Aprile 2017

LIBRI

VENEZIA E IL PRETE COL VIOLINO

Una nuova edizione aggiornata

musica

Cos’hanno in comune Campanella, Caravaggio e Vivaldi? La straordinarietà delle loro vicende. Non hanno bisogno di aggiunte romanzate tanto è avventurosa la loro vita, tanta è la capacità di lasciare un segno indelebile nonostante lo scorrere del tempo: tre punti di riferimento affascinanti per il loro autore, il professore Gianfranco Formichetti.

E la passione non conosce fine, soprattutto quando ancora molto c’è da scavare, quando ci si può ancora lasciare sorprendere da nuovi documenti, nuove testimonianze... Accade così che il libro su Vivaldi (‘Vita di Antonio Vivaldi Venezia e il prete col violino’) pubblicato dieci anni fa, due edizioni esaurite, meriti una revisione, un ampliamento, addirittura richiesto dalla stessa casa editrice. E quando questa si chiama ‘Piemme Bompiani’ non la si fa attendere. Quirino Principe, critico del Sole 24 Ore scrive “Questo libro prodigo di conoscenze ricche e sottili, più agguerrito di molti testi ‘scientifici’ eppure fluido e dotato di gran gusto stilistico. E’ quanto di meglio oggi si trovi su Vivaldi nel campo dell’editoria rivolta a lettori colti, curiosi e non necessariamente specialistici.”

“Anche questa volta si tratta di un lavoro ‘divulgativo’ dove nulla è in più perché la vita di Vivaldi è talmente geniale che non c’è bisogno di costruire fantasie - spiega l’autore - Del resto io vengo da studi di Filologia: il testo rimane, così come l’attenzione all’autenticità.”
Facile scrivere solo per addetti ai lavori, più arduo rivolgersi ad una platea più ampia. Il valore aggiunto della capacità narrativa di Formichetti rende tutto più scorrevole e ne garantisce il successo. ‘Tommaso Campanella eretico e mago alla corte dei Papi’ prima edizione esaurita dopo 3 mesi, ‘Caravaggio pittore, genio, assassino’ necessitò di ben 4 edizioni ed un pocket per accontentare le richieste del pubblico.
“Durante la precedente stesura del ‘Prete col violino’ ho intessuto buoni rapporti d’amicizia che non si sono mai interrotti. Francesco Fanna, il direttore dell’Istituto Vivaldi, presentò il mio libro a Venezia e lo farà di nuovo il 5 maggioallaPietà (dove l’artista insegnava alle ‘Putte Rosse’). Grazie a tanti documenti anche in lingue straniere lontanissime da noi e ad Internet, oggi scopro cose nuove, smentendo a volte certe affermazioni precedenti. Il mio primo libro ad esempio riportava la nascita di Vivaldi come contemporanea al terremoto di Venezia. Ho analizzato i terremoti in quella zona ed ho scoperto che non c’era fondamento storico, seppure nessuno lo avesse mai messo in dubbio! Ci sono molti altri elementi di grande novità: il patrimonio musicale del Prete Rosso è sterminato e in gran parte ancora sconosciuto, è questo che rende interessante la ricerca. Ricordiamoci che si tratta di un personaggio riscoperto solo agli inizi del ‘900, dimenticato nell’800!  Sono stati portati avanti una serie di studi sulla sua produzione musicale, ma la biografia, non riservata agli addetti ai lavori, era un elemento trascurato.”
La frequentazione veneziana ha fatto da sfondo a questa produzione letteraria, una città coperta dalla nebbia con la laguna appena percepita da una finestra davanti a Piazza San Marco: è grazie anche a questa suggestione che l’autore si fonde con il protagonista nel perfezionamento di un’affinità elettiva.
C’è un Vivaldi misterioso, segreto, capace di scrivere con tanta foga concerti che sarebbero stati utilizzati per la didattica che non avrebbero avuto l’onore della stampa (...) E’ il Vivaldi della ‘Pietà’ - scrive Formichetti - che poteva permettersi di andare oltre gli schemi consolidati della trattazione più tradizionale (...) Doppio e mascherato: come doppia e mascherata era la sua Venezia; come doppia e mascherata fu un po’ tutta la sua vita e come, al momento, era il suo esser prete."

La grande protagonista di questo nuovo lavoro è proprio Venezia, come ci spiega “Al centro di questo libro c’è la vita quotidiana strepitosa di questa Città che nel Settecento è il polo di attrazione della cultura europea, del divertimento, del piacere, capitale europea della Musica. E’ Venezia ad aprire per la prima volta i teatri, a far pagare un biglietto: venti teatri con produzioni diverse, un’incredibile ricchezza culturale!” Grazie agli studi, alla ricerca meticolosa, ai documenti raccolti dal suo estimatore, il musicista torna così nel suo tempo, negli ambienti che lo conobbero, accanto alle persone che incontrò, con i suoi vizi e le sue virtù. Particolarmente affascinanti le pagine in cui si narra della visita di Federico IV di Danimarca che arriva in Laguna in forma privata allo scopo di ‘poter più liberamente godere dei divertimenti di carnevale’ trovandola ghiacciata. “In poche ore i canali si trasformarono in strade di ghiaccio. (...) ogni tipo di calzatura aveva bisogno di ramponi e i pattini, non più solo oggetto di divertimento, erano lo strumento migliore per muoversi speditamente.” E’ la suggestione che probabilmente ritroviamo nell’Inverno delle sue Quattro stagioni. Quest’ultime ‘tra i brani musicali più conosciuti al mondo. Un successo che è andato sempre crescendo e che ha raggiunto livelli impensabili, con punte di venti incisioni all’anno nell’ultimo trentennio del secolo scorso’.
Palese l’interesse che questa pubblicazione potrebbe suscitare fuori dai nostri confini, verrà quindi presentata anche a Londra e a Francoforte.
Anteprima a Rieti, sabato 8 aprile alla Biblioteca Paroniana introdotta da Lucia Bonifaci del Reate Festival e monsignor Chiarinelli, amatissimo ex professore dell’autore.

Stefania Santoprete

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