Aprile 2019

A VILLA REATINA NON JE STA BENE CHE NO

città

A Villa Reatina non je sta bene che no. E parte la protesta che velocemente sta cercando di colmare tutte le defezioni di anni, al sapore di abbandono, visibili nelle pieghe dell’asfalto ormai ridotto ad un'indistinta voragine disomogenea. Lo scrivono e lasciano le parole appese ai balconi, alla vista di tutti, affinché tutti, ma proprio tutti, possano vedere.

I residenti di Villa Reatina parlano tramite la voce di Fabio Peron, gestore assieme al padre dello storico bar il Jolly e referente del Comitato di quartiere neocostituitosi.

“La situazione è insostenibile, ogni volta che passa una macchina si alza tanta polvere”. Ci troviamo a camminare in via Guglielmo Pepe e a distanza di un momento, dopo il transito di una Smart, siamo proprio al centro della nuvola “Neanche un mese fa hanno provveduto a chiudere le buche e siamo da capo, l’asfalto si sgretola”. Per buona pace dei meccanici.

“E’ nato al tempo un progetto per il rifacimento di tutti gli impianti, della giunta Cicchetti, e ancora non portato a termine". Il dato è grave se si considera che non parliamo del mandato attuale, bensì quello degli anni che vanno dal 1998.  E mentre passeggiamo per il quartiere Fabio viene fermato per informarlo che, i residenti, hanno una proposta per le azioni da svolgere per il versante scolastico.

“La protesta riguarda anche la scuola?” chiediamo. “Riguarda tutto – risponde – La scuola è stato un altro colpo alla nostra comunità. Dicono che dovrebbe essere demolita per poi ricostruirne un’altra ex novo ed intanto i nostri ragazzi - dopo il terremoto del 2016 che ha reso inagibile l’istituto Majorana - stanno in un capannone al Centro Servizi, nucleo industriale.”

Ci spostiamo verso quello che sarebbe dovuto essere il vanto del quartiere ‘lo gnomone’.

“Ecco com’è ridotto. Le luci non hanno mai funzionato, sono state accese solo una notte perché non illuminano niente, solo il pavimento. A scapito della sicurezza”

La via crucis si dirige poi alla meridiana “Doveva essere una fontana, si è successivamente trasformata in un deposito di acqua stagna per svariato tempo. Nessuno lo utilizza.”

Proprio davanti al bar, in via Lesta della Battaglia, che il nostro Cicerone delle rovine, ci spiega “sono state rifatte le tubature ed il nuovo manto stradale poco tempo fa. Non so a seguito di cosa, fatto sta che è ridotto così” mentre indica una voragine che non somiglia affatto ad una strada urbana, piuttosto assume le sembianze di mulattiera.

Insomma il quartiere che da sempre rassomiglia, per cuore e spirito, ad una comunità pulsante e solidale, ha iniziato ad alzare la voce per chiedere quanto gli spetta, decoro e dignità. Speriamo che le legittime istanze dei residenti vengano, con solerzia raccolte. 

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