Ottobre 2021

NPC

CHI BEN COMINCIA…

basket

 

di Luigi Ricci - Il primo mese in “purgatorio” della Npc dopo sei anni nel “paradiso” dell’A2 - dal quale è stata estromessa soprattutto dagli effetti della pandemia, ma pure da qualche “peccatuccio” tecnico-strutturale che ha pesato in alcuni momenti decisivi dello scorso campionato - non poteva iniziare meglio. Vittoria nel derby di Supercoppa contro il Real Sebastiani e semifinale raggiunta nel primo trofeo stagionale, quindi doppietta in campionato vincendo in casa della Luiss, replicando al PalaSojourner contro Senigallia e primato in classifica a 4 punti insieme a Roseto e Giulianova, davanti a un Real ancora in affanno. Meglio di così, per ora, non poteva andare.

Ovviamente è chiaro che mancano ancora sette mesi da giocare e che tante cose possono accadere però, se il buongiorno si vede dal mattino, le prospettive sono incoraggianti per una squadra letteralmente rifondata da zero dopo la retrocessione e affidata a un allenatore giovane, ma esperto sia di serie A2 che di B, il quale oltre a possedere indubbie doti tecniche è anche un ottimo motivatore e un galvanizzatore: basta vedere come dirige le partite correndo e saltando su e giù davanti alla panchina, faticando quasi quanto quelli in mutande e canottiera in mezzo al parquet. Quello di Gabriele Ceccarelli, però, non è uno show fine a sé stesso ma un linguaggio del corpo di un coach che ha costruito una squadra giovane, non altissima, ma atletica e veloce che deve fare dell’aggressività e dell’intensità per tutti i quaranta minuti le armi per fare strada in campionato.

Una scelta che può pagare in un campionato dove non sempre fare le squadre con le “figurine” può funzionare, mentre per la costruzione di una formazione conta molto anche la conoscenza di quell’enorme “sommerso” rappresentato dalle 64 squadre di serie B, dove stazionano tanti giocatori meno noti i quali, piuttosto che “portare le borracce” agli americani, preferiscono essere protagonisti al piano inferiore e stare a lungo in campo invece di giocare scampoli di partite per fare posto ai giocatori “a stelle e strisce” e a italiani dotati dalla sorte principalmente di doti fisiche e atletiche migliori. Senza contare anche le qualità umane.

E’ così che sono arrivati alla Npc il capitano Broglia, il playmaker Antelli (che comunque la serie A2 la conosce), l’altro lungo Timperi e una truppa di validi giocatori capaci di coprire più ruoli lontano dall’area come Timperi, Papa, Testa e del Testa, alcuni di quali hanno pure alle spalle delle promozioni. Tra i giovani invece da segnalare il playmaker Franco, di scuola Olimpia Milano (in pratica una università) che già sta mettendo in crisi i pari ruolo avversari e il giovane lungo Vujanac, cresciuto nelle giovanili della Npc che può essere qualcosa di più di un semplice cambio. Insomma, dal poco che si è visto fino a oggi la Npc può dire la sua in chiave playoff. Ovviamente ha sfruttato un calendario meno difficile del Real e va rivista alla prova contro Rimini, Cesena, Roseto o Faenza. Contro le quali, è certo, lotterà fino all’ultimo perché questa è la cifra caratteristica principale della squadra del suo allenatore.

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