Marzo 2019

UNIVERSITÀ, ABBIAMO FATTO BENE I CONTI?

università

Il tema Sabina universitas viene lambito da più parti in una continua e mutevole accezione.

Infatti, l’università è più volte citata ora dall’uno ora dall’altro. E’ stato chiaro, Cicchetti, quando ha portato alla luce la funzione strumentale della sede reatina come traghetto per far ripartire una città economicamente statica. Altrettanto si può affermare del Presidente della provincia, Mariano Calisse, nella cui intenzione c’è quella di accelerare affinché il palazzo degli studi sia di fatto portato al centro, collocazione geografica e simbolica. Insomma, sulla sede distaccata della Sapienza, in linea teorica, si punta. Ma si continuerà ad investire?

Stamane è il Messaggero di Rieti a raccontare, partendo dalle dichiarazioni di Regnini, una situazione sotto i riflettori. “Servono danari”, il commento del vicepresidente e il pensiero si rivolge al prossimo venturo 15 aprile.

Tema? La presentazione del bilancio 2018, che non lascia presagire nulla di buono.

Riferendosi al 2017, il buco ammonta a 2,9 milioni di euro e una perdita cospicua degli utili. Adesso le società partecipate, come la Fondazione Varrone, vogliono vederci chiaro. Importante, in merito, riportare le dichiarazioni di Vitaliano Pascasi, presidente dell'Ordine degli Ingegneri del Lazio che, in chiusura della sua riflessione (leggi qui), in proposito spiega: “Affronto il tema, problema, della Sabina Universitas di cui come Ordine degli Ingegneri siamo soci insieme a più importanti amministrazioni ed enti. Già in più occasioni ho espresso il mio pensiero in merito, ma ormai le incertezze sul futuro e sulla permanenza a Rieti dell’Università e del suo indotto, sembrano prendere più corpo.
L’impegno, economico e non solo, profuso dalla Fondazione Varrone incomincia a vacillare e non bastano più le proclamazioni d’intenti di chi dovrebbe e potrebbe continuare a sostenere il progetto. I bilanci del Consorzio non si reggono con le chiacchiere, ma con i “denari”. E’ dunque giunto il momento delle decisioni ed è giunto il momento di capire cosa fare per riempire di nuovi contenuti il Consorzio Sabina Universitas dandogli magari nuova veste oppure, e mi auguro non avvenga, lasciare che gli eventi travolgano inevitabilmente una opportunità di crescita e rivitalizzazione per la città e il nostro territorio".

Quando si manipola un tema così complesso che afferisce alla cultura, a chi dare credito? E’ giusto che sul piatto della bilancia pesi maggiormente quello che si ritiene sia, erroneamente, uno svantaggio economico e non un investimento?

Non andrebbe proprio riformulata la visione di un’università che sia espressione delle peculiarità di questa zona o di quella che potrebbe essere la sua visione futura?

Non vorremmo essere costretti domani a relegare la paventata débâcle nella rosa delle opportunità colpevolmente trascurate.

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