Dicembre 2021

L'editoriale di Stefania Santoprete

CHI HA PAURA DI BABBO NATALE?

 

Tempi duri per Babbo Natale finito sotto l’attacco del politicamente corretto in Commissione Europea. Nelle linee guida per una comunicazione inclusiva, si voleva abolire la parola ‘Natale’ per sostituirla con ‘festività, l’Unione evitando ogni forma di possibile discriminazione, di genere, etnia, religione, razza, disabilità e orientamento sessuale, ma dopo molte ore tale documento è stato ritirato. Del resto, che Natale sarebbe senza il mantra che ci accompagnerà da qui al 25?

Abolito ‘Natale’ sarebbe rimasto Babbo? Anche lui al centro della vicenda del discusso spot norvegese delle feste per celebrare i 50 anni della depenalizzazione della sessualità nel paese scandinavo, in cui Santa Claus si fidanza con Harry. Oppure in piazza XX settembre a Modena, dove indossa un tutù al posto dei pantaloni rossi, danzando. E mentre ci si interroga sul fatto se sia giusto o meno che i simboli della tradizione debbano adeguarsi ai tempi delle urgenze sociali, la nostra rivendicazione territoriale dovrebbe avere come obiettivo quello di rispolverare l’uso del presepe in ogni casa e luogo del circondario. Non potrebbe, e dovrebbe, essere diversamente in quella che è la Valle del Primo Presepe, pronta a gettarsi in volata nell’ottocentenario della storia di Francesco che proprio qui visse una maggiore radicalità, rappresentata simbolicamente dai nostri quattro piccoli conventi, legati all’ideale della povertà francescana.

E’ giunto il momento di gridarlo al mondo, di insegnare la centralità di questa provincia: dobbiamo far emergere in maniera distinta l’originalità della proposta francescana che nel corso dei secoli è stata spalmata a tutti i livelli, economico, culturale, storico, artistico, sociale. E’ ora di prepararsi ad un evento che, sebbene fissato al 2023, andrà avanti ulteriormente collegando diversi territori segnati dalla memoria di passaggi importanti del cammino di vita di san Francesco, finalmente uniti: Fonte Colombo, Greccio, ma anche La Verna ed Assisi, in un susseguirsi di anniversari, attraversando il Giubileo ed arrivando al 2026. E’ per questo che un evento straordinario è già avvenuto a Greccio il 29 novembre scorso con la nascita del Coordinamento ecclesiale per le celebrazioni, presenti per la firma del protocollo i vescovi di Assisi, Rieti e Arezzo, insieme ai rappresenti provinciali dei Frati minori di Umbria, Lazio e Toscana e il presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, l’arcivescovo Rino Fisichella. Cosa vorrà dire per il nostro territorio e come prepararsi lo troverete spiegato nella nostra intervista al sindaco di Greccio a pag. 5, che segue quella dello scorso numero a mons. Pompili.

Sarà un Natale da passare finalmente insieme ai nostri cari (speriamo!) quello attuale, dopo quello precedente riservato ai soli ‘congiunti’ (termine sdoganato all’uopo) seppure alcuni nuclei familiari rimarranno in bilico tra il desiderio di condividere e il timore di incontrare eventuali non vaccinati a tavola. Aspetto non facilmente superabile se non intaccando rapporti.

Sotto l’albero, invece, un regalo ‘pesante’ per i genitori che dovranno decidere se accettarlo o meno: la possibilità di vaccinare i propri figli dai 5 agli 11 anni con apertura delle prenotazioni il 13 dicembre. Nel portale della Regione Lazio ci sarà una sezione dedicata e percorsi separati, essendo previste somministrazioni di vaccino Pfizer ma a dosaggi diversi.

E’ il momento degli auguri. Ci accingiamo ad entrare nel nuovo anno: il 2022. Il numero 2 viene considerato il più femminile tra tutti i numeri ed è generalmente associato all’armonia, all’equilibrio, alla considerazione e all’amore. Il fatto che si ripeta ci lascia ben sperare... ne avremmo tutti bisogno.

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