Luglio 2021

CARABINIERI: ARMA TERRITORIALE E ARMA FORESTALE UNITI NELLA PREVENZIONE E CONTRASTO DEGLI INCENDI BOSCHIVI

ambiente, amministrazione, sicurezza

L’anno peggiore è stato il 2017: 92 gli incendi registrati sul nostro territorio, numero relativamente esiguo ma il rapporto tra superficie ed eventi è molto alto ed abbastanza significativo anche per le caratteristiche orografiche che lo contraddistinguono (4138 ettari percorsi dal fuoco). E’ quanto ha segnalato il tenente colonnello Irene Davì, comandante Gruppo Carabinieri Forestale insediatasi da circa un mese, durante la conferenza di questa mattina dedicata alla sinergia tra Arma Territoriale e Arma Forestale nella prevenzione e il contrasto degli incendi boschivi”, prendendo in considerazione i dati relativi agli ultimi anni. “La causa di questo dato storico è da ricercarsi nelle caratteristiche climatiche di quel periodo ma anche nell’intervento da parte dell’uomo: di 66 fenomeni, 54 furono su base dolosa comportando 975 controlli, 146 persone esaminate di cui 9 deferite all’Autorità Giudiziaria. Vogliamo sperare che anche questo nostro intervento abbia poi costituito un buon aspetto preventivo negli anni seguenti contenendo il numero degli incendi sviluppatisi.” Tornando alle tabelle dei dati degli anni seguenti sono stati solo 3 di cui 2 dolosi, gli incendi nel 2018, saliti a 18 nel 2019 (12 dolosi e 6 colposi) a 19 nel 2020 (12 dolosi e 7 colposi). Al 30 giugno di quest’anno gli incendi registrati sono stati 12 (6/6).

Ma cosa si intende per  incendio doloso?

Il dolo è generato di solito da un movente di vendetta, di profitto, di vandalismo o di altro genere. Tipico l’intervento ad esempio di squadre di caccia avversarie a cui venga affidata una determinata area. Le fiamme, sprigionandosi, costringono gli animali a scappare rifugiandosi nello spazio opposto, costituendo un buon bottino.  Mentre il concetto di piromania è nel quotidiano comune spesso usato in modo semplicistico, con poca consapevolezza del reale significato psicologico che vi è dietro. In genere si tratta di un individuo sollecitato prevalentemente da una componente psicopatologica basata sul piacere profondo di vedere il fuoco propagarsi. “Proprio recentemente sono state portate a compimento indagini molto lunghe dell’incendio di interfaccia di Fara in Sabina (in quanto interessò anche un’area urbano-rurale ) che hanno portato al rinvio a giudizio di un piromane, seppure la sua figura non rispecchi completamente il profilo di solito delineato (tra i 30/40 anni, non acculturato, residente in campagna, spesso non solitario). Così come molto impegnative si sono rivelate le indagini concluse con successo, dell’incendio corposo di Nespolo.”

E’ sempre bene allertare immediatamente il 1515 per fare in modo che si possa agire nell’immediato: “Davanti alle fiamme la gente parla – spiega il tenente colonnello Davì – dopo non più”.  

"Un innesto importante quello del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri - osserva  il colonnello Bellini Comandante Provinciale di Rieti – trattandosi di una componente specialistica di lunga esperienza, con competenze importanti nella biodiversità, nella tutela del territorio, nel contrasto delle cosiddette ecomafie, ossia attività poste in essere dalla criminalità organizzata che arrecano danno all'ambiente, che può in tal modo contare su una capillare presenza attraverso le varie Stazioni provinciali. Anche grazie a questo accorpamento i Carabinieri diventano la Forza di Polizia più specializzata d'Europa rendendoci più unici che rari.

Una proiezione che presto avverrà anche in ambito internazionale  essendo il problema della tutela dell’ambiente ormai sentito a livello mondiale: un grosso vanto dal punto di vista politico. Il governo italiano può vantarsi di avere a disposizione del Ministero della Transazione  Ecologica questo efficace braccio armato".

Ma sono molte le sinergie in campo per contrastare il fenomeno degli incendi in modo efficace. Di questo si è soprattutto parlato questa mattina in termini operativi ed organizzativi: del coinvolgimento dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Presidenza Consiglio dei Ministri, Regioni, Protezione Civile, ognuno nel proprio ambito di competenza nell’interesse di tutti.

“Perché quando si parla di incendi – ha concluso il tenente colonnello Davì – si parla della distruzione di un patrimonio vitale e di numerose specie boschive, privando gli animali della loro casa, alterando l’equilibrio che determina la vita.”

12_07_21

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