Agosto 2019

TERREMOTO

VISITA DI CONTE AD AMATRICE, L'EX SINDACO PALOMBINI "GLI AMATRICIANI VOGLIONO FATTI"

politica

"E’ con grande piacere che saluto l’avvio di una nuova e importante realtà produttiva, come il pastificio Strampelli.
E’ un incoraggiante segnale per tutti. Amatrice ha bisogno di nuove iniziative, di imprenditori che credano nel futuro e nello sviluppo del nostro territorio - scrive sulla sua pagina Facebook  l'ex sindaco di Amatrice Filippo Palombini - Un augurio di cuore quindi, alla famiglia Leoncini, e sono certo che la presenza del premier Conte significhi proprio questo: il riconoscimento tangibile di un lavoro che resiste e la dimostrazione che la speranza e la voglia di rinascita non muoiono di fronte alle difficoltà.
Non posso però non fare una riflessione sulla opportunità che il premier Conte si rechi proprio ad Amatrice, ancora una volta promettendo, salutando, quasi come fosse una precondizione della sua politica, allo scopo di ottenere una legittimazione immediata al nuovo governo giallorosso.
Purtroppo sembra un film già visto.
Già lo scorso anno, il presidente del Consiglio, appena insediatosi col governo gialloverde venne, come prima uscita pubblica, in visita ad Amatrice, assicurando impegno istituzionale e vicinanza alla popolazione colpita negli affetti e nelle cose più care. Ora la storia si ripete: quale è l’obiettivo questa volta?
Lo scorso anno fui io, come sindaco reggente, ad accoglierlo (in foto n.d.r.). In occasione del primo maggio, scrivendogli una lettera, gli ho chiesto di non abbandonarci, di rispettare, di mantenere le promesse.
Quest’anno non verrò, non perché ho un ruolo diverso rispetto a prima (guido l’opposizione consigliare), né per una posizione politica preconcetta. Non vengo perché sono in forte imbarazzo.
Se lo dovessi incontrare, non me la sentirei di dire: “Grazie Presidente di essere qui”. Ma piuttosto dovrei dire: “Allora? Quale novità ci porta? Cosa avete fatto?”. Sono passati 14 mesi da quando quella visita suscitò tante aspettative nella popolazione.
Ma oggi è diverso, la nostra gente si aspetta istituzioni che vengano ad illustrare iniziative concrete; fatti non promesse.
Non vengo, perché vedere quel cerimoniale, quelle auto blu e grigie, le Forze dell’Ordine schierate, le personalità delle istituzioni locali, le persone in cerca di visibilità, tutte in fila per accogliere il premier, non mi farebbe lo stesso effetto che mi fece lo scorso anno.
Oggi non riesco ad essere orgoglioso di quelle istituzioni di cui anche io faccio parte"

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