a cura di Giovanna Palomba Assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità

Giugno 2021

LA FORZA DEL SOCIALE

COHOUSING: UNA NUOVA SFIDA… PERCHÈ NO?

di Giovanna Palomba* - La questione abitativa si pone, oggi, al centro dell’attenzione, tanto da indurre scelte innovative tali da ricercare modelli abitativi differenti rispetto ai tradizionali. 

Sono soluzioni attraverso le quali si cerca di contemperare l’esigenza di dare risposte ad un bisogno viepiù crescente e, al tempo stesso, conciliare la dimensione pubblica della comunità a quella del singolo. 

Senza dubbio, ogni realtà territoriale, nelle scelte adottate, è in un certo senso condizionata anche dall’approccio socio culturale del contesto specifico in cui  matura tale orientamento che, tuttavia, vale la pena sperimentare e proporre. 

L’obiettivo principale è quello di assicurare la stessa qualità abitativa propria di modelli tradizionali, sia pure attraverso forme di coabitazione e condivisione di spazi  nel medesimo contesto abitativo. Purtroppo, a causa dell’attuale situazione di grave disagio economico, si è verificato un rapido aumento di sfratti, procedure esecutive immobiliari che hanno determinato una crescente necessità di proporre soluzioni abitative anche alternative. 

In questi a peculiare situazione, muta il concetto di utilizzo dello spazio destinato al singolo, non più unico detentore dello spazio stesso, ma anche, in egual misura, responsabile dello spazio destinato ad altri, da condividere e rispettare. 

Coabitare significa, infatti, accettare regole comuni, il cui rispetto integra, indissolubilmente, il rispetto dell’altro. 

Questo aspetto, senza dubbio, facilita l’instaurarsi di rapporti di tipo sociale e collaborativo. Anche la connotazione propria del cohousing, sta subendo un’evoluzione tanto da  testimoniare come non siano più soltanto interessate e coinvolte le fasce più deboli economicamente ma anche altre tipologie di persone che esprimono bisogni diversi, che vanno dal comune desiderio di stare insieme, socializzare, arginando il rischio di una solitudine allarmante e disarmante. 

L’avvio di tale sperimentazione, in alternativa a soluzioni abitative non sempre facilmente reperibili e/o disponibili, non è certamente semplice. Incidono, come detto, fattori socio culturali che, in particolare in alcune aree del territorio, non è ancora facile scardinare. 

La fase embrionale del progetto di cohousing che la nostra città sta sperimentando, pur non registrando, ad oggi, dati di rilievo, può indurre ragionevolmente ad una prognosi futura favorevole. 

Questo “giudizio prognostico”, è la spinta in virtù della quale potranno concepirsi, nel  futuro più prossimo, spazi adeguati, flessibili, adattabili alle diverse esigenze, che consentano di elaborare programmi diversi in base ai casi ed alla tipologia di utenti. Il beneficio sarebbe da considerarsi sotto più aspetti che, in ogni caso, integrano l’essenza di un servizio sociale efficiente ed efficace, a sostegno delle fragilità. 

Si  rafforzerebbero, infatti, i valori del rispetto dell’altro, del vivere solidale, del condividere e del mutuo aiuto.

Una comunità  solidale, consapevolmente e responsabilmente valorizzata, è la chiave per la soluzione di criticità nonché stimolo costante per individuare ed elaborare le scelte e le modalità attraverso cui amministrare al meglio. Nella complementarietà... la forza...

*assessore ai Servizi Sociali - Pari Opportunità Comune di Rieti

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