Agosto 2019

UNA CITTÀ INTORNO AD UN FIUME

La nostra estate da asporto

(di Stefania Santoprete) Non possiamo che tornare a ribadirlo: quel fiume dalle freddissime ma trasparenti acque scorrendo all’interno della Città crea un’immagine da cartolina e la tentazione di fermarsi ad osservarlo è quotidiana.

Poterlo vivere come è accaduto finora conferma la potenzialità e la grande spinta turistica che rappresenta.
Di ritorno, dopo averlo percorso a bordo di una Volkswagen Schwimmwagen, il mezzo anfibio progettato da Ferdinand Porsche che a sorpresa ha fatto la sua apparizione durante la Festa del Sole, il sindaco Antonio Cicchetti ce lo ha confermato, con occhi pieni di tanta bellezza, ha raccolto la nostra provocazione sulla possibile navigabilità, rammaricandosi di quei fondi trovati tempo fa in Regione e mai utilizzati per la realizzazione di quel battello, sogno e chimera del patron Renato Buccioni. “Ma l’idea non è accantonata, ritorneremo a lavorarci” questo aspetto e indiscrezioni sulla volontà di ‘controllo diretto’ delle sponde fanno ben sperare. 

Quanti possono permettersi di dire di avere un campo di gara e di gioco di tale bellezza?
Intuizione notevole quella degli organizzatori: non solo i ‘ragazzi del Sessantotto’ che per primi pensarono ad una sorta di Carnevale estivo in acqua realizzando una manifestazione destinata a divenire storia con le sue 51 edizioni, ma anche i ‘ragazzi del 2014’ non sono stati da meno: sollecitati da Rodolfo Napoletano, Maurizio Nobili e Maurizio Dionisi, con Fabrizio Festuccia e tutti quelli del Moby’s Sub Apnea Blu di Rieti, legati indissolubilmente al fiume Velino nelle cui acque erano abituati a muoversi, lo hanno trasformato in palcoscenico regalandoci anche quest’anno due serate di forti emozioni, cariche di poesia.

In termine di una settimana si è passati da una tinozza ad una danzatrice, da concorrenti sfidatisi a colpi di pertica a gommoni di rafting capaci di fare peripezie, da biciclette che fendono l’acqua all’uomo-razzo Mattia Lancia che grazie all’energia dell’acqua fa capriole, rimane sospeso, colora il cielo e inonda il pubblico. 

Due eventi che da soli valgono un biglietto d’arrivo in città ed un soggiorno, con enormi possibilità di crescita e di ottimizzazione che lasciano quindi sperare in edizioni sempre nuove e avvincenti. Rieti Città dell’Acqua non deve farsi sfuggire l’occasione per veicolare, diffondendoli nella maniera giusta questi appuntamenti, riempiendoli se necessario anche di contenuti legati al nostro prezioso oro blu.

Il dietro le quinte è fatto di tanta buona volontà capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo del sacrificio, di giorni di lavoro, di telefonate agli amici, di contatti giusti per creare qualcosa di diverso. Accade così che siano molte le società sportive pronte ad aderire da ‘Avventuristicando’ a ‘Roma Kajak Mundi’, che Mattia Lancia sperimenti nel 2018 proprio sul Velino la prima volta del flyboard in Italia sull’acqua di un fiume e quest’anno conceda lo stesso privilegio del ‘battesimo dell’acqua’ ad Ilaria Venturi acrobata aerea internazionale. Pochi sanno che la talentuosa danzatrice si muoveva appesa al braccio di una gru da 400 quintali, posizionata in una piazzetta di via san Francesco: solo la grande abnegazione e collaborazione di Marco Liberati della STS ha reso possibile percorrere quelle strade. Manifestazione chiamata oggi “Water & Fire” ma con un numero zero nato per caso solo per la voglia di divertirsi al fiume con quella ‘Festa d’Estate’ del 2014. Un hobby che sottrae abbastanza tempo al lavoro ma che può dirsi ben ripagato dalle numerosissime persone che hanno risposto al richiamo serale sul fiume, illuminato all’improvviso dai fuochi di Casciani replicando il meraviglioso spettacolo della pioggia di fuoco sull’acqua, la cascata di fuochi dal ponte Velino.  E cosa dire dell’incredibile spettacolo di Marco Turani che si esibisce in un assolo dopo essere stato trasportato nel buio, all’insaputa di tutti, sul ponte romano o del Trio SaChé che interpreta ‘C’era una volta il West’ fornendo una colonna sonora emozionante alla fiaccolata: momenti intensi e resi più ‘visibili’ grazie ad un grande schermo posizionato sulla riva opposta al palco da cui Stefano Pozzovivo e Francesca Dominici conducevano la serata. Uno schermo i cui cavi viaggiavano sott’acqua... Potere dell’amore per una Città destinato a resistere al disfattismo.

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