Febbraio 2021

PERSONE & PERSONAGGI

UNA STRADA PER AJMONE FILIBERTO MILLI

Giornalista-cantore dell’anima della Città

storie

Manca a queste pagine, manca ai numerosi lettori che attraverso quel suo vocabolario personale rivivevano squarci e personaggi di una Rieti che non c’è più, di ideali svaniti, di osterie e puttane, di comizi e balli in maschera. Ajmone Filiberto Milli manca nella nostra redazione dove giungeva con passo via via sempre più stanco, rifiutando orgogliosamente ancora quel passaggio in macchina, tra le mani un foglio passato sotto i tasti ormai consumati della sua vecchia Olivetti: parole che tentavamo di decifrare per trasferirle al pc e poi nuovamente sottoporle alla sua bic rossa. Altro giro altra corsa. L’espressione burbera con cui metteva piede in ufficio stemperava in una risata calda al click d’accensione del suo apparecchio acustico, ottimo espediente per tirare via il mondo al momento opportuno. E bastava un semplice pretesto per alzare il sipario, ciack si gira! Ed ecco la stanza si popolava dei fantasmi del passato, richiamati in vita dai suoi racconti: coloro che avevano levigato i vicoli o animato i salotti buoni, dal temperamento rosso fuoco o abili nel declamare versi e intonare opere, idealisti capaci di salvare la barca nonostante la burrasca o pronti a sfidarsi a colpi di morra tra un discorso politico e l’altro, uomini che hanno comunque fatto la storia, quella degna di essere narrata. Avvenimenti, a volte, ai limiti della censura, tanto da rimanere fuori dalle pagine di quel ‘Grazie Milli’ amato e collezionato da tanti lettori di Format. Un privilegio ascoltarlo e leggerlo. Non solo per ‘gli amici’ come ben dimostra l’iniziativa di Area Rieti: “Giornalista, saggista, cantore dell’anima profonda della nostra città, per anni ne ha rappresentato l’aedo e la coscienza critica, senza risparmiare nessuno, amico o nemico che fosse. Area Rieti ha avuto con Lui un profondo rapporto dialettico, che ci ha visto passare da momenti di grande dissenso a una condivisione praticamente totale nell’analisi del degrado della politica italiana. Ajmone ha attraversato un secolo, con l’animo del narratore, scrivendo di ciò che viveva, non accontentandosi mai del “raccontato”, ma cercando “fisicamente” di conoscere la realtà. Ricostruendola poi attraverso una prosa che tracimava nella poesia. Penna tagliente, uomo di grandi passioni, scevro da qualsiasi ipocrisia, ci ha lasciato uno spaccato della nostra comunità che è parte integrante della nostra identità. Non ci si può dire reatini oggi, senza aver letto qualcuno dei suoi scritti. Uomo per cui contava l’essenza e non l’apparenza, che rifiutava onori e medaglie, è un simbolo di quel che dovrebbe essere l’informazione nella sua funzione di arte civile. Era il cantore della Polis, memoria e testimone della trasformazioni di una città, che troppo spesso non ha consapevolezza di sé. Area Rieti qualche anno fa organizzò, insieme ai suoi amici storici (pochi, selezionati, assolutamente fuori dagli schemi di una normalità che non amava) un convegno per ricordarlo, perché il rischio più grande è che triturati nel tran tran quotidiano, abbagliati dalla vacuità di un mondo virtuale, la sua figura potesse scomparire. Oggi chiediamo al Sindaco, che ebbe l’onore e l’onere di essere tra coloro che maggiormente ne hanno raccolto memoria, dubbi e riflessioni, di dedicare una strada, una via, un vicolo a questo giornalista, affinché domani un giovane reatino, possa chiedersi chi fosse, e magari ne studi gli scritti. Una comunità che dimentica, perde la sua identità”.

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