Giugno 2022

COLDIRETTI: I NOSTRI ALLARMI FONDATI

Un caso di peste suina a Borgovelino

agricoltura, ambiente, salute, sanità, sicurezza

Cresce la preoccupazione da un lato delle aziende agricole per i danneggiamenti subiti ai raccolti, dall’altro delle aziende suinicole, ora in allerta per il caso emerso a Borgovelino. “Un’eventualità ampiamente attesa – dichiara a Format il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo - si è ora concretizzato ogni nostro timore. Un problema serio poiché Rieti è il centro fisico d’Italia e la PSA può diffondersi in ogni direzione. La nostra provincia vede nel maiale nero reatino, la propria eccellenza, allevato tipicamente allo stato brado, con razze autoctone che consentono di realizzare dei prodotti di pregio e rappresentano una distintività per il nostro territorio, che non possiamo permetterci di perdere.

Questo tipo di allevamento non è compatibile con l’esistenza di peste suina, contrariamente a quanto accade per l’allevamento al chiuso, circoscritto e con alti livelli di bio sicurezza.

Prevediamo la chiusura quindi di molti piccoli allevamenti locali. Sarà costituita una zona rossa di sorveglianza attiva e passiva: lo deciderà il Commissario speciale sul modello dell’ordinanza di Roma. Raccomandiamo di rispettare pedissequamente le disposizioni emanate, fondamentali per arginare l’epidemia. Purtroppo la scoperta di un caso presuppone la presenza di altri da individuare.

La malattia si diagnostica con il ritrovamento delle carcasse, qualora quindi ne fosse rinvenuta una occorre allertare prontamente le forze dell’ordine, il servizio sanitario della Asl, polizia provinciale e carabinieri forestali”. “Siamo terrorizzati, basta il ritrovamento di un animale infetto a 4 chilometri dalla fattoria per compromettere l’allevamento e saremo costretti a distruggere anche fieno e paglia, che in questo periodo storico, anche a causa delle ripercussioni del conflitto, costano oro” hanno dichiarato gli allevatori presenti alla grande manifestazione tenutasi a Roma per chiedere di fermare una calamità che diffonde la peste suina, distrugge i raccolti, aggredisce gli animali e causa incidenti stradali con morti e feriti.

Coldiretti si è detta pronta anche a chiedere l’intervento dell’esercito per fermare l’invasione di ungulati.  “Dobbiamo pensare al rilancio, come quello progettato per le aree del cratere di Amatrice, dove è previsto un incremento della presenza di suini per potenziare la filiera suinicola. E se anche quella diventerà zona rossa a causa della peste suina, si perderanno soldi già stanziati e spesi. Investimenti fondamentali per il settore”.

Numerose le segnalazioni che già nei giorni precedenti erano arrivate agli uffici di Coldiretti Rieti in merito ai danni subiti dagli agricoltori a causa della presenza dei cinghiali, che solo nella Piana hanno devastato un intero campo di mais appena seminati. Ingenti i danni in fase di quantificazione.

(da Format mag-giu 2022)

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