Gennaio 2021

FARMACIE ASM: IL PRESIDENTE A.S.SO.FARM. SCRIVE AL SINDACO "NON UN PROBLEMA MA UN'OPPORTUNITÀ"

amministrazione

Il presidente A.S.SO.FARM Gizzi scrive al sindaco Cicchetti:

"Le scrivo dopo aver appreso da organi di stampa della gara riguardante la vendita delle tre farmacie comunali di Rieti fissata per il 3 febbraio prossimo.

Certamente tutto il sistema degli Enti Locali e del Welfare del nostro paese vive una situazione di contrazione delle risorse disponibili e di ridisegno, non senza contraddizioni, dei propri assetti. Tale circostanza si è, vieppiù, aggravata a causa della devastante pandemia dovuta al Covid-19 che, purtroppo, non accenna ad esaurirsi. Le farmacie comunali risentono di questa situazione, eppure tale contesto avvalora ancor di più i risultati che molte di esse hanno raggiunto in ogni regione italiana. Si tratta di risultati economici e sociali.

Nel periodo di lockdown le farmacie comunali si sono distinte come l’ultimo presidio sanitario di prossimità, garantendo le aperture, e hanno dato un contributo importantissimo alla continuità di servizio con i malati e con i cittadini, fornendo un supporto all’attività dei medici delle cure primarie già impegnati sul fronte COVID-19.

Sin dall’inizio della cosiddetta “Fase 1”, le nostre farmacie si sono attivate per la distribuzione di gel disinfettante e mascherine, l’erogazione di farmaci prima distribuiti unicamente dalle ASL, servizi di telemedicina e tele-refertazione, la prenotazione dei farmaci in remoto e la domiciliazione dei farmaci, oltre a fornire supporto “psicologico” ai cittadini. Inoltre, in ottemperanza alle disposizioni governative, le farmacie comunali hanno aperto alla dematerializzazione delle ricette mediche e alla “distribuzione per conto” dei farmaci erogati in regime di distribuzione diretta da parte delle strutture pubbliche.

Nei mesi successivi all’emergenza sanitaria di marzo e aprile, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e le Associazioni di categoria (Assofarm) si sono adoperate affinché alcune dellemisure emergenziali introdotte nella prima fase della pandemia venissero rese strutturali, così da garantire una maggior resilienza di tutto il SSN e un miglior servizio ai cittadini e ai malati.

Si sono attivate, inoltre, alcune iniziative a livello regionale molto interessanti in cui le farmacie e i farmacisti giocano un ruolo di primo piano nella lotta al COVID-19 e nei servizi ai cittadini.

La meritoria opera delle farmacie comunali non si esaurisce solo con gli interventi tenuti in occasione della pandemia - prosegue il dottor Venanzio Gizzi - Una farmacia comunale è un player di iniziative sociali sul proprio territorio.

Ogni mese il nostro notiziario online dà conto di decine di progetti che le farmacie comunali italiane realizzano in ogni angolo del paese. Solo scorrendo i numeri degli ultimi mesi, ricordiamo come ad Arezzo sia stato avviato un servizio di consegna notturno per persone che non possono muoversi da casa; a Scandicci (Fi) sono state offerte visite gratuite per la prevenzione del melanoma, a Fiumicino ospitano un servizio di primo ascolto a donne vittime di maltrattamenti, nella sua citta, Rieti, supportano un progetto di miglioramento della qualità della vita delle persone over 60; a Vittorio Veneto hanno donato prodotti neonatali ad ogni nuovo cittadino; a Varese portano avanti una campagna contro l’invecchiamento precoce; a Bacoli (Na) visite senologiche gratuite. E via dicendo: ogni mese centinaia di progetti in tutta Italia. Inoltre vengono registrate numerose donazioni quali defibrillatori come è avvenuto a Montalto di Castro e quindi a Perugia dove l’Azienda ha avviato una interessante campagna di screening per la salute dei reni.

Sono solo alcune iniziative che fanno delle farmacie comunali strumenti di eccellenza a servizio delle popolazioni.

Tutto ciò è possibile non tanto grazie alle famose “risorse”, quanto piuttosto grazie ad una cultura civico-sanitaria dei nostri manager e farmacisti, che intende se stessi e le proprie aziende come veri e propri attivisti dello sviluppo locale. Cultura che è sostenuta, formata e diffusa dalla nostra Federazione in una sorta di circolo virtuoso che dal locale attinge le migliori esperienze e le diffonde in tutto il territorio nazionale quali buone pratiche da condividere.

Non tutti gli amministratori locali hanno ben chiara la situazione economica delle farmacie comunali.                                                                                                                     

 Uno studio indipendente ha stimato che in tre anni le farmacie pubbliche producano oltre 150 milioni di euro in contributi alle casse dei comuni italiani.

L’elemento che dovrebbe far maggiormente riflettere un Sindaco è infatti questo: ogni singolo euro di utile prodotto da una farmacia comunale ben amministrata può essere reinvestito in iniziative a favore della collettività locale.

Ecco perché, sulla scorta della recente trasformazione delle Farmacie Comunali di Firenze in società di benefit, Assofarm mira ad estendere questa evoluzione a tutta propria compagine associativa. Si tratterebbe di un passaggio che sancirebbe formalmente ciò che già siamo da sempre: soggetti di mercato che operano in un ambito importantissimo per la vita dei cittadini, quello della salute, secondo approcci di responsabilità sociale e reinvestendo nel sociale stesso gli utili prodotti dall’attività commerciale.

Un elemento, quello sociale, che rischia di essere sempre più rilevante. Il nostro timore è che  le riforme introdotte dall’ultima legge sulla concorrenza produca, nel medio periodo, i classici risultati dell’effetto-cartello: aumento dei prezzi a seguito della concentrazione proprietaria in poche grandi catene distributive, focalizzazione di farmacie nelle sole aree più redditizie. In questo scenario le farmacie comunali potrebbero essere l’unica risposta al ridotto accesso al farmaco per chi risiede nelle aree rurali e per chi ha basso reddito.

Di fronte a questi dati di realtà, la farmacia comunale non dovrebbe essere vista come un problema da risolvere, ma come un’opportunità da sviluppare.

Un’opportunità straordinaria, che riesce a produrre nello stesso tempo risorse per la Sua Amministrazione e un servizio ai Suoi concittadini. Un’opportunità che per di più può essere avviata o maggiormente valorizzata attraverso il sostegno della nostra Federazione e il know how collettivo sviluppato da oltre 1.500 farmacie comunali.

Mi permetta, infine, sig. Sindaco, di farle osservare come la c.d. Legge Madia non contiene riferimenti sulla “strategicità” delle farmacie comunali. Al contrario, recenti pronunciamenti giurisprudenziali (Tar, Consiglio di Stato), rilevano la centralità delle farmacie comunali come servizi pubblici essenziali.

Associandomi a quanti si oppongono alla vendita dei presidi sanitari pubblici, rinnovo la richiesta di un incontro che per me sarebbe molto gradito e augurandole, nel contempo, un buon lavoro, le invio i miei più cordiali saluti.

12_01_2021

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