata in favore di una completa ripubblicizzazione. Lo stesso vale per le menzionate “attività tradizionali”, soggette anch’esse a una profonda riscrittura dopo la cessione delle farmacie che, detto per inciso, erano l’unico settore in grado di garantire introiti in termini di business.

Naturalmente ci sta che si possa cambiare idea. Le dinamiche politiche a volte seguono traiettorie che portano a disattendere le promesse della vigilia e pure la storia di Asm sarà oggetto di valutazione sulla coerenza da parte del corpo elettorale. Nel merito si conferma un’operazione di forte incidenza per gli anni a venire gestita sulla spinta di una necessità preelettorale contingente. Se è vero che chi amministra ha il diritto-dovere di prendere decisioni e che spesso i continui rinvii non fanno altro che incancrenire i problemi, le forzature dell’ultima ora nascondono insidie di analoga portata, per cui varrebbe la pena dedicare il giusto tempo e i doverosi approfondimenti ad una materia ostica di suo dal punto di vista giuridico e potenzialmente foriera di difficoltà future se non ben organizzata in partenza. Apprezzabile sarebbe con l’occasione coinvolgere la Città in un dibattito pubblico sugli assetti di Asm e più in generale sulle opzioni in campo verso scelte strategiche di lungo periodo.

 

12-12-2021

 

 

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