Maggio 2022

PERSONE & PERSONAGGI

ADDIO A PIETRO CARROZZONI E ALLA SUA GRANDE UMANITÀ

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di Fabrizio Tomassoni - La scomparsa del dottor Pietro Carrozzoni fa chiudere con un velo di tristezza un'altra pagina di una sanità, quella reatina, davvero a misura d'uomo.
Il suo tratto signorile e sempre umano, empatico ed intriso di una solida professionalità, figlia di quella scuola oculistica, affermatasi a Rieti sotto la direzione di Paolo Cati Giovannelli che traeva, a sua volta, importanti aggiornamenti da quella di Benedetto Strampelli, ha contraddistinto un lunghissimo periodo della vita sanitaria della nostra terra.
Pietro Carrozzoni, non a caso, faceva della sua professione di oculista una sorta di missio ad gentes, grazie ad una umanità non comune che metteva a proprio agio chiunque: dal paziente, all'allievo oculista che iniziava la sua carriera all'Ospedale San Camillo de Lellis, nessuno riusciva a sottrarsi da quell'abbraccio di competenza e umanità che il Nostro emanava.
Ma Pietro Carrozzoni era anche un grande amante della sua Valle del Turano a cui aveva dedicato una puntuale e preziosa opera di ricerca storica e fissando i suoi occhi sempre sereni, anche nelle diagnosi più delicate, pareva come specchiarsi nelle acque di quel lago che tanto lo aveva accompagnato nella sua vita di giovane medico prima ed affermato specialista poi.
Né si può sottacere la sua attività filantropica di rotaryano che rappresentava una sorta di sublimazione di quanto quotidianamente svolgeva in silenzio ed umiltà nella 'sua' Oculistica del de Lellis, quasi contagiosa e coinvolgente.
Ci mancherà Pietro Carrozzoni proprio perché appartenente a quella generazione di medici pressoché in via di estinzione, formatasi non tanto e soltanto nelle aule di università, quanto piuttosto in quella palestra di vita professionale che lui ha voluto lasciare come eredità preziosa, anzitutto, alla figlia Paola ma anche a noi che lo abbiamo stimato e di cui abbiamo goduto una amicizia sempre feconda quanto discreta.

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