Ottobre 2020

REGIONE

VAJONT: PIROZZI (FDI), ITALIA FRAGILE E MIOPE SULLA PREVENZIONE DISSESTO IDROGEOLOGICO

politica

"57 anni fa  263 milioni di metri cubi di roccia si staccarono dal monte Toc e precipitarono nel bacino artificiale dalla diga del Vajont, sollevando un’ondata alta 260 metri che causò la morte di 1917 persone. Quella tragedia resta il disastro ambientale e umano più drammatico dal dopoguerra ad oggi. E' la fotografia di un paese miope dal punto di vista della prevenzione". Lo scrive, in una nota, Sergio Pirozzi responsabile nazionale di Fratelli d'Italia per le emergenze e grandi rischi. "A distanza di 57 anni, si continua a maltrattare il territorio e a non risolvere il problema. Appena una settimana fa abbiamo avuto morti e distruzione. Il Vajont ha segnato nella storia d’Italia un momento di svolta, esattamente come accadde con il terremoto dell’Irpinia del 1980 quando, lo stesso Presidente Pertini evidenziò le gravissime carenze culturali, organizzative e programmatiche di un Paese che, in entrambe le vicende, si dovette vergognare di fronte alla popolazione mondiale". Una svolta, ricorda Pirozzi  "che si è palesata timidamente con interventi normativi inadeguati e tardivi, seguendo più gli eventi dettati dallo scorrere del tempo, dal boom economico degli anni ’70 e ’80, dal progresso scientifico e tecnologico, che dalla consapevolezza di dover partire dalla conoscenza del territorio e dalle sue criticità". "Facciamo tesoro di tutti questi anni di errori e menefreghismo e dotiamoci di un piano serio per la prevenzione da questi disastri", conclude Pirozzi.

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