Aprile 2020

LIBRI

"VI SCRIVO DA UNA ROMA BARRICATA"

Storia di Margaret, americana intraprendente a Rieti

storie

Era luglio quando una nave, un cargo, traversando un lungo tratto di mare portò in salvo una famiglia di profughi, lui originario del paese da cui si allontanavano, lei dell'America. I due non erano soli, li accompagnavano un figlioletto nato l'anno prima durante le guerre che avevano scosso il paese di lui, una balia e un amico. In totale sulla nave c'erano sei persone più l'equipaggio e la traversata non era stata semplice: il comandante poco dopo la partenza era morto, colpito da una grave malattia ed era stato sepolto in mare. Anche il bambino ne era stato contagiato, ma si era salvato. Sembra una storia dei giorni nostri, vero? Con migranti, barconi e richiedenti asilo. Invece no, è di tanti anni fa, quasi centosettanta, e i profughi non lasciavano l'Africa, o il Medio Oriente, ma l'Italia che era da poco ricaduta sotto regimi illiberali e la dominazione straniera. L'America allora non erigeva muri come fa oggi sotto Trump, e non chiudeva i porti come oggi fa l'Italia di Salvini. Ma i fuggiaschi non riuscirono lo stesso a mettere piede tutti, sani e salvi, sul suolo americano. Molti di loro morirono in mare. Fra questi, come tra i migranti d'oggi, persone inaspettatamente colte e impegnate: risorse importanti di cui il paese ospitante, gli Stati Uniti, ed il mondo intero avrebbero certamente beneficiato se non fossero naufragate. Una di esse era una scrittrice, una giornalista rinomata, che scriveva per un giornale riformista e che dall'Italia aveva inviato molti reportage, come una corrispondente di guerra d'oggi, solo che i suoi servizi non erano andati in onda sul telegiornale, ma avevano dovuto viaggiare per nave. Il suo direttore l'aveva assunta qualche anno prima quando aveva letto i suoi scritti che la caratterizzavano come una tra le prime e più lucide paladine della lotta per l'emancipazione degli esclusi della società. Prime tra tutti le donne, ma non solo. Si chiamava Margaret Fuller. Il suo nome è sotto i nostri occhi ogni volta che arriviamo nei pressi della Chiesa di San Nicola, in una targa a lei dedicata in questa nostra città legata alla sua storia.  Vale la pena conoscerne la storia. L'hanno raccontata Mario Bannoni e Gabriella Mariotti in un loro libro "Vi scrivo da una Roma barricata" lo potrete trovare online qui: www.cpseditrice.it

condividi su: