a cura di Massimo PALOZZI

Agosto 2019

POLVERI SOTTILI

UN SECOLO DOPO

terremoto

(di Massimo Palozzi) Tra i danni diretti e collaterali del terremoto va annoverato anche lo stato di abbandono in cui è ridotta la Stazione sperimentale di granicoltura di Campomoro, dove il grande genetista Nazzareno Strampelli trascorse anni fecondi dedicati alla ricerca e alla selezione delle migliori varietà di frumento.
Dichiarata inagibile dopo il sisma del 2016, la struttura era stata l’anno prima al centro di un’operazione da tre milioni di euro ripartiti tra Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria) e Università della Tuscia, con l’obiettivo di una riconversione in centro di ricerca. Le scosse hanno però interrotto tutto. I fondi stanziati sono andati in perenzione e dal governo è arrivato un generico impegno a trovare una sede idonea, ma con l’aria che tira c’è poco da sperare. A meno di clamorosi colpi di scena, sarà difficile trovare i soldi a copertura del progetto, mentre l’8 luglio ricorreva nell’oblio generale il centenario della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto luogotenenziale istitutivo di un’altra creatura dovuta al genio di Strampelli, l’Istituto nazionale di genetica per la cerealicoltura.

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